ROBINSON KIM STANLEY.
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IL VERDE DI MARTE.
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Parte 3.
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Titolo originale: Green Mars.
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Versione digitale curata da: Amedeo Marchini.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Capitolo quinto.
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Senza casa.
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La biogenesi  innanzitutto psicogenesi. Questa verit non  mai stata tanto manifesta come su
Marte, dove la noosfera ha preceduto la biosfera... lo strato di pensiero ha dapprima avviluppato da
lontano il pianeta silenzioso, popolandolo di storie, piani e sogni, fino al momento in cui John  uscito
sulla sua superficie e ha detto: Eccoci qui. Da quel punto di accensione la forza verde si  diffusa
come un incendio finch tutto il pianeta ha preso a pulsare di viriditas.  stato come se il pianeta
stesso avesse percepito che mancava qualcosa, e in risposta al contatto della mente contro la roccia,
della noosfera contro la litosfera, la biosfera assente si fosse lanciata in quell'apertura con la
sorprendente immediatezza del fiore di carta di un prestigiatore.
O almeno cos pareva a Michel Duval, che era appassionatamente devoto a ogni segno di vita
su quella landa desolata, che aveva abbracciato l'areofania di Hiroko con il fervore di un uomo
prossimo ad annegare a cui fosse stato lanciato un salvagente. Essa gli aveva dato un nuovo modo di
vedere. Per esercitarlo aveva fatto sua l'abitudine di Ann di camminare all'esterno nell'ora che
precedeva il tramonto, e in quei panorami dalle lunghe ombre trovava una gioia penetrante in ogni
chiazza d'erba, e in ogni piccolo groviglio di carici e licheni scorgeva una Provenza in miniatura.
Quello era il suo compito, come ora lo concepiva: il duro lavoro di riconciliare l'antinomia
centrifuga della Provenza e Marte. Sentiva che in questo progetto lui era parte di una lunga tradizione,
perch nei suoi studi aveva notato di recente che la storia del pensiero francese era dominata da
tentativi di risolvere antinomie estreme. Per Descartes si era trattato della mente e del corpo, per
Sartre del freudianesimo e del marxismo, per Teilhard de Chardin della cristianit e dell'evoluzione...
l'elenco poteva continuare, e gli pareva che la particolare qualit della filosofia francese, la sua
tensione eroica e la sua tendenza a essere una lunga marcia di magnifici fallimenti venissero da questo
ripetuto tentativo di abbinare opposti impossibili.
Forse erano tutti, incluso il suo, attacchi allo stesso problema, la lotta per legare insieme lo
spirito e la materia. E forse era per questo che il pensiero francese aveva accettato tanto spesso
complessi apparati retorici come il rettangolo semantico, strutture che potessero legare insieme queste
opposizioni centrifughe in reti abbastanza forti da trattenerle.
Cos adesso il suo lavoro era quello di unire pazientemente lo spirito verde e la materia color
ruggine, di scoprire la Provenza su Marte. I licheni crostosi, per esempio, facevano apparire parti
della pianura rossa come se fossero state rivestite di meli di giada. E adesso, nelle limpide serate color
indaco (i vecchi cieli rosa avevano fatto apparire marrone l'erba), la tinta del cielo permetteva a ogni
stelo d'erba di emanare verdi cos puri che i piccoli prati parevano vibrare. L'intensa pressione del
colore sulla retina... che delizia!
Ed era anche piacevole vedere con quanta rapidit quella biosfera primitiva aveva messo
radici, era fiorita e si era diffusa. C'era un impeto inerente verso la vita, un verde schiocco elettrico
fra i poli della roccia e della mente. Un potere incredibile, che qui si era proteso e aveva toccato le
catene genetiche, inserito sequenze, creato nuovi ibridi, li aveva aiutati a diffondersi, aveva cambiato il
loro ambiente per aiutarli a crescere. Il naturale entusiasmo della vita per la vita era chiaro ovunque,
come esso lottasse e tanto spesso prevalesse, ma adesso c'erano anche mani che lo guidavano, una
noosfera permeava tutto dall'inizio. La forza verde si lanciava nel panorama a ogni tocco delle loro
dita.
E cos gli esseri umani erano davvero miracolosi... ora creatori consapevoli, che si aggiravano
come freschi e giovani di su questo nuovo mondo, usando immensi poteri alchemici. E cos, Michel
studiava con curiosit chiunque incontrasse su Marte, chiedendosi nell'osservare il suo aspetto
esteriore spesso innocuo quale sorta di nuovo Paracelso o Isaac d'Olanda ci fosse davanti a lui, e se
avrebbe trasformato il piombo in oro o fatto fiorire la roccia.
Di primo acchito, l'americano salvato da Coyote e da Maya non era pi o meno notevole di
qualsiasi altra persona che Michel avesse incontrato su Marte. Forse era pi curioso, pi ingenuo. Un
grosso uomo che camminava in modo dinoccolato e aveva un'espressione confusa sul volto bruno.
Michel era per abituato a guardare al di l di quel genere di superficie, alla ricerca dello spirito
trasformativo interiore, e ben presto concluse che avevano fra le mani un uomo misterioso.
Si chiamava Art Randolph, cos diceva, ed era stato impegnato a recuperare materiali utili dal
cavo dell'ascensore caduto. Carbonio? aveva chiesto Maya, ma lui non aveva colto o aveva ignorato
il suo tono sarcastico. S, aveva replicato ma anche... E si era lanciato in un intero elenco di esotici
minerali brecciati. Maya lo aveva fissato con occhi roventi, ma lui era parso non accorgersene.
Sembrava fare solo domande. Chi erano? Cosa ci facevano l fuori? Dove lo stavano portando? Che
genere di veicoli erano quelli? Erano davvero invisibili dallo spazio? Come si erano liberati dei loro
segnali termici? Perch avevano bisogno di essere invisibili dallo spazio? Potevano far parte della
leggendaria colonia perduta? Facevano parte del sottosuolo marziano? Insomma, chi erano?
Nessuno si mostr propenso a rispondere a quelle domande, e alla fine fu Michel a dire: Siamo
marziani. Viviamo qui fuori per conto nostro.
Il sottosuolo. Incredibile. Avrei giurato che voialtri eravate un mito, se devo essere sincero.
Grandioso.
Maya lev gli occhi al cielo quando il loro ospite chiese di essere lasciato al Belvedere Eco, e
scoppi in una risata sgradevole. Cerca di essere serio ribatt.
Cosa intendi dire?
Michel gli spieg che siccome non potevano lasciarlo andare senza rivelare la loro presenza, era
possibile che non lo lasciassero andare affatto.
Oh, ma io non lo direi a nessuno. Maya rise di nuovo.
Per noi la cosa  troppo importante per fidarci di uno sconosciuto replic Michel. E tu
potresti non essere in grado di mantenere il segreto. Dovresti spiegare come ti sei allontanato tanto dal
tuo veicolo.
Mi potreste riportare l...
Non ci piace perdere tempo andando in giro a fare cose del genere. Non ci saremmo neppure
avvicinati, se non ci fossimo accorti che eri in difficolt.
Ecco, lo apprezzo, ma devo dire che come salvataggio questo non  un granch.
Meglio dell'alternativa ribatt Maya, in tono tagliente.
Verissimo, e lo apprezzo, davvero. Per prometto che non lo dir a nessuno. E poi non  che la
gente non sappia che siete qui fuori. A casa, la tv trasmette un programma su di voi ogni poche
settimane.
Questo mise a tacere perfino Maya. Continuarono a viaggiare. Maya attiv l'intercom ed ebbe
una breve conversazione in russo con Coyote, che viaggiava sul rover che li precedeva, insieme a
Kasei, Nirgal e Dao. Coyote fu inflessibile: dal momento che avevano salvato la vita a quell'uomo,
potevano di certo organizzare per qualche tempo le cose in modo da tenersi al sicuro. Michel rifer il
succo della conversazione con il prigioniero.
Randolph si accigli per un momento, poi scroll le spalle. Michel non aveva mai visto nessuno
adeguarsi tanto in fretta allo sconvolgimento della propria vita: quell'uomo aveva un sangue freddo
impressionante. Lo studi attentamente, continuando anche a tenere d'occhio lo schermo della
videocamera frontale. Randolph aveva gi ripreso a fare domande, questa volta sui comandi del rover.
Fece solo un altro accenno alla sua situazione, dopo aver guardato i comandi della radio e
dell'intercom. Spero mi permetterete di mandare un messaggio di qualche tipo alla mia societ, in
modo che sappiano che sono al sicuro. Lavoravo per la Dumpmines, che fa parte della Praxis. In realt,
voi e la Praxis avete molto in comune, davvero. Anche loro sanno essere molto riservati. Dovreste
contattarli per il vostro stesso bene, lo giuro. Dovete avere delle bande codificate che potete utilizzare,
giusto?
Non ci fu risposta da Maya o da Michel. Pi tardi, in un momento in cui Randolph si trovava
nella piccola toilette del rover, Maya sibil:  chiaro che  una spia. Era l fuori di proposito, in modo
che lo prelevassimo.
Era tipico di Maya. Michel non cerc di discutere con lei, e si limit a scrollare le spalle. Di
certo lo stiamo trattando come tale.
Poi lui fu di ritorno e prese a fare altre domande. Dove vivevano? Com'era stare nascosti per
tutto il tempo? Michel cominci a essere divertito da quella che sembrava sempre pi un'esibizione, o
perfino un test. Randolph appariva assolutamente aperto, ingenuo, cordiale, il suo volto bruno
sembrava quasi quello di un ritardato mentale, e tuttavia i suoi occhi li studiavano con estrema
attenzione, e a ogni domanda che non riceveva risposta lui pareva ancora pi interessato e soddisfatto,
come se le risposte gli arrivassero telepaticamente. Ogni umano aveva un grande potere, ogni umano su
Marte era un alchimista, e anche se aveva abbandonato la psichiatria molto tempo prima, Michel
riusciva ancora a riconoscere il tocco di un maestro quando lo vedeva. Per poco non scoppi a ridere di
fronte al crescente bisogno che provava di confessare ogni cosa a quel grosso uomo confuso, ancora
goffo nei movimenti nella gravit marziana.
Poi la radio emise un segnale, e un messaggio compresso della durata di non pi di due secondi
vibr dagli altoparlanti. Visto? sugger Randolph, con fare gentile. Potreste far arrivare un
messaggio alla Praxis proprio cos.
Quando per l'IA ebbe finito di decodificare il messaggio, nessuno scherz pi. Sax era stato
arrestato a Burroughs.
All'alba si fermarono accanto al veicolo di Coyote e passarono la giornata a discutere sul da
farsi, accalcati nello scomparto abitativo, tutti con il volto segnato dalla preoccupazione... tutti tranne il
prigioniero, che sedeva fra Nirgal e Maya. Nirgal gli aveva stretto la mano con un cenno del capo come
se fossero stati vecchi amici, anche se nessuno dei due aveva detto una sola parola. Il linguaggio
dell'amicizia non era per fatto solo di parole.
La notizia riguardo a Sax era arrivata da Spencer, tramite Nadia. Spencer lavorava nella Valle
di Kasei, che era una sorta di nuova Korolyov, una citt di sicurezza, molto sofisticata e insieme di
basso profilo. Sax era stato portato in uno dei suoi complessi, e quando lo aveva scoperto, Spencer
aveva chiamato Nadia.
Dobbiamo tirarlo fuori, e in fretta disse Maya. Lo hanno in mano solo da un paio di giorni.
Quel Sax Russell? interloqu Randolph. Accidenti, non ci posso credere! Ma chi siete voi,
insomma? Ehi, tu sei Maya Toitovna?
Maya gli imprec contro in russo, livida in volto. Coyote li ignor tutti. Non aveva detto una
sola parola da quando era arrivato il messaggio, ed era impegnato sullo schermo della sua IA, intento a
studiare quelli che sembravano satelliti meteorologici.
Tanto vale che mi lasciate andare dichiar Randolph, nel silenzio. Non potrei dire loro
niente di pi di quello che otterranno da Russell.
Lui non dir niente! esclam in tono rovente Kasei.
Randolph agit una mano. Lo spaventeranno, forse gli faranno un po' male, lo
addormenteranno, lo collegheranno alle macchine, lo drogheranno e sonderanno il suo cervello nei
punti giusti... avranno le risposte alle loro domande. A quanto mi  dato di capire, hanno fatto
dell'interrogatorio una scienza. Stava fissando Kasei. Anche tu mi sembri familiare. Non importa.
Comunque, se non ci riescono cos, di solito lo fanno in modo pi crudele.
Come sai tutte queste cose? domand Maya.
Lo sanno tutti ribatt Randolph. Forse  tutto sbagliato, ma...
Voglio andare a prenderlo disse Coyote.
Ma sapranno che siamo qui fuori obiett Kasei.
Lo sanno comunque. Quello che non sanno  dove siamo.
E comunque lui  il nostro Sax aggiunse Michel.
Hiroko non obietter dichiar Coyote.
Se dovesse farlo, dille di andare a farsi fottere! esclam Maya. Dille shikata ga nai!
Con piacere replic Coyote.
Il pendio occidentale e quello settentrionale della sporgenza di Tharsis erano privi di
popolazione rispetto al Labirinthus Noctis. C'erano alcune stazioni areotermiche e pozzi acquiferi, ma
gran parte della regione era coperta per tutto l'anno da una coltre di neve e da giovani e compatti
ghiacciai. Il vento del Sud entrava in collisione con i forti venti nordoccidentali che aggiravano il
Monte Olimpo, e le bufere potevano essere violente. Quella zona protoglaciale si estendeva dal
perimetro di circa sei o sette chilometri fin quasi alla base dei grandi vulcani, dove di rado arrivavano
le tempeste. Non era un buon posto dove costruire, e neppure dove nascondere veicoli stealth.
Procedettero rapidi sui sastrugi di neve e lungo i nodosi tumuli di lava che servivano come strade,
diretti a nord oltre la massa del Tholus Tharsis, un vulcano che aveva all'incirca le dimensioni del
Mauna Loa, anche se rispetto alla mole dell'Ascraeus appariva minuscolo come un cono di cenere. La
notte successiva lasciarono la zona innevata e puntarono a nordest attraverso il Chasma Eco, poi si
nascosero durante il giorno sotto la stupenda parete orientale dell'Eco, appena pochi chilometri a nord
del vecchio quartier generale di Sax, sulla cima dell'altura.
La parete orientale del Chasma Eco era la Grande Scarpata nella sua grandiosit pi assoluta...
un'altura di oltre tre chilometri di altezza, che correva in una linea dritta a nord e a sud per un migliaio
di chilometri. Gli areologi discutevano ancora sulle sue origini, perch nessuna normale forza di
formazione del paesaggio sembrava adeguata ad averla creata. Era semplicemente una frattura nella
struttura delle cose, una cesura verticale che separava il fondo del Chasma Eco dall'alto pianoro del
Planum Lunae. Michel aveva visitato la Josemite Valley, da giovane, e ricordava ancora quelle
torreggianti pareti di granito, ma questo muro che si parava loro dinnanzi era lungo quanto l'intero
Stato della California, ed era alto tre chilometri per la maggior parte di quella lunghezza: un mondo
verticale, i cui massicci piani di roccia fissavano vacui verso ovest, splendendo in ciascun vuoto
tramonto come il lato di un continente.
Alla sua estremit settentrionale, quell'altura incredibile infine si abbassava e si faceva meno
erta, e appena al di sopra del 20 nord veniva tagliata da un canale ampio e profondo, che correva verso
est attraverso il Planum Lunae, gi fin dentro il bacino Chryse. Quel grande canyon era la Valle di
Kasei, una delle pi evidenti manifestazioni di antiche inondazioni che ci fossero su Marte. Bastava
una sola occhiata alle foto satellitari e risultava ovvio che una grandissima piena si era riversata molto
tempo prima lungo il Chasma Eco fino a raggiungere una frattura nella sua grande parete orientale,
forse un graben. L'acqua aveva svoltato a destra gi per quella valle e si era fatta largo con una forza
incredibile, erodendo l'ingresso fino a trasformarlo in una curva liscia che digradava verso la riva
esterna della svolta e lacerando i punti di unione delle rocce fino a creare una complessa griglia di
strette gole. Un'altura centrale della valle principale era stata modellata nella forma di una lunga
lacrima a forma di otto, idrodinamica nella sagoma quanto un pesce. La riva interna di quel corso
d'acqua fossile era incisa da due gole che quasi non erano state toccate dall'acqua, fosse normali che
mostravano quale doveva probabilmente essere stato l'aspetto del canale principale prima della piena.
Due tardivi impatti di meteore sulla parte pi alta della riva interna avevano completato la
modellazione del terreno, lasciandovi nuovi, erti crateri.
Dal livello del suolo, salendo lentamente verso l'altura della riva esterna, la valle descriveva un
gomito arrotondato, con la lacrima a forma di otto e i bastioni rotondi dei crateri sull'altura della riva
interna che ne costituivano le caratteristiche pi evidenti. Era un paesaggio attraente, che ricordava la
regione di Burroughs nella sua maestosit spaziale, con l'ampia distesa del canale principale che
praticamente implorava di essere riempita d'acqua corrente, che sarebbe senza dubbio stata un rivoletto
poco profondo che scorreva sui ciottoli e creava nuovi letti e isole ogni settimana...
Adesso per quello era il sito del complesso di sicurezza delle transnazionali. I due crateri sulla
riva interna erano stati coperti da cupole, come pure grandi sezioni del territorio a griglia sulla riva
esterna e parte del canale principale, su entrambi i lati dell'isola a forma di lacrima. Tuttavia, nulla di
tutto ci era mai apparso su un video o era stato menzionato nei notiziari. Il complesso non figurava
neppure sulle mappe.
Spencer per era l fin dall'inizio dei lavori di costruzione, e i suoi infrequenti rapporti avevano
spiegato loro quale fosse lo scopo della nuova citt. Di questi tempi, quasi tutti coloro che su Marte
venivano riconosciuti colpevoli di qualche crimine venivano mandati sulla cintura degli asteroidi, a
lavorare sulle navi minerarie per la durata della condanna. C'erano per persone che l'Autorit
Transizionale voleva tenere in prigione su Marte, e la Valle di Kasei serviva a questo.
Nascosero i veicoli stealth fuori dall'ingresso della valle, in mezzo ad alcuni dei massi di cui
imitavano la forma, e Coyote studi i rapporti meteorologici. Maya ribolliva per quel ritardo, ma lui
accanton le sue proteste con una scrollata di spalle. Questa non sar una cosa facile, l'ammon in
tono severo ed  addirittura impossibile a meno che si verifichino determinate circostanze. Dobbiamo
aspettare che arrivino alcuni rinforzi, e anche il clima. Questa  una cosa che Spencer e lo stesso Sax
mi hanno aiutato a mettere in piedi, ed  molto astuta, ma le condizioni iniziali devono essere perfette.
Torn quindi ai suoi schermi, ignorandoli tutti, parlando fra s o con gli schermi stessi, il volto
scuro e sottile che tremolava alla loro luce. Un alchimista, davvero, pens Michel, che borbotta come
se fosse chino su un alambicco o un crogiolo, intento a operare le sue trasmutazioni sul pianeta... un
grande potere. E adesso era focalizzato sul clima. A quando pareva, Coyote aveva scoperto alcuni
schemi prevalenti nella corrente a getto, legati a certi punti di ancoraggio del paesaggio.  una
questione di scala verticale spieg in tono brusco a Maya, che con tutte le sue domande cominciava a
suonare come Art Randolph. Questo pianeta ha un'escursione di trenta chilometri, da cima a fondo.
Trentamila metri! Quindi ci sono forti venti.
Come il maestrale sugger Michel.
S. Sono venti catabatici, e uno dei pi forti scende proprio qui dalla Grande Scarpata.
Tuttavia, i venti prevalenti della regione erano quelli da ovest. Quando investivano l'altura di
Eco, generavano torreggianti correnti ascensionali, e gli appassionati di volo che vivevano al Belvedere
Eco ne approfittavano per divertirsi a volare tutto il giorno con alianti o tute deltaplaniche. I sistemi
ciclonici sopraggiungevano per con una certa frequenza, portando venti da est, e allorch questo
succedeva l'aria fredda scorreva sull'innevato Planum Lunae, sollevandone la neve e facendosi pi
densa e fredda, fino a quando tutta l'area di drenaggio veniva incanalata attraverso le fenditure nel
bordo della grande altura e i venti vi si riversavano come una valanga.
Coyote aveva studiato quei venti catabatici per qualche tempo, e i suoi calcoli lo avevano
indotto a credere che quando ci fossero state le giuste condizioni... netti contrasti di temperatura, una
tempesta che si sviluppava da est a ovest attraverso il pianoro... allora pochissimi interventi in certi
punti potevano trasformare le correnti discensionali in tifoni verticali che si abbattessero nel Chasma
Eco e dilagassero a nord e a sud con un potere immenso. Quando Spencer aveva identificato la natura e
lo scopo del nuovo insediamento della Valle di Kasei, Coyote aveva immediatamente deciso di creare i
mezzi per poter effettuare questi interventi.
Quegli idioti hanno costruito la loro prigione in un tunnel del vento, borbott a un certo
punto, in risposta alle domande di Maya quindi noi costruiamo un ventilatore, o meglio un interruttore
per accendere il ventilatore. Abbiamo incassato nel terreno alcuni distributori di nitrato d'argento sulla
cima dell'altura, e grosse pompe a getto. Poi ci sono alcuni laser per bruciare l'aria appena sopra la
zona di flusso. Questo creer un gradiente di pressione sfavorevole, arginando il flusso normale in
modo che sia pi forte quando finalmente riuscir a passare. E ci sono esplosivi piazzati lungo tutta la
faccia dell'altura per spingere polvere nel vento e renderlo pi pesante. Vedi, il vento si riscalda nello
scendere, e questo lo rallenterebbe in certa misura se non fosse pieno di neve e di polvere. Mi sono
calato io stesso con una corda gi per l'altura cinque volte, per piazzare tutto quando... avresti dovuto
vedermi. Ho piazzato anche alcuni ventilatori. Naturalmente, la potenza dell'intero apparato 
trascurabile rispetto alla forza totale del vento, ma una dipendenza sensibile  la chiave per controllare
il clima, capisci, e il nostro modello computerizzato ha localizzato i punti dove spingere le condizioni
iniziali nella direzione desiderata. O almeno speriamo che sia cos.
Non l'avete sperimentato? chiese Maya.
Coyote la fiss. Abbiamo fatto una prova al computer. Funziona benissimo. Se otterremo le
condizioni iniziali di venti ciclonici da centocinquanta chilometri all'ora sul Planum Lunae, lo vedrai.
A Kasei devono sapere di questi venti catabatici fece notare Randolph.
Lo sanno. Ma se sulla cima le condizioni iniziali sono giuste, noi possiamo creare in qualsiasi
momento quello che loro hanno calcolato essere un evento che si verifica una volta ogni millennio.
Climatologia della guerriglia comment Randolph, con gli occhi sgranati. Come lo
chiamate? Climataggio? Meteorologia d'attacco?
Coyote finse di ignorarlo, anche se Michel scorse un fugace sorriso sotto i dreadlock.
Il suo sistema avrebbe per funzionato solo con le giuste condizioni iniziali, quindi non
potevano fare niente se non stare seduti, aspettare, e sperare che si sviluppassero.
Durante quelle lunghe ore, a Michel parve che Coyote cercasse di proiettarsi nel cielo attraverso
lo schermo. Coraggio, diceva sotto voce, incitando il clima, il naso contro il vetro. Spingi, spingi,
spingi. Vieni su per quella collina, vento bastardo. Ripiegati e fai una spirale stretta. Avanti!
Mentre gli altri cercavano di dormire, si aggir per il veicolo borbottando: Guarda, s, guarda.
E indicava caratteristiche delle foto satellitari che nessuno di loro riusciva a scorgere. Rimase seduto a
rimuginare sui dati meteorologici che scorrevano a schermo, sbocconcellando un po' di pane e
imprecando, fischiettando come un soffio di vento... una piccola e ombrosa figura sciamanica. Disteso
sulla stretta branda, con la testa appoggiata a una mano, Michel osserv affascinato quell'uomo
selvaggio aggirarsi per l'oscurit del veicolo. E quel loro prigioniero goffo e ingombrante come un
orso, con gli occhi che brillavano nel buio, era a sua volta sveglio per assistere a quella scena notturna,
massaggiandosi la mascella coperta di barba con uno sfregare udibile e guardando verso di lui mentre i
sussurri continuavano. Avanti, dannazione a te, muoviti. Forza... soffia come un uragano d'ottobre...
Infine, al tramonto del secondo giorno di attesa, Coyote si alz e si stiracchi come un gatto. I
venti sono arrivati.
Durante quella lunga attesa alcuni Rossi li avevano raggiunti da Mareotis per aiutarli nel
salvataggio, e Coyote aveva elaborato con loro un piano d'attacco basato sulle informazioni trasmesse
da Spencer. Si sarebbero divisi e sarebbero entrati in citt da angolazioni diverse. Michel e Maya
dovevano guidare una macchina sul terreno sconnesso della riva esterna, dove si potevano nascondere
ai piedi di una piccola mesa, fuori dalla visuale delle cupole della riva. Una di quelle cupole conteneva
una clinica medica dove Sax veniva portato per parte del tempo, un posto che secondo Spencer aveva
livelli di sicurezza piuttosto bassi, almeno rispetto all'enclave di detenzione sulla riva interna, dove Sax
veniva tenuto fra le sessioni alla clinica. I suoi orari erano irregolari, per cui Spencer non poteva sapere
con certezza dove lui si sarebbe trovato in un determinato momento, quindi quando fosse arrivato il
vento Michel e Maya sarebbero dovuti entrare nella cupola sulla riva esterna e avrebbero dovuto
incontrare Spencer, che sarebbe gi stato l, pronto a guidarli alla clinica. Il veicolo pi grande, con
Coyote, Kasei, Nirgal e Art Randolph, insieme ad alcuni Rossi di Mareotis, avrebbe puntato verso la
riva interna. Altri veicoli di Rossi avrebbero fatto del loro meglio per dare l'impressione che la
scorreria fosse un attacco su vasta scala sferrato da tutte le direzioni, soprattutto da est. Riusciremo a
salvarlo disse Coyote, accigliandosi nel guardare lo schermo. Sar il vento ad attaccare per noi.
Cos il mattino successivo trov Michel e Maya seduti nel veicolo ad aspettare che i venti
arrivassero. Avevano una visuale del pendio della riva esterna fino al grande costone a forma di
lacrima, e per tutto il giorno poterono vedere all'interno della bolla verde dei mondi sotto le cupole
della riva e del costone... piccoli terrari che si affacciavano sulla distesa di sabbia rossa della valle,
connessi da tubi di transito trasparenti e da uno o due tubi ad arco che erano in realt ponti pedonali.
Sembrava la Burroughs di quarant'anni prima, pezzi di citt che crescevano a riempire il deserto.
Michel e Maya dormirono, mangiarono, sedettero, guardarono. Maya cammin per il veicolo.
Ogni giorno era diventata sempre pi nervosa, e adesso si aggirava come una tigre in gabbia che avesse
fiutato il sangue di una preda. L'elettricit statica le scatur dalle dita quando accarezz il collo di
Michel, rendendo doloroso il suo tocco. Calmarla era impossibile. Michel si port alle sue spalle
quando sedette al posto di pilotaggio, e le massaggi il collo e le spalle come lei aveva fatto con lui, ma
fu come cercare di sciogliere blocchi di legno, e lui sent le braccia che gli si irrigidivano per il
contatto.
La conversazione era sconnessa e sporadica, vagava in salti casuali da libera associazione di
idee. Nel pomeriggio si ritrovarono a parlare per un'ora dei tempi di Underhill, di Sax e di Hiroko, e
perfino di Frank e John.
Ricordi quando una delle camere a volta  collassata?
No, non lo rammento ribatt lei, con fare irritato. E tu ricordi quella grossa lite che Ann e
Sax hanno avuto sulla terraformazione?
No, sospir Michel non posso dire di ricordarla.
Riuscivano ad andare avanti cos per parecchio tempo, fino ad avere l'impressione di aver
vissuto in due Underhill del tutto diverse. Quando entrambi ricordavano un evento applaudivano con
entusiasmo. I ricordi di tutti i primi cento si stavano facendo irregolari, Michel lo aveva notato, e gli
pareva che la maggior parte di loro ricordasse l'infanzia sulla Terra meglio dei primi anni su Marte.
Oh, rammentavano gli eventi pi importanti e l'andamento generale della storia, ma erano i piccoli
incidenti che in qualche modo avevano colpito la mente in modo diverso per ciascuno. La
conservazione dei ricordi e il loro richiamarli alla mente sarebbero diventati grossi problemi teorici e
clinici nella psicologia, esacerbati com'erano dalla longevit senza precedenti che si era riusciti a
ottenere. Di tanto in tanto, leggeva un po' di letteratura al riguardo, e anche se aveva smesso da tempo
di praticare a livello clinico faceva ancora domande ai suoi vecchi compagni come una sorta di
esperimento informale, come faceva ora con Maya: ricordi questo, ricordi quello? No, no, no. Cosa
ricordi?
Il modo in cui Nadia la faceva da padrona con tutti noi, rispose Maya, cosa che lo fece
sorridere. La sensazione che i pavimenti di bamb davano sotto i piedi. E tu ricordi la volta che lei se
l' presa con gli alchimisti? No, rispondeva lui. E avanti cos, fino a quando pareva che le Underhill
private in cui avevano vissuto fossero state universi separati, spazi riemanniani che si intersecavano
soltanto sul piano dell'infinito, mentre ciascuno di loro vagava nella lunga distesa dell'idiocosmo
personale.
Non ricordo quasi niente di tutto questo dichiar Maya, cupa. Ancora adesso sopporto a
stento di pensare a John. E a Frank. Cerco di non farlo. Poi qualcosa scatena qualcos'altro e perdo la
cognizione di tutto il resto mentre ricordo. Quei ricordi sono cos intensi da dare l'impressione che si
tratti di cose successe appena un'ora prima! O come se stessero succedendo di nuovo. Rabbrivid sotto
le sue mani. Li odio. Sai cosa intendo dire?
Certo. Mmoire involontaire. Ricordo per che la stessa cosa succedeva a me quando
vivevamo ad Underhill, quindi non si tratta solo del diventare vecchi.
No,  la vita. Le cose che non possiamo dimenticare. Tuttavia, riesco a stento a guardare
Kasei...
Lo so. Quei bambini sono strani. Hiroko  strana.
Lo . Ma eri felice, allora? Dopo che te ne sei andato con lei?
S. Michel ci ripens, sforzandosi intensamente di ricordare. Di certo il richiamare i ricordi
era l'anello debole della catena... Lo ero, certo. Era una questione di ammettere cose che avevo
cercato di reprimere ad Underhill. Che siamo animali. Che siamo creature sessuali. Le massaggi le
spalle con forza maggiore e lei le fece ruotare sotto le sue mani.
Non avevo bisogno che me lo rammentassi comment con una breve risata. E questa  una
cosa che Hiroko ti ha restituito?
S, ma non solo Hiroko. Evgenia, Rya... tutte loro, in realt. Non direttamente, sai. Ecco, a
volte direttamente. Ma si  trattato del semplice ammettere che avevamo un corpo, che siamo un corpo.
Lavorare insieme, vedersi e toccarsi a vicenda, avevo bisogno di questo, perch stavo incontrando seri
problemi. E loro sono riuscite a collegarlo anche a Marte. Non  mai parso che tu avessi problemi con
quell'aspetto, ma io ne avevo, sul serio. Stavo male. Hiroko mi ha salvato. Per lei era una questione
sensuale ricavare la nostra casa e il nostro cibo da Marte, un po' come fare l'amore con esso, o
fecondarlo, o fargli da levatrice... in ogni caso, era un atto sensuale.  stato questo che mi ha salvato.
Questo e i loro corpi, di Hiroko, Evgenia e Rya. Lei lo guard da sopra la spalla con un
sorriso maligno, e Michel rise. Scommetto che questo lo ricordi bene.
Abbastanza bene.
Era mezzogiorno, ma il cielo si stava scurendo verso sud, nella lunga gola del Chasma Eco.
Forse il vento sta arrivando, finalmente osserv Michel.
Le nubi sovrastavano la Grande Scarpata, un'alta massa di cumulinembi molto turbolenti, la
base nera solcata dai lampi che colpivano la sommit dell'altura. L'aria nella gola era caliginosa, e le
cupole nella Valle di Kasei spiccavano nitide in quella nebbia, piccole vesciche d'aria limpida che
ricoprivano gli edifici e gli alberi stranamente immobili. Sembravano fermacarte di vetro lasciati cadere
nel deserto ventoso. Mezzogiorno era passato da poco, e avrebbero dovuto aspettare fino a notte anche
se il vento fosse arrivato. Maya si alz e riprese a camminare, emanando energia, borbottando fra s in
russo, chinandosi per guardare fuori dai finestrini. Adesso le folate acquistavano velocit nell'investire
la macchina, sibilando e ululando sulle rocce irregolari ai piedi della piccola mesa alle loro spalle.
L'impazienza di Maya rendeva nervoso Michel. Era proprio come essere intrappolato con una
belva selvaggia. Si accasci su uno dei sedili di guida, guardando le nuvole che rotolavano gi dalla
Scarpata. La gravit marziana permetteva loro di torreggiare nel cielo fino ad altezze spaventose, e
quelle immense masse bianche, insieme alla stupenda parete dell'altura sotto di loro, facevano apparire
il mondo grande in modo surreale. Loro erano formiche su un simile paesaggio, erano il piccolo popolo
rosso.
Avrebbero di certo compiuto il loro tentativo di salvataggio quella notte. Avevano gi dovuto
aspettare anche troppo. In uno dei suoi giri irrequieti, Maya si ferm di nuovo dietro di lui, gli prese fra
le dita i muscoli fra le spalle e il collo, e strinse. Quella stretta gli scaten un'intensa sensazione lungo
la schiena e i fianchi, e poi lungo l'interno delle cosce. Si flesse nella sua stretta e si gir sul sedile
rotante in modo da poterle circondare la vita con le braccia e da appoggiare l'orecchio contro lo sterno
di lei. Maya continu a massaggiargli le spalle, e Michel sent il cuore che gli accelerava i battiti, il
respiro che gli si faceva pi corto. Poi lei si chin a baciarlo sulla testa. Si spostarono uno contro l'altra
fino a essere avvinghiati, con Maya che non cessava il suo massaggio. Per qualche tempo rimasero
cos.
Si spostarono poi nello scomparto abitativo e fecero l'amore. Stretti com'erano entrambi nella
morsa dell'apprensione, vi si abbandonarono con intensit. Senza dubbio, erano stati i discorsi su
Underhill a scatenare la cosa. Michel ricordava con chiarezza l'illecito desiderio che in quegli anni
aveva provato per Maya, e affond il viso nei suoi capelli argentei, facendo del proprio meglio per
fondersi con lei, per entrarle dentro. Da quel superbo felino che era, lei reag con un tentativo
altrettanto selvaggio di assorbirlo, cosa che gener in lui un trasporto totale. Era bello essere per conto
loro, liberi di scomparire in una passione piena di sorpresa, solo gemiti, strilli e correnti di sensazioni
elettriche.
Dopo giacque su di lei, ancora in lei, e Maya gli prese il volto fra le mani, fissandolo. Ad
Underhill io ti amavo le disse.
Ad Underhill ti amavo anch'io rispose lei, lentamente. Davvero. Non ho mai fatto niente al
riguardo perch mi sarei sentita sciocca, per via di John e di Frank. Per ti amavo.  stato per questo
che mi sono infuriata tanto quando te ne sei andato. Eri il mio solo amico, il solo con cui potessi parlare
sinceramente. Il solo che mi ascoltasse davvero.
Michel scosse il capo, ricordando. Non ho fatto un buon lavoro.
Forse no, ma ti importava di me, vero? Non era soltanto il nostro lavoro.
Oh, no. S, ti amavo. Con te non si tratta mai solo di lavoro, Maya. Per nessuno.
Adulatore ribatt lei, respingendolo. Lo facevi sempre, cercavi di applicare l'interpretazione
migliore a tutte le cose orribili che facevo. Ebbe una breve risata.
S. Per non erano cos orribili.
Lo erano. Maya fece una smorfia. Ma poi tu sei scomparso! Gli assest un leggero
schiaffo. Mi hai lasciata!
Me ne sono andato. Dovevo farlo.
Maya serr le labbra con aria contrariata, e spinse lo sguardo alle spalle di lui, guardando nel
profondo abisso di tutti i loro anni, scivolando lungo la curva dei suoi sbalzi di umore, verso qualcosa
di pi cupo e profondo. Michel lo guard succedere con dolce rassegnazione. Era stato felice per un
tempo molto lungo, e da quell'espressione apparsa sul volto di lei poteva vedere che se fosse rimasto
avrebbe barattato quella felicit... o almeno quella particolare felicit... con lei. La sua politica
dell'ottimismo' si sarebbe trasformata in uno sforzo, e adesso avrebbe avuto un'altra antinomia da
riconciliare nella sua vita, altrettanto centrifuga quanto la Provenza e Marte, quell'antinomia che era
semplicemente Maya e Maya.
Rimasero sdraiati fianco a fianco, ciascuno immerso nei suoi pensieri, guardando fuori e
sentendo il rover sobbalzare sugli ammortizzatori. Il vento continuava ad aumentare di potenza, adesso
la polvere si riversava lungo il Chasma Eco e poi nella Valle di Kasei in una spettrale imitazione della
grande piena che aveva scavato il canale. Michel si alz per controllare gli schermi. Siamo a 200
chilometri orari. Maya grugn. I venti erano stati molto pi veloci, un tempo, ma adesso che
l'atmosfera era tanto pi spessa, quelle velocit ridotte erano ingannevoli. Le bufere attuali erano molto
pi violente dei vecchi venti privi di sostanza.
Era chiaro che avrebbero agito quella notte, si trattava solo di aspettare il segnale codificato di
Coyote, quindi tornarono a distendersi insieme e attesero, tesi e rilassati allo stesso tempo.
Massaggiandosi a fondo a vicenda per passare il tempo e allentare la tensione, con Michel che si
meravigliava di fronte al lungo corpo muscoloso di Maya, dalla grazia felina, antico anagraficamente,
ma sotto la maggior parte degli aspetti lo stesso di sempre. Splendido come sempre.
Infine il tramonto chiazz l'aria caliginosa e il monumentale fronte di nubi a est, che ora
ricopriva la superficie dell'altura, Si alzarono, si lavarono, mangiarono qualcosa, si vestirono e
sedettero ai posti di guida, di nuovo nervosi a mano a mano che il sole scompariva e il crepuscolo
tempestoso si dissolveva.
Nel buio, il vento era puro rumore, un tremito irregolare del rover sui rigidi ammortizzatori. I
refoli sferzavano la macchina tanto duramente che a volte una folata successiva continuava a tenerla
schiacciata a fondo mentre essa lottava invano per risollevarsi, come un animale che cercasse di
liberarsi dal fondale di un corso d'acqua. Poi la folata cessava e il veicolo sobbalzava violentemente.
Riusciremo a camminare in questa bufera? chiese Maya.
Mmm. In passato Michel si era trovato all'esterno durante alcune brutte bufere, ma al buio
nessuno poteva sapere con certezza se questa fosse o meno peggiore. Di certo lo sembrava, e adesso
l'anemometro del rover registrava venti da 230 chilometri all'ora, ma sottovento della loro piccola
mesa non si poteva sapere se quella fosse la velocit massima o meno.
Verific il misuratore di particolati e non rimase sorpreso di scoprire che adesso si trattava di
una tempesta di sabbia in piena regola. Avviciniamoci maggiormente con il rover sugger Maya.
Arriveremo l prima e ci render pi facile ritrovare il veicolo.
Buona idea.
Sedettero ai posti di guida e si avviarono. Fuori dal riparo della mesa il vento era terribile. A un
certo punto i sobbalzi si fecero tanto violenti che parve si sarebbero rovesciati, e se avessero avuto la
fiancata esposta al vento probabilmente sarebbe successo. Cos come stavano le cose, con il vento alle
loro spalle, avanzarono a una velocit di quindici all'ora mentre sarebbero dovuti andare a dieci, con il
motore che ronzava rabbiosamente nel frenare l'auto per impedire che procedesse pi in fretta. Questo
vento  troppo, vero? chiese Maya.
Non credo. Coyote ha un notevole controllo su di esso.
Climatologia della guerriglia sbuff Maya. Quell'uomo  una spia, ne sono certa
Io non lo credo.
Le videocamere mostravano soltanto nero, senza stelle.
L'IA del veicolo li stava guidando con la strumentazione, e la mappa dello schermo mostrava
che erano nel raggio di due chilometri dalla cupola pi meridionale della riva esterna. Da qui faremo
meglio a camminare decise Michel.
Come riusciremo a ritrovare l'auto?
Dovremo tirar fuori il filo di Arianna.
Indossarono le tute ed entrarono nel portello. Quando il lato esterno si apr l'aria venne
risucchiata all'istante, esercitando su di loro una trazione violenta. Il vento si insinu ululando
attraverso la soglia.
Uscirono dal portello e vennero investiti da violente folate alla schiena. Una di esse scaravent
Michel carponi; attraverso la polvere riusciva a stento a vedere Maya, anche lei sulle mani e sulle
ginocchia. Infilata una mano nel portello, tir fuori la bobina con il cavo, tenendola in una mano e
stringendo la mano di Maya nell'altra, poi si affibbi la bobina all'avambraccio. Mediante cauti
esperimenti scoprirono che potevano stare in piedi se si tenevano incurvati in avanti, con la testa
all'altezza della vita e le mani sollevate, pronti ad attutire la caduta se fossero stati spinti a terra. Il
terreno sotto i piedi era a stento visibile, ed era fin troppo possibile andare a sbattere con un ginocchio
contro una roccia. In effetti, il vento di Coyote era troppo forte, ma non c'era nulla che potessero fare al
riguardo. Senza dubbio, gli abitanti delle cupole Kasei non sarebbero andati in giro con un tempo
simile.
Un refolo violento li scaravent di nuovo a terra e Michel lasci che il vento gli si riversasse
sopra. Era difficile impedirgli che li facesse rotolare. Il suo wristpad era collegato a quello di Maya da
un cavo telefonico. Maya, stai bene? chiese.
S. E tu?
Tutto a posto.
Anche se pareva esserci una piccola lacerazione nella tuta, alla base del pollice. Serr il pugno e
sent il freddo che gli arrivava al polso. Ecco, non sarebbe stato un congelamento immediato, come
succedeva un tempo, e neppure un illividimento da pressione. Sfil una toppa per tute dallo scomparto
del wristpad e l'applic. Credo che faremmo meglio a rimanere a terra, in questo modo.
Non possiamo strisciare per due chilometri!
S, se  necessario.
Ma non credo che lo sia. Teniamoci bassi e pronti a eventuali cadute.
D'accordo.
Si rialzarono, chini su loro stessi, e avanzarono con cautela, strisciando i piedi. La polvere nera
volava loro intorno con una rapidit stupefacente. Il display di navigazione di Michel illumin il visore
del casco, in basso, davanti alla bocca. La bolla della prima cupola era ancora a un chilometro di
distanza, e con suo stupore i numeri verdi dell'orologio mostrarono 11:15:16... erano fuori da un'ora.
L'ululato del vento rendeva difficile sentire la voce di Maya anche attraverso l'intercom, che era
accanto all'orecchio. Vicino alla riva interna, Coyote e gli altri avevano presumibilmente iniziato la
scorreria contro gli alloggi, e cos pure il gruppo dei Rossi... ma era impossibile dirlo con certezza.
Dovevano avere fiducia che quel vento sconvolgente non avesse bloccato quella parte dell'azione o non
l'avesse rallentata troppo.
Era difficile avanzare chinati in avanti in quel modo e collegati dal cavo telefonico.
Continuarono a camminare finch Michel sent le cosce che gli bruciavano e la parte bassa della
schiena che doleva. Finalmente, il display di navigazione indic che erano molto vicini alla cupola
meridionale, anche se non potevano vedere niente. Il vento si fece pi forte che mai, tanto che per le
ultime, poche centinaia di metri dovettero strisciare su uno strato roccioso di una durezza dolorosa. I
numeri sull'orologio segnarono 12:00:00 e si bloccarono, e di l a poco andarono a sbattere contro il
basamento di cemento delle fondamenta della cupola. Tempismo svizzero sussurr Michel. Spencer
si aspettava di vederli arrivare nel periodo della pausa di adeguamento orario, e avevano pensato che
avrebbero dovuto attendere fino ad allora vicino al muro. Protendendosi, appoggi una mano sullo
strato esterno della cupola: era molto tesa, pulsante a tempo con l'assalto del vento. Pronta?
S rispose Maya, con voce tesa.
Michel estrasse di tasca una piccola pistola ad aria e sent che Maya faceva lo stesso. Dotate di
una variet di accessori, quelle pistole venivano usate per tutto, dal piantare chiodi al fare iniezioni.
Adesso speravano di usarle per rompere la superficie estremamente dura ed elastica della cupola.
Scollegarono il cavo telefonico che li univa e premettero le due pistole contro il muro invisibile,
teso e vibrante. Coordinandosi con un colpetto di gomito, spararono all'unisono.
Non successe niente. Maya ricolleg il cavo telefonico al polso. Forse dovremo tagliarla.
Forse. Mettiamo le pistole una accanto all'altra e riproviamo. Questo materiale  resistente, ma
con questo vento...
Scollegarono il cavo, si posizionarono e tentarono di nuovo... il braccio di entrambi venne
strattonato oltre il basamento e mandato a sbattere contro il muro di cemento. Un rimbombo stentoreo
fu seguito da uno pi moderato, poi da una cascata di ruggiti e da una serie di esplosioni. Tutti i quattro
strati della cupola si stavano staccando fra due contrafforti di sostegno e forse lungo tutto il lato
meridionale, il che avrebbe di certo fatto esplodere il tutto. La polvere volava in mezzo agli edifici
tenuemente illuminati che si levavano davanti a loro, poi le finestre si andarono oscurando a mano a
mano che essi perdevano le luci. Alcuni parvero perdere anche le finestre a causa dell'improvvisa
depressurizzazione, anche se non era neppure lontanamente paragonabile a quella che avrebbe avuto
luogo un tempo.
Stai bene? chiese Michel, attraverso l'intercom. Poteva sentire Maya respirare a denti stretti.
Mi sono fatta male al braccio rispose lei. Si sollev e venne sbattuta violentemente oltre le
fondamenta; Michel la segu e cadde con violenza, rotolandole addosso. Vieni disse Maya, e insieme
avanzarono incespicando nella citt-prigione di Marte.
Sotto la cupola regnava il caos. La polvere rendeva l'aria simile a un gel nero e si riversava
lungo la strada in un torrente dalla rapidit incredibile, stridendo al punto che Michel e Maya
riuscivano a stento a sentirsi a vicenda, anche avendo ricollegato il cavo telefonico. La decompressione
aveva fatto esplodere alcune finestre e perfino una parete, per cui le strade erano cosparse di schegge di
vetro e di pezzi di cemento. Procedettero fianco a fianco, scalciando cautamente davanti a loro a ogni
passo, spesso toccandosi reciprocamente la mano per confermare le rispettive posizioni. Prova a usare
il tuo display IR sugger Maya.
Michel lo attiv. L'immagine offerta dal display a infrarossi era un incubo, con gli edifici
esplosi che splendevano come fuochi verdi.
Arrivarono al largo edificio centrale dove Spencer aveva detto che si sarebbe trovato Sax, e
scoprirono che anch'esso era di un verde acceso lungo una parete. Dovevano sperare che ci fossero
paratie interne a protezione della clinica sotterranea dove Sax veniva portato, altrimenti era possibile
che il tentativo di salvataggio avesse ucciso il loro amico. Fin troppo possibile, pens Michel, nel
vedere che i piani in superficie dell'edificio erano devastati.
E scendere ai livelli inferiori sarebbe stato un problema. Presumibilmente ci doveva essere una
scala che funzionava come portello di emergenza, ma trovarla non sarebbe stato facile. Michel pass
sulla banda comune e origli una discussione frenetica relativa ai problemi dall'altro lato della valle: la
cupola sopra il pi piccolo dei due crateri sulla riva interna era saltata, e c'erano richieste di aiuto.
Nascondiamoci e vediamo se esce qualcuno sugger Maya, al telefono.
Si piazzarono dietro un muro e attesero, abbastanza protetti dal vento. Poi una porta sbatt
davanti a loro e alcune figure in tuta si precipitarono fuori, scomparendo lungo la strada. Quando si
furono allontanate, Maya e Michel raggiunsero la porta ed entrarono.
Era un corridoio, ed era depressurizzato, ma le luci funzionavano e su un pannello a parete si
vedevano delle luci rotte, Era un portello di emergenza. In fretta, chiusero lo sportello interno e
regolarizzarono la pressione nel loro piccolo spazio. Fermi accanto alla porta interna, si guardarono a
vicenda attraverso il visore coperto di polvere, poi Michel ripul il proprio con il guanto e scroll le
spalle. Nel rover, avevano discusso di questo momento, quello cruciale dell'operazione, ma non c'era
stato molto che potessero prevedere o pianificare, e adesso il momento era arrivato, e il sangue volava
nelle sue vene come sospinto dal vento che infuriava all'esterno.
Scollegarono il cavo telefonico e tirarono fuori di tasca i taser che Coyote aveva dato loro.
Michel colp il pannello della porta, che si apr con un sibilo. Si trovarono davanti tre uomini in tuta ma
senza casco, che apparivano spaventati. Li abbatterono spietatamente ed essi caddero contorcendosi.
Davvero che uscivano dalle dita.
Trascinarono i tre in una stanza laterale e ve li rinchiusero. Michel si chiese se li avessero
colpiti troppe volte, perch in questi casi era comune l'insorgere dell'aritmia cardiaca. Gli pareva che il
suo corpo si fosse espanso fino a essere costretto dalla tuta, aveva molto caldo, il respiro affannoso e i
nervi tesi al massimo. A quanto pareva, Maya si sentiva nello stesso modo mentre lo precedeva lungo il
corridoio, quasi correndo. Esso piomb di colpo nel buio. Maya accese la lampada sul suo casco e
seguirono il cono di luce verso la terza porta sulla destra, dove secondo Spencer ci sarebbe stato Sax.
Era chiusa a chiave.
Maya tir fuori di tasca una piccola carica esplosiva, l'applic sopra la maniglia e la serratura,
poi indietreggi di parecchi metri lungo il corridoio. Quando fece saltare la carica, la porta sbatt verso
l'esterno sulla spinta dell'aria che sfuggiva dall'interno. Entrarono di corsa e trovarono due uomini che
armeggiavano per assicurarsi il casco della tuta. Quando li videro, uno di loro abbass la mano verso la
fondina che portava alla vita mentre l'altro si diresse verso una consolle. Ostacolati com'erano dalla
necessit di fissare il casco, tuttavia, non riuscirono a concludere nessuna delle due azioni prima che gli
intrusi li colpissero. Mentre i due crollavano a terra, Maya torn indietro per chiudere la porta da cui
erano entrati, poi percorsero un altro corridoio, l'ultimo. Arrivarono alla porta di un'altra stanza.
Michel indic, e Maya impugn la pistola con entrambe le mani, annuendo per far capire che era
pronta. Michel spalanc la porta con un calcio e lei si lanci dentro, con lui che la seguiva a ruota. Una
figura in tuta e casco era in piedi vicino a quella che sembrava una lettiga da ospedale, intenta ad
armeggiare intorno alla testa di un corpo disteso. Maya spar alla figura in piedi, parecchie volte, ed
essa croll come colpita da altrettanti pugni, poi rotol sul pavimento, contorcendosi per gli spasmi
muscolari. Michel e Maya si lanciarono verso l'uomo sulla lettiga: era Sax, anche se Michel lo
riconobbe pi dal corpo che dalla faccia, che sembrava una maschera di morte, con gli occhi pesti e
neri e il naso schiacciato. Pareva quantomeno privo di sensi. Si misero al lavoro per liberarlo dalla
lettiga. C'erano elettrodi applicati in parecchi punti della testa rasata, e Michel sussult quando Maya li
strapp via tutti. Estratta una sottile tuta di emergenza dalla tasca sulla coscia della propria tuta, Michel
procedette a infilarvi dentro le gambe e il torso dell'inerte Sax, trattandolo rudemente per la fretta. Lui
per non gemette neppure. Maya torn indietro, prelev dallo zaino di Michel un casco d'emergenza di
tessuto e un piccolo respiratore, poi assicurarono il tutto alla tuta di Sax e l'attivarono.
Le mani di Maya erano strette intorno al polso di Michel con tanta forza che lui temette gli
spezzasse le ossa. Lei ricolleg il cavo telefonico.  vivo?
Credo di s. Possiamo appurarlo pi tardi, ora portiamolo fuori di qui.
Guarda cos'hanno fatto alla sua faccia, quegli assassini fascisti.
La persona sul pavimento, una donna, cominciava a riscuotersi. Maya avanz verso di lei e le
assest un violento calcio al ventre, poi si chin a guardare attraverso il visore e imprec con voce
sorpresa.  Phyllis.
Michel trascin Sax fuori dalla stanza e nel corridoio. Maya li raggiunse proprio mentre
qualcuno appariva davanti a loro, e subito punt il taser, ma Michel le spinse di lato la mano... quello
era Spencer Jackson, lo aveva riconosciuto dagli occhi. Spencer disse qualcosa, ma non poterono
sentirlo a causa del casco. Lui se ne accorse, e grid: Grazie a dio siete arrivati! Avevano finito con
lui... e stavano per ucciderlo!
Maya parl in russo, si lanci di nuovo nella stanza, gett dentro qualcosa e torn di corsa verso
di loro. Un'esplosione scaravent fumo e detriti fuori dalla stanza e contro la parete opposta alla porta.
No! grid Spencer. Quella era Phyllis!
Lo so! grid a sua volta Maya, brutale, ma lui non poteva sentirla.
Andiamo insistette Michel, prendendo Sax fra le braccia. A gesti, indic a Spencer di
mettersi un casco. Andiamocene, finch possiamo. Nessuno parve sentirlo, ma Spencer trov un
casco, poi lo aiut a trasportare Sax lungo il corridoio e su per le scale, fino al pianoterra.
Fuori il vento era pi forte che mai, e altrettanto nero. C'erano oggetti che rotolavano per terra e
volavano perfino nell'aria. Michel venne colpito in pieno sul visore e scaraventato a terra, e da quel
momento rimase troppo intontito per seguire appieno la situazione. Maya colleg un cavo telefonico al
wristpad di Spencer e sibil ordini a entrambi gli uomini con voce dura e secca. Trascinarono di peso
Sax fino al muro della cupola e al di l di esso, poi strisciarono avanti e indietro lungo le fondamenta
fino a trovare la bobina di ferro a cui era ancorato il loro filo di Arianna.
Risult subito chiaro che non potevano camminare controvento. Dovevano strisciare sulle mani
e sulle ginocchia, affiancati, con la persona al centro che trasportava Sax sulla schiena e gli altri che la
sostenevano ai lati. Presero a strisciare seguendo il filo, senza il quale non avrebbero avuto nessuna
speranza di ritrovare il rover. Esso invece permetteva loro di arrancare dritti verso la meta, con le mani
e le ginocchia intorpidite dal freddo. Michel abbasso lo sguardo su un flusso nero di polvere e sabbia
sotto il visore, e a un certo punto si rese conto che esso era pieno di macchie.
Si fermarono a riposare ogni volta che spostavano Sax dalla schiena dell'uno a quella dell'altro.
Quando giunse il suo turno, Michel si inginocchi, ansimando e appoggiando il visore contro il terreno,
in modo che la sabbia volasse sopra di lui. Sentiva sulla lingua il sapore della polvere rossa, amaro,
salato e sulfureo... il sapore della paura marziana, della morte marziana... o semplicemente del suo
stesso sangue, non avrebbe saputo dirlo. C'era troppo rumore per pensare, il collo gli faceva male,
aveva un fischio negli orecchi e vermi rossi negli occhi, il piccolo popolo rosso che era finalmente
entrato nel raggio del suo campo visivo. Si sentiva prossimo a svenire. A un certo punto pens che
avrebbe vomitato, cosa pericolosa con indosso il casco, e si tese in tutto il corpo nello sforzo di
controllarsi, con un dolore intenso che gli pervadeva ogni muscolo, ogni cellula. Dopo una lunga lotta,
l'impulso venne meno.
Continuarono a strisciare. Pass un'ora di sforzi violenti e silenziosi, poi un'altra. Le ginocchia
di Michel cominciavano a perdere il torpore, sostituito da acute fitte penetranti da escoriazione. A volte
rimanevano semplicemente stesi a terra, aspettando che un refolo particolarmente violento passasse.
Era sorprendente come perfino venti con la velocit di un uragano arrivassero in folate individuali: il
vento non era una pressione costante, ma una serie di colpi scioccanti. Fra l'uno e l'altro di quei colpi
di maglio passava tanto tempo da annoiarsi, da permettere alla mente di vagare, da assopirsi. Pareva
che sarebbero stati sorpresi l fuori dall'alba, ma poi scorse i numeri sull'orologio del casco... in realt
erano solo le 3:30. Ripresero a strisciare.
Poi il cavo si sollev dal terreno e si ritrovarono dentro il portello stagno del rover, a cui era
assicurato il loro filo di Arianna. Lo sganciarono, alla cieca issarono Sax nel compartimento e salirono
stancamente dietro di lui. Chiuso il portello esterno pomparono aria nella camera. Sul pavimento c'era
uno spesso strato di sabbia, e i particolati fini volavano lontano dal ventilatore a pompa, chiazzando
l'aria troppo luminosa. Sbattendo le palpebre, Michel scrut attraverso il piccolo visore del casco di
emergenza di Sax: era come guardare attraverso una maschera da sub, e non scorse tracce di vita.
Quando il portello interno si apr, si tolsero casco, stivali e tuta, passarono zoppicando nel rover
e chiusero in fretta il portello per tenere fuori la polvere. Michel si sentiva la faccia bagnata, e quando
la pul scopr che c'era del sangue, di un rosso acceso nella luce intensa del compartimento. Lo aveva
perso dal naso, e anche se le luci erano accese, la parte periferica del suo campo visivo era scura, e la
stanza stranamente immota e silenziosa. Maya aveva un brutto taglio a una coscia e la pelle intorno era
bianca per un principio di congelamento. Spencer appariva esausto, illeso, ma molto scosso. Rimosse il
casco di Sax, farfugliando mentre lavorava. Non si possono staccare brutalmente le persone da quelle
sonde, perch  probabile che si creino danni! Avreste dovuto aspettare che arrivassi, non sapevate
quello che stavate facendo!
Non sapevamo se saresti venuto ribatt Maya. Eri in ritardo.
Non di molto. Mi sono dovuto nascondere, perch lui aveva detto loro di me, insieme a tutto il
resto, ma non appena  scoppiata la tempesta sono venuto subito! Non c'era bisogno di cedere al panico
in quel modo!
Non abbiamo ceduto al panico!
Allora perch lo hai strappato via da l in quel modo? E perch hai ucciso Phyllis?
Era una torturatrice, un'assassina.
Spencer scosse violentemente il capo. Era prigioniera tanto quanto Sax.
Niente affatto!
Tu non lo sai. L'hai uccisa sulla base delle apparenze. Non sei migliore di loro.
Al diavolo! Sono loro quelli che ci torturano! Tu non li hai fermati, quindi abbiamo dovuto
farlo noi.
Imprecando in russo, Maya si diresse al posto di guida e avvi il rover. Manda il messaggio a
Coyote scatt, rivolta a Michel.
Lui dovette sforzarsi per ricordare come manovrare la radio. La sua mano premette il pulsante
che faceva partire il messaggio in codice, avvisando che avevano Sax. Poi torn da lui, che era disteso
sul divano, con il respiro poco profondo. Era in stato di shock. Tratti del cuoio capelluto erano stati
rasati, e anche lui aveva il naso sanguinante. Spencer lo pul con delicatezza, scuotendo il capo.
Hanno usato la risonanza magnetica e ultrasuoni focalizzati spieg con voce opaca. Distaccarlo in
quel modo potrebbe aver... Scosse il capo.
Le pulsazioni di Sax erano lente e irregolari. Michel si mise al lavoro per liberarlo dalla tuta,
guardando le proprie mani che si muovevano come fluttuanti stelle marine: erano distaccate dalla sua
volont, ed era come se cercasse di far funzionare un teleoperatore danneggiato. Sono rimasto stordito,
pens, ho una commozione cerebrale. Aveva la nausea. Spencer e Maya gridavano con rabbia uno
contro l'altro, infuriandosi sempre pi, ma lui non riusciva a seguirli e a capirne il motivo.
Era una stronza!
Se si uccidessero le persone per questo, tu non saresti mai scesa viva dall'Ares!
Smettetela disse loro, con voce debole. Tutti e due. Non capiva bene cosa dicessero, ma
era chiaro che stavano litigando e sapeva che doveva fare da mediatore. Maya scoppiava di rabbia e di
dolore, piangeva e gridava. Spencer gridava di rimando, tremando in tutto il corpo. Sax era ancora in
stato comatoso. Devo ricominciare a fare psicoterapia, pens, e ridacchi. In qualche modo riusc a
raggiungere il sedile di guida e cerc di capire come funzionavano i comandi, che pulsavano sfocati
sotto la sabbia nera che volava oltre il parabrezza. Guida disse a Maya, disperatamente. Sul sedile
accanto al suo, lei piangeva furiosamente, le mani serrate intorno al volante. Le pos una mano sulla
spalla, ma Maya la respinse facendola volare via come se fosse stata attaccata a un cordino invece che
al suo braccio, tanto che lui per poco non cadde dal sedile. Parlerete dopo annasp. Quel che  fatto
 fatto. Adesso dobbiamo tornare a casa.
Noi non abbiamo una casa ringhi Maya.
...
.
...
Capitolo sesto.
.
Tariqat.
.
Il Grande Uomo veniva da un grande pianeta. Su Marte era un visitatore quanto lo era Paul
Bunyan... era solo di passaggio quando vide Marte e si ferm per dare un'occhiata in giro, ed era
ancora l allorch arriv Paul Bunyan, e fu per questo che si scontrarono. Come sapete il Grande
Uomo vinse quello scontro, ma dopo che Paul Bunyan e il suo grande bue azzurro Babe furono morti,
in giro non ci fu nessun altro con cui parlare, e per il Grande Uomo stare su Marte era come cercare
di vivere su un pallone da basket. Quindi gironzol per un po' mentre sradicava cose a destra e a
sinistra, cercando di mettere ordine, poi si arrese e se ne and.
Dopo, tutti i batteri dentro Paul Bunyan e il suo bue Babe lasciarono i loro corpi e circolarono
nell'acqua calda che giaceva sul fondo di roccia, nel profondo del sottosuolo. Mangiarono metano e
acido solfidrico, e resistettero al peso di miliardi di tonnellate di roccia come se vivessero su un
qualche pianeta di neutroni. I loro cromosomi cominciarono a dividersi, mutazione dopo mutazione, e
alla velocit riproduttiva di dieci generazioni al giorno non ci volle molto perch la buona, vecchia
legge della sopravvivenza del pi forte effettuasse una selezione naturale. Trascorsero miliardi di anni.
Non molto dopo ci fu un'intera storia evolutiva marziana che sal attraverso le crepe della regolite e
gli spazi fra i granelli di sabbia, fino alla fredda e deserta luce solare. C'era ogni sorta di creature,
l'intera gamma... ma tutto era minuscolo. Nel sottosuolo non c'era spazio per altro, e quando infine
raggiunsero la superficie certi schemi si erano consolidati. E comunque lass non c'era molto che
incoraggiasse la crescita. Cos, si svilupp un'intera biosfera chasmoendolitica, in cui tutto era
piccolo. Le loro balene avevano le dimensioni di girini appena nati, le sequoie erano come licheni, e
cos via. Era come se la proporzione di magnitudine due, per cui su Marte le cose erano sempre
centinaia di volte pi grandi delle loro controparti terrestri, si fosse invertita con gli interessi.
E cos la loro evoluzione produsse il piccolo popolo rosso. Loro sono come noi... o hanno una
sorta di aspetto come il nostro, quando li vediamo. Ma questo dipende dal fatto che li vediamo sempre
e solo con la coda dell'occhio. Se riusciste a vederne bene uno, vi accorgereste che ha l'aspetto di una
piccolissima salamandra eretta, di una tinta color rosso scuro, anche se la sua pelle pare avere
capacit camaleontiche e assume di solito il colore delle rocce in mezzo a cui si trova. Se ne vedeste
bene uno, notereste che la sua pelle somiglia a licheni mescolati con granelli di sabbia, e i suoi occhi
sono rubini.  affascinante, ma non vi eccitate troppo, perch la verit  che non ne vedrete mai uno
con tanta chiarezza. Riuscirci  troppo difficile. Quando stanno fermi non riusciamo semplicemente a
scorgerli, e in realt non li vedremmo affatto se non fosse per il fatto che alcuni di loro alle volte si
sentono tanto sicuri di potersi immobilizzare e scomparire se si cerca di guardarli direttamente che vi
saltano intorno quando sono al limite del vostro campo visivo, giusto per tormentarvi. Cos voi li
notate, ma poi loro smettono di muoversi non appena vi girate a guardare, e cos non riuscite pi a
individuarli. Vivono ovunque, incluse le nostre stanze. Di solito ce ne sono alcuni in ogni mucchietto di
polvere negli angoli, e quanti di voi possono dire di non avere polvere negli angoli? Lo pensavo. Ha un
bell'effetto abrasivo quando finalmente vi decidete a spazzare, vero? S, in quei giorni il piccolo
popolo rosso deve correre come il vento. Per loro sono un disastro. Pensano che siamo enormi, folli
idioti che di tanto in tanto hanno degli accessi di pazzia e si scatenano.
S,  vero che il primo umano a vedere il piccolo popolo rosso  stato John Boone. Che altro vi
sareste aspettati? Li ha visti entro poche ore dall'atterraggio. Pi tardi, ha imparato a scorgerli anche
quando stavano immobili, e poi si  messo a parlare con quelli che vedeva nella sua stanza, finch loro
hanno ceduto e gli hanno risposto. John e loro si sono insegnati a vicenda i rispettivi linguaggi, e si
pu ancora sentire il piccolo popolo rosso usare ogni sorta di espressioni alla John Boone nel loro
inglese. Alla fine, una vera folla di quelle creature ha preso a seguirlo ovunque andasse. Gli piaceva
farlo, e lui era una persona molto ordinata, per cui loro avevano i loro angoli. S, ce n'erano parecchie
centinaia a Nicosia, la notte in cui  stato ucciso.  stato questo che in effetti ha fatto fuori gli arabi
che sono morti pi tardi, quella stessa notte... un'intera banda di quei piccoletti ha dato loro la caccia.
Orribile.
Comunque, erano amici di Boone, e la sua uccisione li ha rattristati tanto quanto noi. Da allora
non c' stato nessun altro umano che abbia imparato la loro lingua o sia giunto a conoscerli cos
intimamente. S, John  anche stato il primo a raccontare storie su di loro. Molto di quanto sappiamo
sul loro conto viene da lui, a causa di quel loro rapporto speciale. S, si dice che un uso eccessivo di
omegendorfina causi l'apparizione di piccoli punti rossi nel campo visivo periferico di una persona,
ma perch lo chiedete?
In ogni caso, dopo la morte di John il piccolo popolo rosso ha continuato a vivere con noi,
tenendosi nascosto, osservandoci con i suoi occhi di rubino e cercando di scoprire come siamo e
perch facciamo quello che facciamo. E come poter trattare con noi e ottenere quello che vogliono...
cio persone con cui parlare e con cui essere amici, che non li spazzino via a intervalli di pochi mesi o
devastino il pianeta. Quindi ci osservano. Intere citt che viaggiano in carovana trasportano il piccolo
popolo rosso in giro con noi. E si stanno preparando a parlare di nuovo con noi, cercano di decidere a
chi dovrebbero rivolgersi. Si chiedono quale di questi giganti idioti sappia di Ka
Quello  il nome che loro danno a Marte, s. Lo chiamano Ka. Gli arabi adorano questo fatto,
perch il nome arabo di Marte  Qahira, e piace anche ai giapponesi, che chiamano il pianeta Kasei,
ma in realt molti nomi terrestri di Marte contengono da qualche parte il suono ka, e in alcuni dialetti
del piccolo popolo rosso il pianeta si chiama m'kah, il che aggiunge un suono che figura in una
quantit di altri nomi che i terrestri gli hanno dato.  possibile che molto tempo fa il piccolo popolo
rosso avesse un programma spaziale, e che sia venuto sulla Terra, diventando le nostre fate, gli elfi e il
piccolo popolo in generale, e che a quel tempo abbia detto agli umani da dove veniva, fornendoci il
nome del pianeta. D'altro canto,  anche possibile che Marte stesso suggerisca quel suono in qualche
modo ipnotico che influenza tutti gli osservatori coscienti, sia che si trovino su di esso o lo vedano
come una stella rossa nel cielo. Non so, forse  a causa del colore. Ka.
E cos i ka ci osservano, e chiedono: chi conosce Ka? Chi passa del tempo con Ka, e impara
Ka, e ama toccare Ka, e cammina in giro per Ka e si lascia permeare da Ka, e lascia in pace la
polvere nelle sue stanze? Quelli sono gli umani con cui si decideranno a parlare. Presto, dicono, ci
presenteremo a tutti quelli di voi che riusciremo a trovare a cui sembri piacere Ka. E quando lo
faremo, sar meglio che siate pronti, perch avremo un piano. Sar il momento di lasciar perdere tutto
e uscire sulle strade, in un nuovo mondo. Sar tempo di liberare Ka.
Guidarono verso sud in silenzio, con il veicolo che sobbalzava sotto la furia del vento. Le ore si
susseguirono senza notizie da parte di Michel e Maya. Avevano predisposto scariche di segnali radio
che somigliavano molto all'energia elettrostatica causata dai fulmini, una per il successo e una per il
fallimento, ma la radio si limitava a sibilare, appena udibile al di sopra del ruggito del vento. Nirgal si
fece sempre pi nervoso mentre aspettavano. Quanto pi perdurava quel silenzio, tanto pi sembrava
probabile che i loro compagni sulla riva esterna fossero andati incontro a qualche disastro, e
considerato quanto quella nottata era stata estrema anche per loro... il disperato strisciare nell'oscurit
ululante, i detriti volanti, spari alla cieca da parte di alcune persone nelle cupole danneggiate... le
possibilit erano davvero cupe. Sussult al pensiero che Maya, Michel e Sax fossero feriti, e anche
Spencer, che non aveva mai incontrato ma di cui sapeva cos tanto... feriti o peggio. Adesso l'intero
piano appariva folle, e Nirgal si interrogava sulla capacit di giudizio di Coyote, che era intento a
studiare lo schermo della sua IA, borbottando fra s e dondolandosi sugli stinchi feriti... naturalmente
gli altri avevano acconsentito al piano, come aveva fatto lo stesso Nirgal, e Maya e Spencer avevano
contribuito a formularlo, insieme ai Rossi di Mareotis. E nessuno si era aspettato che l'uragano
catabatico diventasse tanto violento. Per Coyote era stato il capo, su questo non c'erano dubbi, e
adesso appariva sconvolto come Nirgal non lo aveva mai visto, rabbioso, preoccupato, spaventato.
Poi la radio crepit, proprio mentre un paio di fulmini cadevano nelle vicinanze, e il messaggio
decodificato arriv subito dopo. Successo. Successo. Avevano trovato Sax sulla riva esterna e lo
avevano portato via.
L'umore nel veicolo pass dalla tetraggine all'esaltazione in un singolo istante, come lanciato
da una fionda. Ci furono grida incoerenti, risate, si abbracciarono a vicenda. Nirgal e Kasei si
asciugarono lacrime di gioia e di sollievo, e Art, che durante la scorreria era rimasto nel veicolo e poi
aveva preso l'iniziativa di mettersi alla guida per venire a prelevarli nel vento nero, assest pacche sulle
spalle che li scaraventarono in giro per l'abitacolo, gridando: Ottimo lavoro! Ottimo lavoro!
Coyote, imbottito di antidolorifici, scoppi nella sua folle risata. Nirgal si sent fisicamente
leggero, come se la forza di gravit che gli opprimeva il petto si fosse attenuata. Simili estremi di
fatica, paura, ansia...e adesso gioia... con un senso di vertigine comprese che questi erano i momenti
che si incidevano per sempre nella mente di una persona, quando si veniva colpiti dalla sconvolgente
concretezza della realt, cos di rado percepita, che adesso lo incendiava come una miccia. E poteva
scorgere la stessa gloria illuminare il volto dei suoi compagni, animali selvaggi dallo spirito
incandescente.
I Rossi puntarono a nord verso i loro rifugi in Mareotis. Coyote si diresse velocemente a sud per
incontrarsi con Maya e Michel. Si ricongiunsero in una pallida alba color cioccolata, in alto sul Chasma
Eco. Il gruppo proveniente dalla riva interna si affrett a salire sul veicolo di Michel e Maya, pronto a
riprendere i festeggiamenti. Nirgal oltrepass il portello e strinse la mano a Spencer, un ometto basso
dal volto rotondo e teso, le cui mani tremavano. Nondimeno, lui esamin attentamente Nirgal. Mi fa
piacere conoscerti disse. Ho sentito parlare molto di te.
I due gruppi si scambiarono le rispettive storie.  andata davvero bene dichiar Coyote,
suscitando un coro di proteste da parte di Kasei, Art e Nirgal. In realt ne erano usciti a stento vivi,
strisciando lungo la riva interna e cercando di sopravvivere sia al tifone, sia alla polizia in preda al
panico sotto la cupola, tentando di ritrovare la macchina mentre Art li cercava guidando in piccoli
percorsi ovali a partire da dove avevano parcheggiato...
L'espressione rovente di Maya tronc la loro allegria. In effetti, ora che la gioia iniziale
dell'essersi ricongiunti era passata, cominciava a risultare evidente che nella loro auto le cose non
andavano bene. Sax era stato salvato, ma un po' troppo tardi. Lo avevano torturato, spieg Maya,
secca. Non era chiaro quanti danni gli avessero arrecato, visto che era ancora privo di sensi.
Nirgal pass nello scomparto posteriore per vederlo. Giaceva privo di sensi su una cuccetta, il
volto devastato che offriva una vista sconvolgente. Michel lo raggiunse e si sedette, stordito dal colpo
alla testa. Quanto a Maya e Spencer, sembravano avere un contrasto di qualche tipo. Non ne
spiegavano la causa, ma non si guardavano n si rivolgevano la parola. Maya era chiaramente di umore
orribile: Nirgal conosceva quell'espressione dalla sua infanzia, anche se questa era peggiore, con il
volto duro e la bocca serrata come una falce rivolta verso il basso.
Ho ucciso Phyllis disse Maya a Coyote.
Ci fu silenzio. Nirgal sent le mani che gli si gelavano. Nel guardare gli altri, vide che si
sentivano tutti a disagio. Era la sola donna fra loro che avesse ucciso, e in questo c'era qualcosa di
innaturale che avvertivano tutti, inclusa lei... che si erse con orgoglio sulla persona, sprezzante di fronte
alla loro codardia. Niente di tutto questo era razionale, o anche conscio da parte loro, era piuttosto
qualcosa di primitivo, istintivo, biologico. E cos Maya si limit a fissarli dall'alto in basso, sprezzante
di fronte al loro orrore, guardandoli con gli occhi roventi e l'ostilit aliena di un'aquila.
Coyote le si port accanto e si sollev in punta di piedi per deporle un bacio su una guancia,
incontrando in pieno il suo sguardo rovente. Hai fatto bene dichiar, mettendole una mano sul
braccio. Hai salvato Sax.
Maya lo respinse con una scrollata di spalle. Abbiamo fatto saltare la macchina a cui avevano
collegato Sax spieg. Non so se siamo riusciti a distruggere i dati. Probabilmente no. E sanno che lui
era nelle loro mani, e che qualcuno lo ha recuperato, quindi non c' motivo di festeggiare. Adesso ci
daranno la caccia con tutto ci che hanno.
Non credo siano cos ben organizzati osserv Art.
Tu stai zitto ingiunse Maya.
Va bene, d'accordo, ma sentite, adesso che sanno di voi non vi dovrete pi nascondere cos
tanto, giusto?
Siamo di nuovo in ballo borbott Coyote.
Viaggiarono verso sud per tutta la giornata, perch la polvere sollevata dalla tempesta catabatica
era sufficiente a nasconderli alle videocamere dei satelliti. La tensione rimase elevata. Maya era in
preda a una furia cupa e non le si poteva parlare. Michel la trattava come una bomba inesplosa,
cercando di tenerla focalizzata sugli aspetti pratici del momento in modo che potesse dimenticare
quella terribile notte. Tuttavia, con Sax disteso su una cuccetta del compartimento abitativo, privo di
sensi e simile a un procione per tutti i lividi che aveva sulla faccia, quella non era una cosa facile da
dimenticare. Nirgal gli sedette accanto per ore di fila, una mano sulle sue costole o sulla testa. A parte
questo, non c'era altro che si potesse fare. Anche senza gli occhi pesti, non avrebbe somigliato molto al
Sax Russell che lui aveva conosciuto da bambino. Era uno shock viscerale vedere su di lui quei segni di
abuso fisico, prova evidente che avevano nel mondo nemici letali. Quella era una cosa di cui Nirgal
aveva cominciato a dubitare, negli ultimi anni, quindi le condizioni di Sax erano una prova orribile e
nauseante non solo del fatto che avevano dei nemici, ma che si trattava di persone capaci di questo
genere di cose, che le avevano sempre fatte nel corso di tutta la storia, proprio come riferivano testi a
stento credibili. Erano reali, dopotutto, e Sax era solo una fra milioni di vittime.
Mentre Sax dormiva, la testa gli rotol da un lato. Voglio fargli un'iniezione di pandorfina
disse Michel. A lui e a me stesso.
I suoi polmoni hanno qualcosa che non va, vero? chiese Nirgal. Michel accost la testa al
torace di Sax. Ascolt per un momento, poi sibil: Hai ragione, c' del fluido.
Cosa gli stavano facendo? domand Nirgal a Spencer.
Gli parlavano mentre era incosciente. Sai, hanno localizzato con molta precisione parecchi
centri della memoria nell'ippocampo, e tramite droghe e una stimolazione ultrasonica molto calibrata,
insieme a una rapida risonanza magnetica per seguire quello che stanno facendo... ecco, le persone
rispondono a qualsiasi domanda si ponga loro, spesso in maniera articolata. Lo stavano facendo con
Sax quando si  levato il vento e hanno perso l'energia. Il generatore di emergenza  entrato subito in
funzione, ma... Indic Sax. Si tratta di questo, o di quando lo abbiamo staccato
dall'apparecchiatura...
Allora era stato per questo che Maya aveva ucciso Phyllis Boyle. La fine di una
collaborazionista. Omicidio fra i primi cento...
Ecco, borbott fra s Kasei, sull'altro veicolo non sarebbe la prima volta. C'erano persone
che sospettavano Maya di aver organizzato l'assassinio di John Boone, e Nirgal aveva sentito di gente
che la sospettava anche della scomparsa di Frank Chalmers. La Vedova Nera, cos la chiamavano.
Nirgal aveva ignorato quelle storie, considerandole pettegolezzi maligni diffusi da gente che odiava
palesemente Maya, come Jackie, ma di certo adesso quella donna appariva di una pericolosit velenosa,
seduta nel suo veicolo a fissare con occhi roventi la radio, come se stesse pensando di infrangere il
silenzio per avvertire il Sud. Bianca di capelli, con un naso aquilino e la bocca dritta come una ferita...il
solo essere nella stessa auto con lei rendeva Nirgal nervoso, anche se lottava contro quella sensazione.
Lei era stata uno dei suoi insegnanti pi importanti, aveva trascorso ore e ore ad assimilare le sue
impazienti istruzioni di matematica, storia e russo, imparando a conoscere pi lei che qualsiasi materia,
e sapeva benissimo che non voleva essere un'assassina, che sotto i suoi umori, sia estroversi che cupi
(insieme maniaci e depressivi) si contorceva un'anima sola, orgogliosa e affamata. Cos, questa storia
era diventata un disastro sotto un ulteriore aspetto, nonostante l'apparente successo.
Maya era inflessibile sul fatto che dovevano tornare immediatamente nella regione polare
meridionale per avvertire il sottosuolo di quello che era successo.
Non  cos facile obiett Coyote. Sanno che siamo nella Valle di Kasei, e dato che hanno
avuto il tempo di far parlare Sax, probabilmente sanno anche che cercheremo di riportarlo al Sud.
Possono consultare una mappa bene quanto noi e vedere che l'equatore  praticamente bloccato, da
ovest di Tharsis fino a est dell'area dei disordini.
C' il passaggio fra Pavonis e Noctis sugger Maya.
S, ma  attraversato da parecchie piste rotabili e tubature, e ci sono due cavi di supporto
dell'ascensore. Ho scavato delle gallerie sotto a tutto questo, ma se ci stanno cercando ne potrebbero
trovare alcune, o vedere le nostre auto.
Allora cosa staresti dicendo?
Credo che dobbiamo fare un ampio giro, a nord di Tharsis e del Monte Olimpo, e poi lungo
l'Amazonis, per attraversare l l'equatore.
Maya scosse il capo. Dobbiamo andare al Sud in fretta, per avvertirli che ci hanno scoperti.
Coyote ci riflett sopra. Ci possiamo dividere propose poi. Ho un piccolo aereo ultraleggero
nascosto vicino ai piedi del Belvedere Eco. Kasei pu portare te e Michel l e riportarvi al Sud in volo.
Noi seguiremo la via dell'Amazonis.
E Sax?
Lo porteremo direttamente al Tholus Tharsis, dove c' una clinica bogdanoviana.  a due sole
notti di distanza.
Maya ne parl con Michel e Kasei, senza mai neppure guardare verso Spencer. Loro si dissero
d'accordo, e alla fine Maya annu. Va bene. Noi andremo a sud. Raggiungeteci pi in fretta che
potete.
Guidarono di notte e dormirono di giorno, secondo il vecchio schema, e in due notti
attraversarono il Chasma Eco fino a Tholus Tharsis, il cono vulcanico sul limitare settentrionale della
sporgenza di Tharsis.
Laggi Tholus Tharsis, una cupola cittadina di classe Nicosia, sorgeva sul fianco nero del
vulcano omonimo. La citt faceva parte del mondo di mezzo: molti dei suoi abitanti conducevano una
vita normale, inseriti nella rete di superficie, ma parecchi di loro erano bogdanoviani e aiutavano i
profughi bogdanoviani della zona, come pure i rifugi dei Rossi di Mareotis e sulla Grande Scarpata, e
assistevano anche molte altre persone della citt che avevano lasciato la rete o ne erano state al di fuori
fin dalla nascita. La pi grande clinica medica della citt era bogdanoviana, e prestava i suoi servizi a
molti membri del sottosuolo.
Cos, guidarono dritti fino alla cupola, entrarono nel garage e scesero dal veicolo. Non appena
arriv l'ambulanza portarono d'urgenza Sax alla clinica, vicino al centro della citt. Gli altri lo
seguirono a piedi lungo l'erbosa strada principale, avvertendone la spaziosit dopo tutti quei giorni
costretti nel rover. Art rimase sorpreso dal loro comportamento aperto e Nirgal gli spieg brevemente
cosa fosse il mondo di mezzo, mentre entravano in un caff di fronte alla clinica, che offriva alcune
stanze sicure.
Alla clinica si stavano gi occupando di Sax. Poche ore dopo il loro arrivo, venne permesso a
Nirgal di andare a sedergli accanto, dopo essersi ripulito e aver indossato abiti sterili. Lo avevano
attaccato a un respiratore che faceva circolare un liquido nei suoi polmoni. Lo si poteva vedere nei tubi
trasparenti e nella maschera che copriva la faccia di Sax, e aveva l'aspetto di acqua opaca. Era una cosa
orribile, pareva che lo stessero annegando, ma quel liquido era una miscela a base di perfluorocarburi
che trasferiva in Sax tre volte pi ossigeno di quanto avrebbe fatto l'aria, e inoltre espelleva le
porcherie che gli si erano accumulate nei polmoni e tornava a gonfiare le vie aeree collassate, oltre a
essere miscelata a una serie di medicinali.
Il tecnico medico, una donna, che si occupava di Sax spieg tutto questo a Nirgal mentre
lavorava. Aveva un principio di edema, quindi questo  un trattamento che pu sembrare paradossale,
ma funziona. E cos Nirgal rimase seduto con la mano sul braccio di Sax, guardando quel fluido
vorticare dentro e fuori di lui attraverso la maschera fissata alla parte inferiore della sua faccia.
Sembra quasi che sia di nuovo in un serbatoio per ectogeni comment.
O in un grembo materno osserv la donna, guardandolo con curiosit.
S. Che rinasca. Non sembra neppure lo stesso.
Tieni una mano su di lui consigli il tecnico, e lasci la stanza. Seduto l, Nirgal cerc di
percepire come se la stesse cavando Sax, di avvertire che la vitalit lottava con i suoi mezzi, nuotando
di nuovo verso il mondo. La sua temperatura fluttuava in modo allarmante, con piccoli sbalzi verso
l'alto o verso il basso. Altri medici entrarono e accostarono alcuni strumenti alla testa e alla faccia di
Sax, parlando fra loro a bassa voce. Qualche danno. Anteriore, lato sinistro. Vedremo.
Qualche notte pi tardi, lo stesso tecnico torn mentre Nirgal era l. Tienigli la testa, Nirgal
disse. Il lato sinistro, intorno all'orecchio. Appena sopra, s. Tieni la mano l e... s, cos. Adesso fai
quello che sai fare tu.
Cosa?
Lo sai. Manda calore dentro di lui. E se ne and in fretta, quasi imbarazzata, o spaventata, per
aver avanzato un simile suggerimento.
Nirgal si riprese dalla sorpresa, localizz il fuoco interiore e cerc di incanalarne una parte nella
mano, e da l in Sax. Calore, calore, un'esitante scarica bianca... poi di nuovo quella sensazione, il
cercare di determinare la temperatura dentro la testa di Sax.
Passarono i giorni, e Nirgal trascorse la maggior parte del tempo alla clinica. Una notte, stava
tornando dalle cucine quando la giovane donna arriv di corsa lungo il corridoio e lo afferr per un
braccio, dicendo: Vieni, presto. Un momento dopo si ritrov nella stanza, le mani strette intorno alla
testa di Sax, il respiro affannoso e i muscoli tesi come corde. Erano presenti tre dottori e alcuni altri
tecnici. Uno dei medici protese un braccio verso Nirgal, ma il giovane tecnico si interpose.
Lui sent smuoversi qualcosa dentro Sax, quasi che se ne stesse andando o stesse tornando... una
transizione di qualche tipo. Rivers dentro di lui ogni frammento di viriditas che riusc a raccogliere,
improvvisamente terrorizzato dall'assalto dei ricordi della clinica di Zigote, dell'essere seduto accanto
a Simon. Di quell'espressione sul volto di quest'ultimo, la notte in cui era morto. Il perfluorocarburo
vorticava dentro e fuori Sax, una rapida marea poco profonda. Nirgal la fiss, pensando a Simon. La
sua mano perse calore e lui non riusc a richiamarlo. Sax avrebbe capito di chi si trattava, chi aveva le
mani tanto calde. Sempre che avesse importanza. Ma dato che era tutto quello che poteva fare... si
sforz e spinse come se il mondo stesse congelando, come se avesse potuto riportare indietro non solo
Sax, ma anche Simon, se avesse spinto abbastanza. Perch, Sax? mormor nell'orecchio vicino alla
sua mano. Perch? Ma perch? Perch, Sax? Ma perch?
Il perfluorocarburo vorticava. La stanza era troppo luminosa e ronzava.
I dottori presero a lavorare alle macchine e sul corpo di Sax, scambiandosi occhiate e fissando
Nirgal. La parola perch divenne soltanto un suono, una sorta di preghiera. Trascorse un'ora, ne
seguirono altre, lente e ansiose, finch scivolarono in una sorta di stato senza tempo, tanto che Nirgal
non avrebbe saputo dire se fosse giorno o notte. Pagamento per i nostri corpi, pens. Paghiamo.
Una sera, circa una settimana dopo il loro arrivo, pomparono tutto il liquido fuori dai polmoni
di Sax e rimossero il respiratore. Lui annasp sonoramente, poi respir. Era tornato a respirare aria, a
essere un mammifero. Gli avevano riparato il naso, che adesso aveva una forma diversa, piatto quasi
quanto lo era stato prima della chirurgia estetica. I lividi erano ancora evidenti.
Lui riprese conoscenza circa un'ora dopo la rimozione del respiratore. Sbatt le palpebre pi
volte, si guard intorno nella stanza, poi guard con estrema attenzione Nirgal, che gli stringeva con
forza la mano. Tuttavia non parl, e di l a poco si addorment.
Nirgal usc nelle strade verdi della piccola cittadina, dominate dal cono di Tholus Tharsis che si
levava verso nord nella sua maestosit nera e ruggine, simile a un tozzo Fuji. Ritrovando il suo solito
ritmo, fece pi giri di corsa intorno al perimetro della cupola.
Avevano preso alcune stanze sopra il caff dall'altro lato della strada, e fu l che trov Coyote
che zoppicava irrequieto di finestra in finestra, mormorando indistinte melodie di calypso. Cosa c'
che non va? chiese Nirgal.
Coyote agit entrambe le mani. Adesso che Sax si  stabilizzato dovremmo andarcene da qui.
Tu e Spencer vi potrete prendere cura di Sax nell'auto mentre andiamo a ovest intorno all'Olimpo.
D'accordo assent Nirgal. Non appena ci diranno che Sax pu viaggiare.
Coyote lo fiss. Dicono che lo hai salvato. Che lo hai riportato indietro dalla morte.
Nirgal scosse il capo, spaventato da quel pensiero. Non  mai morto.
L'ho pensato, ma  quello che dicono. Coyote lo adocchi pensosamente. Dovrai stare
attento.
Guidarono di notte, aggirando i contorni del pendio settentrionale di Tharsis, con Sax sistemato
sulla cuccetta nel compartimento alle spalle dei conducenti. Voglio colpire uno dei campi minerari
gestiti dalla Subarashii a Ceraunius annunci Coyote, poche ore dopo la partenza. Guard verso Sax.
A te va bene?
Sax annu. I suoi occhi da procione avevano ora le sfumature del verde e del viola.
Perch non puoi parlare? gli chiese Art. Sax scroll le spalle e gracchi una o due volte.
Continuarono il viaggio.
Dal fondo del lato settentrionale della sporgenza di Tharsis si estendeva una serie di canyon
paralleli chiamati Fossae Caraunius. C'erano almeno quaranta di quelle fratture, a seconda di come le si
contava, dato che alcune di esse erano canyon, mentre altre erano soltanto costoni isolati, crepe
profonde o meri corrugamenti della pianura... tutte che si estendevano verso nord e sud attraverso una
provincia metallogenica di grande ricchezza, una massa di basalto piena di ogni sorta di intrusioni di
minerali provenienti dal basso. Di conseguenza, in quelle gole c'erano una quantit di insediamenti
minerari e di postazioni di scavo mobili, e adesso, nel contemplarle sulla mappa, Coyote si sfreg le
mani. La tua cattura mi ha liberato, Sax. Dal momento che sanno comunque che siamo qui fuori, non
c' motivo per non rovinare gli affari a qualcuno di loro, e prenderci un po' di uranio, gi che ci
siamo.
Una notte si ferm quindi all'estremit meridionale della Catena Tractus, il pi lungo e
profondo dei canyon. Il suo inizio offriva una vista strana, perch la pianura relativamente liscia era
alterata da quella che sembrava una rampa scavata nel terreno, larga circa tre chilometri, che finiva per
avere una profondit di trecento metri nell'estendersi verso l'orizzonte settentrionale in una linea
perfettamente dritta.
Dormirono per tutta la mattina, poi passarono il pomeriggio seduti nel compartimento abitativo,
studiando nervosamente le foto satellitari e ascoltando le istruzioni di Coyote.
Hai intenzione di uccidere questi minatori? chiese Art, tormentandosi la larga mascella
barbuta.
Coyote scroll le spalle. Potrebbe succedere.
Sax scosse il capo con veemenza. Non maltrattare cos la testa lo rimprover Nirgal.
Sono d'accordo con Sax si affrett a dichiarare Art. Voglio dire, anche accantonando le
considerazioni morali,  comunque stupido anche dal punto di vista pratico.  stupido perch parte dal
presupposto che i tuoi nemici siano pi deboli di te e faranno quello che vuoi se assassinerai qualcuno
di loro. Le persone per non sono cos. Voglio dire, pensa a come si svolgeranno le cose. Andate nel
canyon e uccidete una manciata di persone che stanno facendo il loro lavoro, e pi tardi arrivano altre
persone che trovano i loro corpi. Vi odieranno per sempre. Anche se un giorno conquisterete Marte,
continueranno a odiarvi e faranno il possibile per intralciarvi. E sar lo stesso per le persone che
sapranno dell'accaduto dai notiziari. E questo sar tutto quello che avrete ottenuto, perch loro
rimpiazzeranno quei minatori in men che non si dica.
Art lanci un'occhiata a Sax che, seduto sulla cuccetta, lo osservava attentamente. D'altro
canto, supponiamo che andiate laggi e facciate qualcosa che costringa quei minatori a correre nel
rifugio di emergenza, e poi li chiudiate nel rifugio e distruggiate i macchinari. Loro potranno chiedere
aiuto e resistere l dentro, e in un giorno o due qualcuno verr a soccorrerli. Saranno infuriati, ma
penseranno anche che sarebbero potuti morire, e invece quei Rossi hanno solo distrutto i macchinari e
se ne sono andati in un lampo, senza che neppure riuscissero a vederli. E pi tardi, quando avrete
conquistato Marte, o starete cercando di farlo, loro si tufferanno tutti nella sindrome dell'ostaggio e
cominceranno a fare il tifo per voi. O a lavorare con voi.
Sax stava annuendo. Spencer guardava verso Nirgal. Poi tutti guardarono verso di lui, tutti
tranne Coyote, che si fissava il palmo delle mani come se lo stesse leggendo. Infine anche lui sollev lo
sguardo, e lo appunt a sua volta su Nirgal.
Per lui la cosa era semplice, e studi Coyote con una certa preoccupazione. Art ha ragione.
Hiroko non ci perdoner mai se cominceremo a uccidere la gente senza motivo.
Coyote ebbe una smorfia, come disgustato da quella mitezza. Abbiamo appena ucciso un
mucchio di persone nella Valle di Kasei osserv.
Quella era una cosa diversa! esclam Nirgal
In che senso?
Nirgal esit, e Art fu pronto a interloquire. Quello era un mucchio di torturatori della polizia
che aveva in mano il vostro amico e gli stava friggendo il cervello. Hanno avuto quello che si
meritavano. Ma questi tizi nel canyon stanno solo scavando nella roccia. Sax annu. Li fissava tutti
con estrema intensit e pareva certo che comprendesse ogni cosa e fosse profondamente coinvolto nella
discussione. Muto com'era, per, era difficile esserne certi.
Coyote fiss Art con durezza. Questa  una miniera della Praxis?
Non lo so, e non mi interessa.
Mmm. Bene... Coyote guard verso Sax, poi spost gli occhi su Spencer e infine su Nirgal,
che sent le guance che gli si arroventavano. D'accordo, allora. Proveremo a fare a modo vostro.
E cos, alla fine della giornata Nirgal scese dal rover insieme a Coyote e ad Art. In alto il cielo
era scuro e stellato, con il quadrante occidentale purpureo che proiettava una luce allegra nella quale
tutto era ancora visibile, ma allo stesso tempo appariva inconsueto. Coyote si avvi per primo, con gli
altri due che lo seguivano da vicino. Attraverso il visore, Nirgal poteva vedere che Art aveva gli occhi
premuti contro il vetro.
A un certo punto, il fondo della Catena Tractus era spezzato da una faglia trasversale chiamata
Tractus Traction, e in questa zona la fratturazione del terreno aveva assunto la forma di un sistema di
crepacci impenetrabili per i veicoli. I minatori del Tractus raggiungevano il campo dalle sovrastanti
pareti del canyon da cui scendevano con alcuni ascensori, ma Coyote disse che era possibile percorrere
a piedi il Tractus Traction seguendo un sentiero fatto di crepacci collegati che lui aveva contrassegnato
per s stesso. Molte delle sue azioni di resistenza richiedevano di attraversare territori impenetrabili'
come quello, il che rendeva possibili le sue leggendarie visite all'apparenza impossibili e gli
permetteva di attraversare badlands a cui nessun altro si era mai neppure avvicinato. E con Nirgal
incaricato di alcune di quelle scorrerie, erano riusciti a mandare a segno colpi davvero miracolosi
semplicemente spostandosi a piedi.
Quindi adesso si avviarono lungo il canyon con quel passo di corsa marziana costante che
Nirgal aveva perfezionato e che aveva cercato di insegnare a Coyote con un successo solo parziale. Art
non era aggraziato... il suo passo era troppo corto e incespicava di frequente... ma mantenne l'andatura.
Nirgal cominci ad avvertire la gioia rilassata della corsa, del suo ballo fra i massi, dell'attraversare in
fretta lunghi tratti di territorio con le sue sole forze. E anche del respiro ritmico, del sobbalzare sulla
schiena della bombola di ossigeno, dello stato simile a una trance che aveva perfezionato nel corso
degli anni con l'aiuto dell'issei Nanao, che diceva di aver appreso il lung-gom da un tibetano. Secondo
Nanao, alcuni dei lung-gom-pa del passato avevano dovuto trasportare dei pesi per non volare via, cosa
che su Marte sembrava del tutto possibile. Il modo in cui poteva volare sopra le rocce era esaltante, una
sorta di estasi.
Fu costretto a controllarsi. N Coyote n Art sapevano praticare il lung-gom e non potevano
riuscire a stargli dietro. Coyote conosceva il terreno e correva in corti e affettati passi di danza,
efficienti e puliti. Art si catapultava in avanti come un robot mal programmato, barcollando spesso
quando poggiava male il piede alla luce delle stelle, ma ciononostante aveva una resistenza
decisamente buona. Nirgal tendeva ad andare avanti e indietro davanti a loro come un cane. Due volte
Art croll a terra in una nuvola di polvere e Nirgal corse a soccorrerlo, ma entrambe le volte lui si
risollev gi correndo e gli segnal a gesti che era tutto a posto per mantenere il silenzio sull'intercom.
Dopo circa mezz'ora di corsa lungo il canyon, cos dritto da dare l'impressione di essere stato
scavato di proposito, nel terreno apparvero alcune crepe che si approfondirono rapidamente e si
collegarono le une con le altre, fino a rendere impossibile proseguire sul fondo del canyon vero e
proprio, in quanto adesso si era trasformato nella superficie piatta di una serie di isole. Le profonde
fenditure che le separavano erano spesso larghe solo due o tre metri, ma profonde trenta o quaranta.
Camminare in mezzo a quelle valli dal fondo generalmente piatto era una cosa strana, ma
Coyote li guid attraverso quel labirinto senza attardarsi a nessuno dei molti bivi, seguendo un sentiero
che lui solo conosceva e svoltando a destra e a sinistra una ventina di volte. Una di quelle fenditure era
tanto stretta che ne potevano toccare entrambe le pareti contemporaneamente e dovettero fare a turno
per attraversarla.
Quando sbucarono sul lato settentrionale del labirinto di crepacci, emergendo da una gola
nell'erta scarpata che era l'estremit delle isole, si trovarono davanti a una piccola cupola addossata
alla parete occidentale. Il suo arco di tessuto scintillava come il bulbo di una lampadina polverosa.
Dentro la tenda c'erano case mobili, rover, perforatrici, ruspe e altre apparecchiature minerarie. Era una
miniera di uranio, chiamata Pechblenda Alley, perch la sezione inferiore del canyon aveva il suolo
fatto di un tipo di pegmatite estremamente ricca di uranite. Era una miniera molto produttiva, e Coyote
aveva sentito dire che l'uranio gi lavorato che si era accumulato l negli anni intercorsi fra il primo e il
secondo ascensore non era ancora stato portato via.
Adesso corse lungo il fondo del canyon e verso la tenda, seguito da Nirgal e da Art. Dentro non
si vedeva nessuno, la sola illuminazione era fornita da poche lampade notturne e dalle finestre
illuminate di una casa mobile situata in posizione centrale.
Coyote si diresse al portello pi vicino della cupola e gli altri continuarono a seguirlo. L,
colleg il jack del suo wristpad alla serratura vicina al portello e cominci a digitare. Il portello esterno
si apr senza che suonassero allarmi o apparisse qualche figura sulla porta della casa mobile. Entrarono
nel portello, chiusero la porta esterna, attesero che la camera stagna cambiasse l'aria, poi aprirono la
porta interna. Coyote corse verso il piccolo impianto fisico dell'insediamento, accanto alla casa mobile,
mentre Nirgal punt verso gli alloggi, salendo i gradini fino alla porta della casa mobile. Infil una
delle barre di bloccaggio' di Coyote sotto la maniglia, gir la manopola che liberava la sostanza
fissante e spinse la barra contro la porta e la parete della casa mobile. Essa era fatta di una lega a base
di magnesio, e il polimero fissante avrebbe efficacemente fuso la sbarra con la struttura, bloccando la
porta. Aggirata di corsa la struttura, ripet l'operazione con l'altra porta, poi si lanci verso il portello
sentendo il sangue che gli saettava nelle vene come se fosse stato pura adrenalina. Il tutto somigliava
cos tanto a uno scherzo che dovette fare uno sforzo cosciente per ricordare le cariche esplosive che
Coyote e Art stavano distribuendo per tutto l'insediamento, nei magazzini, contro la struttura della
bolla e nel parcheggio dei mastodontici attrezzi minerari. Nirgal si un a loro nella corsa di veicolo in
veicolo, salendo le scale di accesso, aprendo manualmente o elettronicamente le porte e lanciando nella
cabina una delle piccole scatole che Coyote gli aveva dato.
C'erano per anche centinaia di tonnellate di uranio lavorato che Coyote voleva portare via. Per
fortuna, questo era impossibile, per raggiunsero un magazzino pieno di camion automatizzati della
compagnia mineraria, gi carichi, e li programmarono perch si dirigessero verso i canyon
settentrionali, seppellendo i loro carichi in una regione dove la concentrazione di apatite poteva essere
abbastanza elevata da mascherare la radioattivit dell'uranio e da rendere difficile rintracciarli. Spencer
dubitava che quella strategia avrebbe funzionato, ma Coyote sosteneva che era meglio che lasciare
l'uranio nella miniera, e tutti loro furono lieti di assecondare qualsiasi piano che gli avrebbe impedito
di ammassare tonnellate di uranio nella stiva del loro rover, che fossero o meno in contenitori a prova
di radiazioni.
Quando ebbero finito tornarono di corsa al portello, uscirono dall'insediamento e continuarono
a correre pi che potevano. Erano a met della scarpata quando sentirono una serie di scoppi soffocati e
di rimbombi che provenivano dalla cupola. Nirgal si guard alle spalle ma non vide niente di diverso:
la cupola era sempre perlopi immersa nel buio, con le finestre della casa mobile illuminate.
Torn a girarsi e prosegu la corsa, sentendosi come se stesse volando, e rimase sorpreso di
vedere Art saettare lungo il fondo del canyon davanti a lui, ogni passo un grande balzo, saltando come
fosse un incrocio fra un giaguaro e un orso per tutto il tragitto fino alla scarpata, dove dovette aspettare
che Coyote lo raggiungesse e li guidasse di nuovo attraverso il labirinto di crepacci. Una volta fuori da
esso, Art ripart cos in fretta che Nirgal decise di cercare di raggiungerlo, giusto per sperimentare
quanto era veloce. Trov il giusto ritmo per lo sprint, accelerando sempre di pi, e nell'oltrepassare Art
vide che i propri passi da antilope erano lunghi quasi il doppio dei suoi, perfino in uno sprint in cui le
loro gambe pompavano con la massima velocit possibile. Arrivarono al veicolo molto prima di
Coyote, riprendendo fiato e sorridendosi a vicenda attraverso il visore. Coyote li raggiunse qualche
minuto pi tardi, poi Spencer avvi il rover appena dopo la pausa oraria e con altre sei ore di oscurit a
disposizione per viaggiare.
Una volta a bordo, risero per la folle corsa di Art, ma lui si limit a sorridere e ad accantonare
con un gesto la loro ilarit. Non avevo paura, si tratta di questa gravit marziana! Vi dico che correvo
come farei di solito, ma le mie gambe spiccavano balzi da tigre! Incredibile!
Riposarono durante il giorno e ripartirono con l'oscurit, oltrepassando l'imboccatura di un
lungo canyon che correva da Ceraunius a Tholus Jovis. Esso costituiva una stranezza perch non era n
dritto n sinuoso, ed era chiamato il Canyon Storto. Quando sorse, il sole li trov nascosti sul pendio
del Cratere Qr, appena a nord di Tholus Jovis. Tholus Jovis era un vulcano pi grande perfino di
Tholus Tharsis, in effetti era pi grande di qualsiasi vulcano terrestre, ma era posizionato sull'alta sella
fra Monte Ascraeus e Monte Olimpo, entrambi visibili all'orizzonte verso est e ovest, incombenti come
vasti pianori continentali, e la loro mole faceva apparire lo Jovis amichevole e comprensibile, al
confronto, una collina che si poteva risalire a piedi, se lo si voleva.
Quel giorno Sax sedette a fissare in silenzio il suo schermo, digitando e ottenendo un
assortimento random di testi, mappe, diagrammi, immagini ed equazioni. Lui inclin il capo di fronte a
ciascuno di essi, senza mostrare di riconoscerli. Nirgal gli sedette accanto. Sax, riesci a sentire quello
che dico?
Sax lo guard.
Capisci le mie parole? Annuisci se le capisci.
Sax inclin la testa da un lato. Nirgal sospir, prigioniero di quello sguardo interrogativo, poi
Sax annu con esitazione.
Quella notte, Coyote si diresse di nuovo a ovest, verso l'Olimpo, e con l'avvicinarsi dell'alba
decise di spingere il rover fino a una parete di basalto nero butterato e sfregiato. Quello era il limitare di
un tavolato attraversato da innumerevoli burroni tortuosi, come il Tractus Traction, ma su scala molto
pi vasta, il che creava un'area di badlands che era come un'immensa estensione del labirinto di
Traction. Quel tavolato era un ventaglio di lava antica, i resti di una delle prime colate scese dal Monte
Olimpo, che copriva un terreno pi morbido e la cenere di eruzioni ancora precedenti. Dove i burroni
scavati dal vento si erano fatti abbastanza profondi, il loro fondo sbucava nello strato di terreno pi
morbido, cosicch alcuni di essi erano strette fessure con gallerie sul fondo, arrotondate da eoni di
venti. Come serrature capovolte comment Coyote, anche se Nirgal non aveva mai visto una
serratura che si avvicinasse anche remotamente a quella forma.
Coyote diresse il rover in uno di quei burroni a tunnel grigio e nero. Parecchi chilometri
addentro al tunnel ferm il veicolo accanto alla parete di una cupola che apriva una sorta di embolo
nella galleria, allargandone la curva esterna.
Quello era il primo rifugio nascosto che Art avesse mai visto, e lui apparve adeguatamente
sorpreso. La cupola era alta forse venti metri, e conteneva una sezione della curva lunga un centinaio di
metri. Art ebbe esclamazioni di sorpresa per le sue dimensioni e fin per far ridere Nirgal. Qui c' gi
qualcun altro che sta usando il rifugio, avvert Coyote quindi state zitti per un momento.
Art annu prontamente e si sporse sopra la spalla di Coyote per sentire cosa stava dicendo
attraverso l'intercom. Parcheggiato davanti al portello del rifugio c'era un altro veicolo, altrettanto
informe e simile a una roccia quanto il loro. Ah disse Coyote, spingendo indietro Art.  Vijjika.
Avranno delle arance, e magari un po' di kava. Questa mattina di certo faremo festa.
Si portarono vicino al portello della cupola, e un tubo di collegamento si protese ad agganciarsi
intorno all'esterno del loro sportello. Una volta che tutti i portelli furono aperti entrarono nella cupola,
chinandosi e faticando per trasportare con loro Sax attraverso il tubo.
Dentro, vennero loro incontro otto persone alte, dalla pelle scura, cinque donne e tre uomini...
un gruppo vivace, lieto di avere compagnia. Coyote fece le presentazioni, anche se Nirgal conosceva
Vijjika dai tempi dell'universit di Sabishii e l'abbracci con calore. Lei si mostr contenta di rivederlo
e li precedette tutti verso la curva liscia della parete dell'altura, in uno spiazzo fra le case mobili e sotto
un lucernario fornito da una crepa verticale nella lava. Sotto quel raggio di luce diurna diffusa e la luce
ancor pi soffusa che giungeva dal profondo burrone all'esterno della tenda, i visitatori sedettero su
ampi cuscini piatti disposti intorno a bassi tavoli, mentre parecchi dei loro ospiti si mettevano al lavoro
vicino a una serie di samovar dal ventre rotondo. Coyote prese a parlare con quei conoscenti,
mettendosi al passo con le notizie. Sax si guard intorno sbattendo le palpebre e Spencer, che gli
sedeva accanto, parve quasi altrettanto confuso: aveva vissuto sulla superficie fin dal 2061, e la sua
conoscenza dei rifugi doveva essere quasi totalmente di seconda mano. Quarant'anni di doppia vita:
non c'era da meravigliarsi che apparisse stupefatto.
Coyote and ai samovar e cominci a distribuire minuscole tazze prelevate da una credenza.
Nirgal sedette accanto a Vijjika, con un braccio intorno alla sua vita, assorbendo il suo calore e
vibrando per il contatto della gamba di lei contro la sua. Art sedette dall'altro lato rispetto alla donna, la
faccia larga protesa verso la conversazione come quella di un cane. Vijjika si present e gli strinse la
mano; lui chiuse quelle dita lunghe e delicate nella sua grossa zampa come se volesse baciarle. Questi
sono bogdanoviani gli spieg Nirgal, ridendo della sua espressione e porgendogli una delle piccole
tazze di ceramica distribuite da Coyote. I loro genitori erano prigionieri a Korolyov, prima della
guerra.
Ah comment Art. Siamo molto lontani da l, giusto
S rispose Vijjika. Ecco, i nostri genitori hanno imboccato la Superstrada Transmarineris
appena prima che venisse inondata e alla fine sono arrivati qui. Avanti, prendi questo vassoio, fai
circolare le tazze e presentati a tutti.
Cos Art prese a circolare in mezzo al gruppo e Nirgal pot mettersi al passo con le notizie
parlando con Vijjika. Non riuscirai a credere a quello che abbiamo trovato in una di queste gallerie di
tufo vulcanico disse lei. Siamo diventati fantasticamente ricchi.
Adesso tutti avevano una tazza, quindi fecero una breve pausa per bere il primo sorso insieme.
Poi, dopo qualche allegra esclamazione e un generale schioccare di labbra, ripresero le loro
conversazioni... e Art torn accanto a Nirgal.
Prendi, bevine un po' anche tu lo incit Nirgal. Tutti si devono unire al brindisi,  cos che
fanno qui.
Art bevve un sorso dalla sua tazza, adocchiando con aria dubbiosa quel liquido pi nero del
caff e con un odore orribile. Rabbrivid.  come caff mescolato alla liquirizia. Liquirizia
avvelenata.
Vijjika scoppi a ridere.  kavajava, spieg una miscela di kava e caff.  molto forte e ha
un sapore orribile. Difficile da procurare. Ma non ti arrendere, se riesci a finirne una tazza scoprirai che
ne valeva la pena.
Se lo dici tu... Virilmente, Art butt gi un altro sorso e rabbrivid di nuovo. Orribile!
S. Ma a noi piace. Alcune persone si limitano a estrarre il kavain dalla kava, ma non credo
che sia giusto. I rituali devono avere qualcosa di sgradevole, altrimenti non li si apprezza in modo
adeguato.
Mmm comment Art. Nirgal e Vijjika lo guardarono. E cos eccomi qui in un rifugio del
sottosuolo marziano, continu lui, dopo un momento a sballarmi con qualche droga strana e orribile,
in compagnia di alcuni dei pi famosi membri dei primi cento. E di alcuni giovani nativi di cui non si 
mai saputo nulla sulla Terra.
Funziona osserv Vijjika.
Coyote stava parlando con una donna che era appena al di sotto del livello dei suoi occhi, anche
se sedeva nella posizione del loto su uno dei cuscini e lui era in piedi. Certo, mi piacerebbero un po'
di semi di lattuga romana disse la donna. Per devi accettare un equo compenso per qualcosa di tanto
prezioso.
Non sono cos preziosi ribatt Coyote, con quel suo stile credibile. Ci state gi dando pi
azoto di quanto ne possiamo bruciare.
Certo, ma bisogna avere l'azoto, prima di poterlo dare.
Questo lo so.
Prendi prima di dare, e dai prima di scroccare. E qui abbiamo trovato questa enorme vena di
nitrato di sodio.  puro caliche banco, e queste badlands ne sono piene. Sembra ce ne sia una striscia
fra il tufo e la lava, spessa circa tre metri e che si estende... ecco, ancora non sappiamo quanto si
estenda. Quindi dobbiamo liberarcene.
Ottimo, ottimo replic Coyote. Per questo non  un motivo per cominciare a tenere
potlatch per noi.
Non  un potlatch. Scroccherete l'ottanta percento di quello che vi diamo...
Il settanta percento.
D'accordo, il settanta percento, e noi avremo questi semi e saremo finalmente in grado di
mangiare un'insalata decente con i nostri pasti.
Se riuscirete a farla crescere. La lattuga  delicata.
Avremo tutto il fertilizzante che ci serve.
Coyote scoppi a ridere. Suppongo di s, ma i conti ancora non tornano. Ti dico io cosa
faremo, ti fornir le coordinate di uno di quei camion di uranio che abbiamo mandato nel Ceraunius.
E poi parli di potlatch!
No, no, perch non c' nessuna garanzia che riuscirete a recuperare quella roba. Per saprete
dove si trova, e se la recupererete, allora potrete bruciare un altro picobar di azoto e saremo pari. Che te
ne pare?
Mi sembra ancora troppo.
Continuerai a sentirti cos per via di questo caliche bianco che avete trovato. Ce n' davvero
cos tanto?
Tonnellate, milioni di tonnellate. Queste badlands ne hanno strati dappertutto.
D'accordo, allora forse possiamo ottenere da voi anche un po' di perossido di idrogeno. Ci
servir il carburante per il viaggio nel Sud.
Art si protese verso di loro, come attirato da una calamita. Cos' il caliche bianco?
Nitrato di sodio quasi puro spieg la donna, poi descrisse l'areologia della regione. Il tufo
riolitico, cio la roccia di colore chiaro che li circondava, era stato ricoperto dalla scura lava di andesite
che si stendeva sul tavolato. L'erosione aveva scavato il tufo dovunque esso era esposto dalle crepe
nell'andesite, formando quei burroni con il fondo a galleria e anche rivelando grandi vene di caliche
bianco intrappolate fra i due strati. Il caliche  roccia smossa e polvere, cementate insieme con sali e
nitrati di sodio.
Devono essere stati microorganismi a deporre quello strato dichiar un uomo alle spalle della
donna, ma lei dissent immediatamente.
Potrebbe essere stato un fattore areotermico, o fulmini attirati dal quarzo presente nel tufo.
Presero a discutere come fanno le persone quando un argomento controverso torna a galla per la
millesima volta. Art li interruppe per fare ancora domande sul caliche bianco e la donna gli spieg che
quello bianco era un caliche molto puro, nitrato di sodio fino al settanta percento. Sul tavolo c'era un
blocco di quel minerale, e lei lo pass ad Art per poi tornare a discutere con il suo amico, mentre
Coyote continuava con i baratti con un altro uomo, parlando di altalene e pentole, chilogrammi e
calorie, equivalente e sovraccarico, metri cubici per secondo e picobar, mercanteggiando con perizia e
ottenendo un sacco di risate dalla gente che ascoltava.
A un certo punto, una donna lo interruppe gridando: Senti, non possiamo semplicemente
accettare un ignoto carico di uranio che non siamo neppure certi di poter avere! Questo  un potlatch
sfacciato oppure stai cercando di fregarci, a seconda se troveremo o meno il camion. Che genere di
accordo  questo? Voglio dire, fa schifo comunque vada
Coyote agit la testa con fare malizioso. Dovevo mettere questa posta sul tavolo, altrimenti mi
avreste seppellito nel caliche bianco, giusto? Siamo in viaggio, abbiamo delle sementi, ma poca altra
roba, di certo non milioni di tonnellate di nuovi depositi di caliche! E abbiamo davvero bisogno del
perossido di idrogeno, e anche della pasta, non  soltanto un lusso come i semi di lattuga. Vi dico cosa
faremo, se trovate il camion potete bruciare il suo equivalente e saremo ancora pari. Se non lo trovate,
allora saremo in debito con voi, lo ammetto, ma in quel caso potrete bruciare un dono e saremo pari
comunque.
Ci vorr una settimana di lavoro e un sacco di carburante per recuperare quel camion.
D'accordo, prenderemo altri dieci picobar e ne bruceremo sei.
Affare fatto. La donna scosse il capo, sconcertata. Sei un duro bastardo.
Coyote annu e si alz per tornare a riempire le loro tazze.
Art si gir a fissare Nirgal a bocca aperta. Spiegami cosa  appena successo.
Ecco, rispose Nirgal, sentendo la benevolenza del kava che gli scorreva per tutto il corpo
stanno mercanteggiando. Abbiamo bisogno di cibo e di carburante, quindi eravamo in svantaggio, ma
Coyote se l' cavata piuttosto bene.
Art soppes il blocco bianco. Ma cos' questa storia di prendere azoto, dare azoto e bruciare
azoto? Cosa fate, date fuoco al denaro, quando ne avete?
Ecco, a una parte, s.
Quindi tutti e due cercano di perdere?
Di perdere?
Di venire fuori dalla trattativa rimettendoci.
Rimettendoci?
Dando pi di quello che ricevono.
Ecco, certo.  ovvio.
Oh,  ovvio! Art rote gli occhi. Per... per non potete dare troppo pi di quello che
ricevete. Ho capito bene?
Esatto.
Nirgal guard il suo nuovo amico rimuginare sulla questione.
Ma se date sempre pi di quello che ricevete, come fate ad avere qualcosa da dare, se capisci
cosa intendo?
Nirgal scroll le spalle, lanci un'occhiata a Vijjika e le cinse la vita con fare suggestivo.
Suppongo si debba trovarlo. O fabbricarlo.
Ah.
 l'economia del dono spieg Vijjika.
L'economia del dono?
Fa parte di come gestiamo le cose qui fuori. C' un'economia monetaria per il vecchio sistema
del comprare e pagare, usando unit di perossido di idrogeno come denaro. Per la maggior parte della
gente cerca di cavarsela il pi possibile con lo standard dell'azoto, il che  l'economia del dono.
L'hanno avviata i sufi, e la gente di dove vive Nirgal.
E Coyote aggiunse Nirgal anche se, nel lanciare un'occhiata a suo padre, si rese conto che
Art poteva avere qualche difficolt a visualizzare Coyote come un qualsiasi tipo di teorico
dell'economia. Il quel momento, Coyote era impegnato a digitare freneticamente su una tastiera
accanto a un altro uomo, e quando perse la partita a cui stavano giocando spinse costui gi dal cuscino,
spiegando a tutti che gli era scivolata la mano. Ti sfido a braccio di ferro, il doppio o niente disse.
Lui e il tizio piantarono il gomito sul tavolo, tesero l'avambraccio e iniziarono la sfida.
Braccio di ferro! comment Art. Quella  una cosa che riesco a capire.
Coyote perse nel giro di pochi secondi, e Art prese il suo posto per sfidare il vincitore. Vinse
entro pochi secondi, e ben presto divenne evidente che nessuno poteva resistergli. I bogdanoviani
arrivarono a raggrupparsi di fronte a lui, con tre o quattro mani che serravano la sua, ma lui sbatt sul
piano del tavolo ognuna di quelle combinazioni. D'accordo, ho vinto disse infine, riprendendo posto
sul suo cuscino. Quanto vi devo?
Per evitare le aureole di terreno devastato raggruppate a nord del Monte Olimpo dovettero fare
un ampio giro verso nord, viaggiando di notte e dormendo di giorno.
Art e Nirgal trascorsero molte ore di quelle notti guidando e parlando. Art pose centinaia di
domande, e Nirgal ne fece altrettante, affascinato dalla Terra quanto Art lo era da Marte. Erano una
coppia affiatata, ciascuno molto interessato all'altro, il che era sempre un terreno fertile per l'amicizia.
Nirgal era stato spaventato dall'idea di contattare i terrestri di sua iniziativa, quando gli era
venuta in mente. Era chiaramente un'idea pericolosa, che gli era balenata una notte a Sabishii e non lo
aveva pi abbandonato. Nel corso di molti mesi aveva trascorso ore riflettendoci sopra e facendo
ricerche per capire chi doveva contattare, se avesse deciso di metterla in pratica. Quanto pi
apprendeva, tanto pi si rafforzava in lui la sensazione che quella fosse una buona idea, che stringere
un'alleanza con un potere terrestre fosse di importanza nevralgica per le loro speranze. Tuttavia, era
certo che i membri dei primi cento che conosceva non avrebbero voluto correre il rischio di un contatto.
Se lo avesse fatto, avrebbe dovuto agire da solo. Il rischio, la posta in gioco...
Aveva provato con la Praxis a causa di quello che aveva letto su di essa. Era stato un tiro alla
cieca, come lo  la maggior parte delle azioni di importanza decisiva. Era stato un atto istintivo: il
viaggio a Burroughs, l'ingresso negli uffici della Praxis sulla Hunt Mesa, le ripetute richieste di un
contatto diretto con William Fort.
Aveva avuto quel contatto, anche se di per s questo non significava niente. In quel primo
momento, per, quando aveva avvicinato Art su quella strada di Sheffield, aveva compreso di aver fatto
bene. E che la Praxis aveva agito bene a sua volta. Nell'espressione di quel grosso uomo c'era stata una
qualit che lui aveva trovato subito rassicurante... una franchezza, una capacit disinvolta e cordiale.
Per usare il vocabolario della sua infanzia, un equilibrio di due mondi. Un uomo di cui si fidava.
Una caratteristica di un'azione valida  che in retrospettiva essa appare inevitabile. Adesso,
mentre le lunghe notti del loro viaggio trascorrevano alla luce delle immagini a infrarossi, parlavano
uno con l'altro come se anche loro si vedessero a vicenda agli infrarossi. Il loro dialogo andava avanti
all'infinito e imparavano a conoscersi a vicenda, a diventare amici. L'impulsivo protendersi di Nirgal
verso la Terra avrebbe funzionato, lo vedeva proprio davanti a s ora dopo ora, nell'espressione sul
volto di Art, nella curiosit, nell'interesse.
Parlavano di tutto, come fa la gente. Del loro passato, delle loro opinioni, delle loro speranze.
Nirgal passava la maggior parte del tempo cercando di spiegare Zigote e Sabishii. Ho trascorso alcuni
anni a Sabishii. L gli issei gestiscono un'universit aperta. Non c' documentazione. Frequenti le
classi che vuoi, e hai rapporti con il tuo insegnante e nessun altro. Gran parte di Sabishii opera in via
non ufficiale.  la capitale del mondo di mezzo, come Tholus Tharsis, solo che  molto pi grande. Una
grande citt. L ho incontrato un sacco di gente, da tutto Marte.
Il romanticismo di Sabishii gli si riversava nella mente, i ricordi inondavano i suoi discorsi di
tutta la loro profusione di avvenimenti, di sensazioni... tutte le singole emozioni di quel periodo, per
quanto contraddittorie e incompatibili, di nuovo sperimentate simultaneamente in un denso accordo
polifonico.
Deve essere stata un'esperienza notevole, comment Art dopo essere cresciuto in un posto
come Zigote.
Oh, lo  stata.  stato meraviglioso.
Parlamene.
Nirgal si chin in avanti sul sedile, tremando un po', e cerc di trasmettere com'era stato.
All'inizio era stato cos strano. L gli issei avevano realizzato cose incredibili: mentre i primi
cento litigavano, lottavano sparsi per tutto il pianeta, cominciavano una guerra e adesso erano morti o
nascosti, il primo gruppo di coloni giapponesi, i duecentoquaranta che avevano fondato Sabishii appena
sette anni dopo l'arrivo dei primi cento, erano rimasti accanto al sito di atterraggio e avevano costruito
una citt. Avevano assorbito tutti i cambiamenti che erano seguiti, inclusa la presenza di un mohole
proprio accanto alla loro citt: avevano semplicemente preso possesso dello scavo e usato i materiali di
scarto come materiali da costruzione. Quando l'inspessirsi dell'atmosfera lo aveva reso possibile,
avevano coltivato il terreno circostante, che era alto e roccioso, una terra tutt'altro che facile, fino a
vivere in mezzo a una diffusa foresta nana, un krummholz bonsai, con bacini alpini nelle terre alte
sopra di esso. Durante le catastrofi del 2061 non si erano mai mossi e, considerati neutrali, erano stati
lasciati in pace dalle transnazionali. In quella solitudine avevano preso la roccia estratta dal loro
mohole e ne avevano ricavato sinuosi terrapieni, attraversati da una rete di gallerie e di stanze, pronti a
nascondere la gente del Sud.
Cos, avevano inventato il mondo di mezzo, la societ di Marte pi complessa e sofisticata,
piena di persone che si incrociavano per strada come sconosciuti ma di notte si incontravano nelle
stanze per parlare, suonare musica e fare l'amore. Perfino le persone che non facevano parte del
sottosuolo erano interessanti, perch gli issei avevano fondato un'universit, l'universit di Marte, dove
molti degli studenti, forse un terzo del totale, erano giovani e nati sul pianeta. Sia che questi giovani
nativi appartenessero al mondo della superficie o provenissero dal sottosuolo, si riconoscevano senza
difficolt l'un l'altro come persone che l erano a casa, in un milione di modi sottili, come nessuna
persona nata sulla Terra sarebbe mai potuta essere. E cos parlavano, suonavano musica, facevano
l'amore, e naturalmente in questo modo parecchi nativi della superficie venivano iniziati alla
conoscenza del sottosuolo, finch era cominciato a sembrare che tutti i nativi sapessero tutto, e fossero
naturali alleati.
Il corpo insegnanti includeva molti issei e nissei di Sabishii, oltre a distinti visitatori da tutto
Marte e perfino dalla Terra. Anche gli studenti arrivavano da ogni dove. L, in quella grande e bella
citt vivevano, studiavano, giocavano nelle strade, nei giardini e nei padiglioni aperti, vicino a laghetti
e nei caff, e sugli ampi viali erbosi, in una sorta di Kyoto marziana.
Nirgal aveva visto la citt per la prima volta durante una breve visita insieme a Coyote. L'aveva
trovata troppo grande, troppo affollata, con troppi sconosciuti. Mesi dopo, per, stanco di girovagare
nel Sud con Coyote, in un'esistenza tanto solitaria per la maggior parte del tempo, si era ricordato di
quel posto come se fosse stato la sola destinazione possibile. Sabishii!
Ci era andato e si era sistemato in una stanza in un sottotetto, pi piccola della sua stanza di
bamb a Zigote, a stento pi grande del suo letto. Aveva preso parte a classi, corse, bande di calypso,
gruppi che si riunivano nei caff. Aveva imparato quante cose contenesse in effetti il suo leggio. Aveva
scoperto quando fosse incredibilmente ignorante e provinciale. Coyote lo aveva rifornito di blocchi di
perossido di idrogeno, che lui vendeva agli issei in cambio del denaro di cui aveva bisogno. Ogni
giorno era stato un'avventura, quasi del tutto non pianificata, solo un susseguirsi di incontri di ora in
ora, avanti e avanti, finch non crollava, spesso dove si trovava. Di giorno studiava areologia e
ingegneria ecologica, dando un fondamento matematico a queste discipline che aveva cominciato ad
apprendere a Zigote, e scoprendo dai tutorial con Etsu e dal lavoro in s stesso, che aveva ereditato in
parte il dono di sua madre del vedere con chiarezza l'interazione di tutti i componenti di un sistema. Le
giornate erano dedicate a questo lavoro straordinario e affascinante. Cos tante vite umane votate
all'acquisizione di quella branca del sapere! E quanto erano vari i poteri che esso dava loro nel mondo!
Poi, la notte, gli era capitato di dormire per terra a casa di un amico, dopo aver parlato con un
beduino duecentoquarantenne della Guerra transcaucasica, e la notte successiva di suonare la grancassa
o la marimba fino all'alba con venti altri latinoamericani e polinesiani imbottiti di kava-java, e la notte
dopo di essere nel letto di una di quelle brune bellezze della banda, donne allegre quanto Jackie nei
suoi momenti migliori e molto meno complicate. La notte dopo ancora poteva andare con alcuni amici
ad assistere a un'opera di Shakespeare, il Re Giovanni, e osservare la grande X formata dalla struttura
della commedia, con Giovanni che all'inizio  in posizione privilegiata e finisce miseramente, e il
bastardo che parte da una misera condizione per finire in posizione elevata, e tremare per l'eccitazione
nel guardare la scena critica dell'incrociarsi di quella X, quando Giovanni ordina la morte del giovane
Arturo. E in seguito passeggiare con i suoi amici per la citt, parlando della commedia e di quello che
diceva riguardo alle fortune di certi issei, o alle varie forze su Marte, o sulla situazione stessa fra Marte
e la Terra. E la notte successiva, dopo che alcuni di loro avevano trascorso la giornata fuori sulle
colline, correndo ed esplorando gli alti bacini, nel suo tentativo di vedere quanto pi poteva di quella
terra, capitava che rimanessero fuori a dormire in una piccola tenda di sopravvivenza, accampati in uno
degli altri circhi a est della citt, scaldando qualcosa da mangiare al tramonto mentre le stelle
apparivano ovunque nel cielo purpureo e i fiori alpini svanivano nel bacino di roccia che li conteneva
tutti come il palmo della mano di un gigante.
Giorno dopo giorno, quell'incessante interazione con sconosciuti gli aveva insegnato almeno
tanto quanto aveva imparato nel seguire le classi. Non che Zigote lo avesse lasciato del tutto ignorante:
i suoi abitanti gli avevano offerto una cos grande variet di comportamenti umani da lasciargli poche
sorprese da quel punto di vista. In effetti, come aveva cominciato a capire, era stato allevato in una
sorta di manicomio di eccentrici, persone fortemente distorte dalla pressione eccessiva di quegli anni su
Marte.
Per c'erano comunque state ancora delle sorprese. I nativi delle citt del Nord, per esempio... e
non soltanto loro, ma quasi chiunque non venisse da Zigote... erano molto meno fisici nei rapporti
reciproci di quanto lui fosse abituato a essere. Non si toccavano, abbracciavano o accarezzavano molto
a vicenda, n si spingevano o colpivano... e neppure facevano il bagno insieme, anche se alcuni
avevano imparato a farlo nei bagni pubblici di Sabishii. Quindi lui aveva sempre sorpreso la gente con
il suo tocco. Aveva detto cose strane. Gli era piaciuto correre per tutto il giorno. Quali che ne fossero i
motivi, a mano a mano che passavano i mesi e si trovava coinvolto in un'infinita variet di gruppi,
bande, cellule e gang, si era reso conto che lui spiccava in qualche modo, che era il punto focale di
alcuni gruppi, che c'era un gruppetto che lo seguiva di caff in caff, di giorno in giorno. Che c'era una
cosa che si poteva definire il gruppo di Nirgal'. Aveva ben presto imparato a distogliere l'attenzione
da s, se non la desiderava. Ma a volte aveva scoperto di volerla.
E spesso succedeva quando Jackie era presente.
Di nuovo Jackie! osserv Art. Non era la prima volta, e neppure la decima, che il suo nome
saltava fuori.
Nirgal annu, sentendo il cuore mancargli un battito.
Anche Jackie si era trasferita a Sabishii poco dopo di lui. Aveva preso una stanza vicino alla sua
e frequentato alcune delle sue stesse classi. E nel gruppo fluttuante dei loro pari, a volte si erano messi
in mostra uno a beneficio dell'altra, soprattutto nella situazione estremamente frequente in cui uno dei
due era impegnato a sedurre qualcuno, o a esserne sedotto.
Avevano per imparato ben presto che quella era una cosa che non si potevano concedere, se
volevano evitare di allontanare altri compagni, cosa che nessuno dei due desiderava. Si erano quindi
lasciati reciprocamente in pace, tranne per il fatto che ciascuno detestava profondamente il partner
scelto dall'altro. Cos, in un certo senso, avevano giudicato i reciproci partner e ammesso la loro mutua
influenza. E tutto questo senza una parola, con quel raro comportamento come unico segno del potere
che esercitavano l'uno sull'altra. Entrambi se l'erano fatta con un sacco di altre persone, creando nuove
relazioni, amicizie, avendo storie. Qualche volta non si erano visti per settimane. E tuttavia, a un livello
pi profondo (Nirgal scosse il capo con aria contrariata nel cercare di spiegare questa cosa ad Art) si
appartenevano a vicenda'.
Se uno dei due aveva bisogno di una conferma di quel legame, l'altro rispondeva alla seduzione
con una fiammata di eccitazione e partivano per la tangente. Questo era successo solo tre volte, nei tre
anni trascorsi a Sabishii, e tuttavia a causa di quegli incontri Nirgal sapeva che loro due erano legati
dall'infanzia condivisa e da tutto quello che era successo in essa, certo, ma anche da qualcosa di pi.
Tutto quello che facevano insieme era diverso da quando lo facevano con altra gente, era pi intenso.
Con il resto delle sue conoscenze non c'era niente che fosse cos intriso di significato, o di
pericolo.
Aveva amici... una ventina, un centinaio, cinquecento. Diceva sempre di s. Faceva domande e
ascoltava e dormiva di rado. Andava agli incontri di cinquanta diverse organizzazioni politiche ed era
d'accordo con le idee di tutte, passava molte notti a parlare, a decidere il destino di Marte, e poi della
razza umana. Con alcune persone ingranava meglio che con altre. Poteva parlare con un nativo del
Nord e provare un'empatia immediata, avviare un'amicizia che sarebbe durata per sempre. La maggior
parte delle volte era cos. Di tanto in tanto, per, rimaneva del tutto sorpreso da qualche azione
completamente estranea alla sua comprensione e questo gli ricordava ancora una volta che genere di
educazione da recluso e addirittura claustrofobica avesse ricevuto a Zigote, che sotto certi aspetti lo
aveva lasciato ingenuo come un essere fatato cresciuto sotto una conchiglia di abalone.
No, non  stato Zigote a formarmi disse ad Art, guardando alle loro spalle per essere certo
che Coyote dormisse davvero. Non puoi scegliere la tua infanzia,  soltanto ci che ti succede, ma
dopo fai delle scelte. Io ho scelto Sabishii. Ed  stato questo che mi ha formato davvero.
Forse comment Art, massaggiandosi la mascella. Per l'infanzia non  fatta solo di quegli
anni. Sono anche le opinioni che ti formi al riguardo in seguito.  per questo che la nostra infanzia 
tanto lunga.
Un'alba, il colore viola scuro del cielo illumin la spettacolare pinna dell'altura di Acheron, a
nord, che incombeva come una Manhattan di solida roccia che non fosse stata ancora scolpita nei
singoli grattacieli. Il canyon sottostante la pinna era multicolore, il che conferiva a quella terra
fratturata un aspetto dipinto. Quelli sono un sacco di licheni comment Coyote. Sax prese posto sul
sedile accanto al suo e si protese fin quasi a toccare il parabrezza con il naso, la massima animazione
che avesse dimostrato da quando lo avevano salvato.
Proprio sotto la cima della pinna dell'Acheron c'era una fila di finestre a specchio, come una
collana di diamanti, e sulla cima dell'altura stessa si vedeva una lunga massa verde sotto il bagliore
effimero di una cupola. Pare sia stata rioccupata! esclam Coyote.
Sax annu.
Mi chiedo chi ci sia l osserv Spencer, che guardava da sopra le loro spalle.
Non c' nessuno rispose Art, e quando tutti lo fissarono, prosegu: Ne ho sentito parlare
durante il mio corso di orientamento a Sheffield.  un progetto della Praxis. L'hanno ricostruita e tutto
 pronto. Adesso stanno solo aspettando.
Aspettando cosa?
Fondamentalmente, Sax Russell. Taneev, Kohl, Tokareva, Russell... Guard verso Sax,
scrollando le spalle con aria di scusa.
Lui gracchi qualcosa che sembrava quasi una parola.
Ehi! esclam Coyote.
Sax si schiar la gola e tent di nuovo. La sua bocca si sporse a formare una piccola O e un
rumore orribile cominci a risuonare nel profondo della sua gola: P-p-p... Guard verso Nirgal, come
se lui sapesse cosa cercava di dire.
Perch? sugger Nirgal, e Sax annu.
Nirgal sent le guance che gli bruciavano quando una scarica elettrica di intenso sollievo gli
corse sulla pelle, e balz in piedi per abbracciare con forza l'ometto. Allora capisci!
Ecco, stava dicendo Art lo hanno fatto come una sorta di gesto.  stata un'idea di Fort, il
tizio che ha fondato la Praxis. Forse torneranno' pare che abbia detto alla gente della Praxis a
Sheffield. Non so se abbia pensato o meno agli aspetti pratici della cosa.
Questo Fort  strano osserv Coyote, e Sax annu di nuovo.
 vero convenne Ari. Per vorrei che poteste incontrarlo. Mi ricorda le storie che raccontate
su Hiroko.
Lui sa che siamo qui? domand Spencer.
Nirgal sent il cuore che gli accelerava i battiti, ma Art non mostr nessun segno di disagio.
Non lo so. Lo sospetta. Vuole che siate qui.
Dove vive? domand Nirgal.
Non lo so. Art descrisse la sua visita a Fort. Quindi non so esattamente dove sia. Da qualche
parte sul Pacifico. Se per riuscissi a contattarlo...
Nessuno rispose.
Bene, magari in seguito disse Art.
Sax stava guardando oltre il basso parabrezza del rover, in direzione della distante pinna di
roccia con la minuscola fila di finestre illuminate che indicava i laboratori dietro di esse, vuoti e
silenziosi. Coyote protese una mano a stringergli il collo. Tu vuoi tornare, vero?
Sax gracchi qualcosa.
Sulle vuote pianure di Amazonis c'erano pochi insediamenti di qualsiasi tipo. Quella era
un'area remota, e l'attraversarono rapidamente diretti a sud, notte dopo notte, dormendo di giorno nella
cabina oscurata del veicolo. Il loro principale problema era trovare nascondigli adeguati. Su quella
piatta pianura aperta, l'auto spiccava come un masso erratico glaciale, e l'Amazonis non era altro che
pianura, piatta e aperta. Di solito si addossavano alla parete di qualche ejecta intorno a uno dei pochi
crateri che oltrepassavano. Dopo il pasto dell'alba, a volte Sax esercitava la voce e gracchiava parole
incomprensibili, tentando di comunicare con loro e fallendo. Questo turbava Nirgal pi di quanto
paresse infastidire lo stesso Sax che, anche se chiaramente frustrato, non pareva addolorato. D'altronde,
lui non aveva cercato di parlare a Simon in quelle ultime settimane...
Compiaciuti anche di quel minimo progresso, Coyote e Spencer passavano ore a fare domande
a Sax e a sottoporlo a test prelevati dall'IA del leggio nel tentativo di capire quale fosse il problema.
Si tratta ovviamente di afasia disse Spencer. Ho paura che l'interrogatorio abbia causato un ictus. E
alcuni ictus possono provocare quella che chiamiamo afasia motoria, non fluente.
Esiste un'afasia fluente? chiese Coyote.
Pare di s. Motoria, o non fluente,  quando il soggetto ha difficolt a parlare, o a trovare le
parole giuste, ed  consapevole del problema.
Sax annu, come a confermare quella descrizione.
Nell'afasia fluente il soggetto parla a lungo, ma  inconsapevole che quello che dice non ha
senso.
Conosco un sacco di gente con quel problema comment Art.
Spencer lo ignor. Dobbiamo portare Sax da Vlad, Ursula e Michel.
 quello che stiamo facendo. Coyote strinse il braccio di Sax prima di ritirarsi nella sua
cuccetta.
La quinta notte dopo aver lasciato i bogdanoviani, si avvicinarono all'equatore e alla doppia
barriera del cavo caduto dell'ascensore. Coyote aveva gi oltrepassato la barriera in quella regione in
passato, usando un ghiacciaio formato nella Valle di Mangala da una delle esplosioni delle falde
acquifere del 2061. Durante i disordini, l'acqua e il ghiaccio si erano riversati lungo il vecchio arroyo
per centocinquanta chilometri, e il ghiacciaio che si erano lasciati alle spalle quando la piena era
ghiacciata aveva seppellito entrambe le spire del cavo caduto, al 152 di longitudine. Coyote aveva
trovato su quel tratto insolitamente uniforme di ghiacciaio un percorso che lo aveva portato oltre la
doppia barriera del cavo.
Purtroppo, quando si avvicinarono al Ghiacciaio Mangala... una lunga massa di ghiaccio
marrone coperto di ghiaia che riempiva il fondo di una stretta valle... scoprirono che era cambiato
dall'ultima volta che Coyote era stato laggi. Dov' la rampa di accesso? continu a domandare.
Era proprio qui.
Sax gracchi, poi fece un movimento con le mani, come se impastasse, continuando a fissare il
ghiacciaio attraverso il parabrezza.
Nirgal aveva difficolt a cogliere la sua superficie: era una sorta di staticit visiva, tutta chiazze
bianco sporco, grigie, nere e fulve, ammassate insieme al punto che era difficile distinguere dimensioni,
forma o distanza. Forse non  lo stesso posto sugger.
So che  lo stesso ribatt Coyote.
Ne sei certo?
Ho lasciato dei contrassegni. Guarda, eccone uno laggi. Quella pista si addentra sulla morena
laterale, ma pi avanti ci dovrebbe essere una rampa di accesso al ghiaccio liscio, e invece c' soltanto
un muro di iceberg. Merda, ho usato questa pista per dieci anni.
Sei stato fortunato ad averla a disposizione per tanto tempo comment Spencer. Sono pi
lenti dei ghiacciai terrestri, ma scorrono comunque verso valle.
Coyote si limit a grugnire. Sax gracchi, poi batt un colpetto sulla porta interna del portello
stagno. Voleva uscire.
Tanto vale farlo borbott Coyote, studiando la mappa sullo schermo. Dovremo comunque
passare qui la giornata.
Cos nella luce che precedeva l'alba Sax prese ad aggirarsi fra i detriti sollevati dal passaggio
del ghiacciaio: una piccola creatura eretta, con una luce che gli usciva dal casco, come un pesce
abissale che andasse in cerca di cibo. Qualcosa in quella vista fece contrarre la gola a Nirgal, che
indoss una tuta e usc per tenergli compagnia.
Prese a gironzolare in quella grigia mattina gelida, passando di roccia in roccia nel seguire il
percorso tortuoso di Sax attraverso la morena. Illuminati uno a uno nel cono di luce del casco di Sax
c'erano piccoli mondi spettrali, dune e massi cosparsi di basse piante spinose che riempivano le crepe e
le depressioni sotto le rocce. Era tutto grigio, ma i toni di grigio delle piante erano sfumati di verde
oliva, cachi o marrone, con occasionali chiazze pi chiare che erano fiori, senza dubbio pieni di colore
sotto il sole, ma che ora apparivano di chiare e luminose tonalit di grigio, splendendo in mezzo alle
spesse foglie pelose. Attraverso l'intercom, Nirgal sent Sax schiarirsi la gola nell'indicare una roccia.
Nirgal si accoccol per esaminarla: nelle sue crepe crescevano quelli che sembravano funghi secchi,
con punti neri su tutto il cappello rinsecchito e cosparsi di quello che pareva uno strato di sale. Sax
gracchi mentre Nirgal ne toccava uno, ma non riusc a dire quello che voleva. R-r-r...
Si fissarono a vicenda. Va tutto bene disse Nirgal, assalito ancora una volta dal ricordo di
Simon. Passarono a un'altra chiazza di fogliame. Le aree che sostentavano le piante parevano come
piccole stanze esterne, separate da zone di roccia grigia e sabbia. Sax pass circa quindici minuti in
ciascun gelido fellfield, incespicando goffamente di qua e di l. C'erano un sacco di piante di generi
differenti, e solo dopo che ebbero visitato parecchie vallette Nirgal cominci a vederne alcune che
apparivano ripetutamente. Nessuna somigliava a quelle che crescevano a Zigote, e neppure alle piante
degli arboreti di Sabishii. Solo le variet di prima generazione, come licheni, muschi ed erba avevano
un'aria familiare, come quelle che coprivano il terreno degli alti bacini al di sopra di Sabishii.
Sax non cerc di parlare ancora, ma la sua lampada era come un dito puntato, e spesso Nirgal
indirizzava la propria nella stessa area, raddoppiando l'illuminazione. Il cielo si tinse di rosa, e
cominciarono ad avere la sensazione di essere nell'ombra del pianeta, con la luce del sole proprio sopra
di loro.
Dr...! disse poi Sax, puntando la lampada verso un erto pendio di ghiaia, su cui cresceva un
intreccio di rami lignei, simili a una rete messa l per tenere la ghiaia al suo posto. Dr...!
Driade annu Nirgal, riconoscendo la pianta.
Sax annu con enfasi. Sotto i loro piedi, le rocce erano coperte da chiazze di licheni color verde
chiaro. Lui ne indic una e disse: Mela. Rosso. Mappa. Muschio.
Ehi, lo hai detto davvero bene! esclam Nirgal.
Sorse il sole, che proiett una serie di ombre sul pendio ghiaioso. Improvvisamente i piccoli
fiori della driade vennero investiti dalla luce, con i petali bianchi che racchiudevano gli stami dorati.
Dri-a-de gracchi Sax. Adesso i raggi delle lampade erano invisibili, e i fiori splendevano nella luce
diurna. Nirgal sent un rumore nell'intercom che lo indusse a scrutare nel casco di Sax, e vide che stava
piangendo, con le lacrime che gli colavano lungo le guance.
Nirgal studi le mappe e le foto della regione. Ho un'idea disse a Coyote. Quella notte si
diressero verso il Cratere Nicholson, quattrocento chilometri a ovest. Nel cadere, il cavo doveva essere
atterrato attraverso quel vasto cratere, almeno nel suo primo passaggio, e a Nirgal pareva che potesse
esserci un qualche tipo di frattura o di apertura vicino all'orlo.
In effetti, quando risalirono la bassa collina dalla sommit piatta che era il versante
settentrionale del cratere, arrivarono al suo bordo eroso e si trovarono di fronte la strana vista di una
linea nera che attraversava il centro del cratere a quaranta chilometri di distanza e pareva un manufatto
di una qualche razza di giganti dimenticata da tempo. Un capello... cominci Coyote.
Del Grande Uomo sugger Spencer.
O un filo interdentale molto sporco comment Art.
Il versante interno del cratere era molto pi erto di quello esterno, ma c'erano diversi percorsi
fra cui scegliere e guidarono senza problemi gi per il percorso stabilizzato di un'antica frana, poi
attraversarono il cratere seguendo la curva della parete interna occidentale. Quando si avvicinarono al
cavo, videro che emergeva da una depressione che aveva prodotto nell'orlo e pendeva con grazia
all'interno del cratere, come il cavo di sostegno di un ponte sepolto.
Passarono lentamente sotto di esso. Nel punto in cui si stendeva oltre l'orlo, era a quasi settanta
metri dal fondo, e non arrivava a toccarlo se non un chilometro pi avanti. Puntarono verso l'alto le
videocamere del veicolo e ne osservarono le immagini con curiosit, ma il cilindro nero appariva
anonimo sullo sfondo delle stelle, e poterono solo avanzare supposizioni su ci che il calore della
discesa aveva fatto al carbonio.
Questa  stata una bella mossa comment Coyote, mentre risalivano un liscio pendio di
depositi eolici, valicando l'orlo attraverso un altro passo e uscendo dal cratere. Adesso speriamo che
ci sia il modo di valicare il secondo passaggio del cavo.
Dal fianco meridionale del Nicholson potevano vedere verso sud per molti chilometri, e a met
strada dall'orizzonte c'era la linea nera del secondo passaggio del cavo. Quella sezione aveva avuto un
impatto cento volte pi violento del primo passaggio, e due strisce di ejecta correvano parallele al cavo
come tumuli henge. Pareva che il cavo sporgesse a stento dalla trincea che aveva scavato nella pianura.
Quando furono pi vicini, zigzagando fra i massi ejecta, videro che il cavo era una massa
infranta di macerie nere, un cumulo di carbonio dai tre ai cinque metri pi alto della pianura, e dai lati
erti, per cui non pareva che sarebbe stato possibile passare su di esso con il veicolo.
A est, tuttavia, c'era un avvallamento nel cumulo di detriti, e quando si spostarono lungo la
linea per indagare, scoprirono che una meteora, successivamente alla caduta del cavo, era piombata sui
suoi resti, schiacciando il cavo e i massi ejecta su ambo i lati e creando un nuovo, basso cratere
punteggiato di frammenti neri di cavo e da qualche pezzo della matrice di diamante che aveva formato
una spirale al suo interno. Quel cratere era un pasticcio disordinato, senza un bordo ben definito che
impedisse il passaggio, e pareva che sarebbe stato possibile trovare un percorso per attraversarlo.
Incredibile disse Coyote.
Sax scosse vigorosamente il capo. Pho... pho...
Phobos complet per lui Nirgal, e Sax annu.
Lo credi davvero? esclam Spencer.
Sax scroll le spalle, ma Spencer e Coyote discussero con entusiasmo di quella possibilit. Il
cratere appariva ovale, un cosiddetto cratere a tinozza, il che andava a sostegno dell'idea di un basso
angolo d'impatto. E mentre il fatto che una meteora errante avesse colpito il cavo nei quarant'anni
trascorsi dalla sua caduta sarebbe stato una coincidenza notevole, i frammenti di Phobos erano invece
caduti tutti nella zona equatoriale, per cui era meno sorprendente che un pezzo avesse centrato il cavo.
Anche se  ancora molto utile sottoline Coyote, dopo che ebbero oltrepassato il piccolo cratere e
furono arrivati a sud della zona degli ejecta.
Parcheggiarono vicino a uno degli ultimi, grossi pezzi di ejecta, indossarono le tute e tornarono
indietro per dare un'occhiata al sito.
C'erano pezzi brecciati di roccia ovunque, per cui non era ovvio quali appartenessero alla
meteora e quali ejecta fossero stati portati in superficie dalla caduta del cavo, ma Spencer era piuttosto
bravo a identificare le rocce e raccolse parecchi campioni che secondo lui erano condrite carbonacea
esotica, molto probabilmente pezzi della roccia d'impatto. Ci sarebbe voluta un'analisi chimica per
esserne sicuri, ma quando rientrarono nel veicolo li esamin sotto una lente d'ingrandimento e si disse
certo che fossero pezzi di Phobos. Arkady mi ha mostrato un frammento proprio come questo, la
prima volta che  venuto. Si passarono l'un l'altro un pesante pezzo di roccia nera dall'aspetto
bruciato. La brecciazione l'ha alterata afferm Spencer, esaminando la pietra quando torn nelle sue
mani. Suppongo la si debba chiamare phobosite.
Non  certo la roccia pi rara su Marte comment Coyote.
A sudest del Cratere Nicholson i due grandi canyon paralleli della Fossae Medusa correvano per
oltre trecento chilometri fin nel cuore delle terre alte meridionali. Coyote decise di puntare verso il
Medusa Est, la pi grande delle due gole. Mi piace attraversare i canyon quando posso, per vedere se
le pareti hanno sporgenze o grotte.  stato cos che ho trovato la maggior parte dei miei nascondigli.
E se ti imbattessi in una scarpata trasversale che attraversa tutto il canyon? chiese Nirgal.
Tornerei indietro. L'ho fatto una quantit inumana di volte, su questo non ci sono dubbi.
Cos per il resto della notte risalirono il canyon, che risult avere perlopi un fondo piatto. La
notte successiva, mentre proseguivano verso sud, il fondo del canyon cominci a salire in una serie di
gradini che riuscirono sempre a superare. Poi arrivarono a un nuovo e pi alto livello di fondo piatto e
Nirgal, che stava guidando, fren di colpo. Ci sono degli edifici lass!
Si radunarono tutti per guardare attraverso il parabrezza. All'orizzonte, sotto la parete orientale
del canyon, si scorgeva un gruppo di piccoli edifici, bianchi e silenziosi.
Dopo averli esaminati per mezz'ora con i vari rilevatori di immagini e scanner del veicolo,
Coyote scroll le spalle. Nessuna traccia evidente di elettricit o di calore. Sembra che in casa non ci
sia nessuno. Andiamo a dare un'occhiata.
Cos puntarono verso le strutture e si fermarono accanto a una porzione massiccia della parete
dell'altura, che era rotolata lontano da essa. Da quella distanza potevano vedere che gli edifici
sorgevano all'aperto, senza una cupola che li circondasse: sembravano blocchi di solida roccia
biancastra, come il caliche bianco nelle badlands a nord del Monte Olimpo. Piccole figure bianche
erano immobili in mezzo alle costruzioni, sulla piazza bianca cinta da alberi candidi. Tutto era fatto di
pietra.
Una statua disse Spencer. Una citt di pietra!
Med gracchi Sax, poi colp con rabbia il cruscotto, quattro violente manate che sorpresero
tutti. Me... du... sa!
Spencer, Art e Coyote scoppiarono a ridere e gli assestarono pacche sulle spalle come se
stessero cercando di conficcarlo nel pavimento. Poi tutti si rimisero la tuta e uscirono per dare
un'occhiata pi da vicino.
Le pareti bianche degli edifici brillavano in modo spettrale alla luce delle stelle, come
gigantesche sculture di sapone. C'erano almeno venti costruzioni, molti alberi e un paio di centinaia di
persone... e anche alcune decine di leoni, mescolati alla gente. Tutto scolpito nella pietra bianca, che
Spencer identific come alabastro. La piazza centrale sembrava essere stata pietrificata durante una
partita a scacchi, con pezzi alti fino alla cintola disposti su una grande scacchiera. I pezzi neri e i
quadrati scuri della scacchiera spiccavano in modo drammatico in tutto quel candore... onice in un
mondo di alabastro.
Un altro gruppo di statue era rivolto verso un giocoliere, che aveva lo sguardo sollevato verso
palle invisibili. Parecchi leoni osservavano con attenzione la sua esibizione, quasi fossero stati pronti a
colpire qualcosa in aria se il giocoliere si fosse avvicinato troppo. Tutti i volti delle statue, umani e
felini, erano arrotondati e quasi privi di lineamenti, ma ognuno esprimeva in qualche modo un
atteggiamento.
Guardate la disposizione circolare degli edifici disse Spencer attraverso l'intercom. 
architettura bogdanoviana, o qualcosa del genere
Nessun bogdanoviano mi ha mai parlato di questo posto replic Coyote. Non credo che
nessuno di loro sia mai stato in questa regione e non conosco nessuno che lo abbia fatto.  molto
remota. Si guard intorno, con un sorriso che gli affiorava dietro il visore. Qualcuno ha dedicato
parecchio tempo a tutto questo.
La gente fa cose strane comment Spencer.
Ignorando quella conversazione, Nirgal si spost intorno al perimetro della struttura, scrutando
un volto indistinto dopo l'altro, guardando oltre le soglie e le finestre di pietra bianca, con il sangue che
gli si risvegliava nelle vene. Era come se lo scultore avesse creato quel posto per parlargli, per colpirlo
con la sua visione. Il mondo bianco della sua infanzia, immerso nel verde... o, qui fuori, nel rosso. E
c'era qualcosa nella pace di quel luogo, che non era soltanto immobilit ma la meravigliosa rilassatezza
di tutte quelle figure, la calma fluida dei loro atteggiamenti. Marte poteva essere cos. Basta
nascondersi, basta lottare, solo bambini che correvano intorno alla piazza del mercato e leoni che si
aggiravano come gatti in mezzo a loro...
Dopo un giro completo della citt di alabastro fecero ritorno al veicolo e si rimisero in marcia.
Circa quindici minuti pi tardi, Nirgal avvist un'altra statua, solo un volto bianco in bassorilievo che
emergeva dalla parete dell'altura opposta alla citt. La Medusa in persona sorrise Spencer. Lo
sguardo da basilisco della Gorgone era diretto verso la citt, i serpenti di pietra che erano i suoi capelli
si allargavano dalla sua testa per scomparire nella roccia, come se la pietra l'avesse afferrata per la sua
coda di cavallo fatta di serpi per impedirle di emergere completamente sul pianeta.
Splendido disse Coyote. Memorizzate quella faccia. Se non mi sbaglio, quello  un
autoritratto dello scultore. E continu a guidare senza fermarsi. Nirgal fiss con curiosit il volto di
pietra: sembrava asiatico, anche se forse quello era soltanto l'effetto dovuto all'avere i capelli di
serpenti tirati all'indietro. Cerc di memorizzarne i tratti, perch sentiva che era qualcuno che gi
conosceva.
Emersero dal canyon della Medusa prima dell'alba e si fermarono per nascondersi durante il
giorno e per pianificare la mossa successiva. Oltre il Cratere Burton, che si trovava davanti a loro, la
Fossae Mnemonia tagliava il territorio da est a ovest per centinaia di chilometri, bloccando loro la via
verso sud. Dovevano dirigersi a ovest, verso i Crateri Williams ed Eriksson, poi di nuovo a sud verso il
Cratere Columbus, per poi imboccare una strettoia che dava accesso a Fossae Sirenium, pi a sud... e
cos via. Si trattava di una danza continua intorno a crateri, crepe, scarpate e depressioni. Le terre alte
meridionali erano estremamente aspre se paragonate ai lunghi panorami uniformi del Nord. Art fece un
commento su quella differenza e Coyote ribatt, in tono irritato: Questo  un pianeta, amico. Ci sono
terreni di tutti i tipi.
Ogni giorno si destavano al suono di una sveglia puntata un'ora prima del tramonto, e usavano
l'ultima ora di luce per mangiare un po' di colazione... in fretta, osservando i colori vividi del tramonto
che si fondevano con le ombre su quel panorama selvaggio. Poi viaggiavano per tutta la notte, senza
essere neppure in grado di usare il pilota automatico, navigando a vista su quel terreno accidentato
chilometro dopo chilometro. Il pi delle volte, Nirgal e Art facevano insieme il turno nel cuore della
notte, e portavano avanti le loro lunghe conversazioni. Poi le stelle svanivano, la pura luce violetta
dell'alba chiazzava l'orizzonte, a est, e loro cercavano un punto in cui il veicolo simile a un masso non
desse nell'occhio... cosa di un momento a quella latitudine, solo questione di fermarsi, come diceva
Art... per poi cenare con calma osservando la vivida esplosione della luce solare creare improvvise
distese d'ombra. Un paio d'ore pi tardi, dopo una sessione di pianificazione e un occasionale giro
all'esterno, oscuravano i finestrini e dormivano per tutto il giorno.
Alla fine di un'altra lunga notte di conversazione riguardo alla loro rispettiva infanzia, Nirgal
disse: Suppongo sia stato solo quando sono arrivato a Sabishii che mi sono reso conto che Zigote
era...
Insolita? interloqu Coyote, dalla sua branda alle loro spalle. Unica? Bizzarra? Come
Hiroko?
Nirgal non rimase sorpreso di scoprire che Coyote era sveglio: dormiva male, e spesso
borbottava commenti sognanti alle loro conversazioni, cosa che Art e Nirgal ignoravano perch
perlopi lui parlava nel sonno. Questa volta per Nirgal replic. Zigote riflette Hiroko, credo. Lei 
molto introspettiva.
Ah ribatt Coyote. Un tempo non era cos.
Quando? chiese prontamente Art, girandosi sul sedile per includere Coyote nel cerchio della
loro piccola conversazione.
Oh, tempo fa, prima che cominciasse tutto rispose Coyote. In epoca preistorica, sulla
Terra.
 stato allora che l'hai conosciuta?
Coyote assent con un grugnito.
Quando parlava con Nirgal di questo, lui si fermava sempre a questo punto. Adesso per c'era
anche Art, c'erano soltanto loro tre svegli in un piccolo cerchio rischiarato dallo schermo a infrarossi, e
il volto sottile di Coyote aveva un'espressione diversa dal solito cocciuto accantonare la cosa. Inoltre,
Art si protese verso di lui e chiese con fermezza: Allora, si pu sapere come sei finito su Marte?
Oh, dio gemette Coyote, e rotol sul fianco, puntellando la testa su una mano. Difficile
ricordare qualcosa di cos tanto tempo fa.  quasi come un poema epico che ho imparato a memoria,
una volta, e che adesso non riesco quasi pi a recitare.
Guard verso di loro, poi chiuse gli occhi come se stesse richiamando alla mente i primi versi. I
due uomini pi giovani lo fissarono, in attesa.
 stato tutto per via di Hiroko, naturalmente. Lei e io eravamo amici. Ci siamo incontrati da
giovani, quando eravamo studenti a Cambridge. Tutti e due avevamo freddo, in Inghilterra, quindi ci
riscaldavamo a vicenda. Questo  stato prima che lei incontrasse Iwao, e molto prima che diventasse la
grande dea madre del mondo. A quell'epoca condividevamo un sacco di cose. Eravamo entrambi
stranieri a Cambridge, ed eravamo in gamba nel nostro lavoro. Cos abbiamo vissuto insieme per un
paio d'anni. Era molto simile a quello che Nirgal ha raccontato riguardo a Sabishii, e perfino a quello
che ha detto riguardo a Jackie. Anche se Hiroko...
Chiuse gli occhi, come se stesse cercando di vedere tutto nella sua mente.
Siete rimasti insieme? chiese Art.
No. Lei  tornata in Giappone, e io sono andato con lei per un po', ma poi sono dovuto tornare
a Tobago quando mio padre  morto, e le cose sono cambiate. Lei e io siamo per rimasti in contatto, ci
incontravano ai congressi scientifici, e quando eravamo insieme litigavamo, oppure promettevamo di
amarci per sempre. O tutte e due le cose. Non sapevamo cosa volevamo, o come ottenerlo, se avessimo
ammesso di volerlo. Poi  cominciata la selezione dei primi cento. Io per ero in prigione in Thailandia
per aver protestato contro le leggi delle bandiere di comodo, e anche se fossi stato libero non avrei
comunque avuto nessuna possibilit di essere scelto. Non sono neppure certo che volessi andare. Per
Hiroko si  ricordata le nostre promesse, oppure ha pensato che le sarei stato utile, non ho mai stabilito
quale delle due cose. Cos mi ha contattato, e mi ha detto che se volevo mi avrebbe potuto nascondere
nella fattoria dell'Ares, prima, e nella colonia su Marte poi.  sempre stata una pensatrice audace,
glielo devo riconoscere.
Non ti  apparso un piano pazzesco? domand Art con gli occhi sgranati.
S, rise Coyote ma tutti i buoni piani sono pazzeschi, giusto? E poi a quel tempo le mie
prospettive non erano delle migliori. Se non avessi accettato non avrei mai pi rivisto Hiroko. Guard
verso Nirgal con un sorriso in tralice. Quindi ho acconsentito a provarci. Ero ancora in prigione, ma
Hiroko aveva amici insoliti in Giappone, e una notte mi sono trovato a essere scortato fuori dalla mia
cella da un terzetto di uomini mascherati, che avevano sedato tutte le guardie della prigione. Abbiamo
preso un elicottero fino a una nave cisterna, con cui sono arrivato in Giappone. I giapponesi stavano
costruendo la stazione spaziale che russi e americani usavano per costruire a loro volta l'Ares. Io sono
stato portato lass a bordo di uno dei nuovi aerei terra-spazio e mi hanno fatto entrare di soppiatto
nell'Ares proprio quando i lavori stavano terminando. Mi hanno scaricato dentro insieme alle
attrezzature agricole richieste da Hiroko, e a quel punto me la sono dovuta cavare da solo. Da allora, e
fino a questo momento, ho vissuto del mio ingegno! Questo significa che a volte ho patito la fame,
finch l'Ares non ha iniziato il suo volo. Quando si  sentita sicura del personale della fattoria, Hiroko
mi ha presentato a loro, e le cose si sono fatte pi facili. Il periodo pi difficile  stato in quelle prime
settimane dopo l'atterraggio. Sono sbarcato su un lander occupato solo dal personale della fattoria, che
mi ha aiutato a sistemarmi nel ripostiglio di una delle case mobili. Hiroko ha fatto costruire in fretta le
serre soprattutto per tirarmi fuori da quel ripostiglio, o almeno  quello che mi ha detto.
Vivevi in un ripostiglio?
L'ho fatto per un paio di mesi, ed  stato peggio della prigione, ma poi sono passato a vivere
nella serra e ho cominciato a mettere da parte i materiali di cui avevamo bisogno per andarcene per
conto nostro. Iwao aveva nascosto fin dall'inizio il contenuto di un paio di casse. E dopo che abbiamo
costruito un rover con pezzi di ricambio, ho passato la maggior parte del mio tempo lontano da
Underhill, a esplorare il terreno caotico per trovare un buon posto per il nostro rifugio nascosto e
spostare l la roba. Passavo in superficie pi tempo di chiunque altro, perfino di Ann. Quando infine il
personale della fattoria si  spostato all'aperto, io mi ero abituato a passare un sacco di tempo per conto
mio, solo io e il Grande Uomo, a zonzo per il pianeta. Vi garantisco che era il paradiso. No, non il
paradiso, era Marte, solo Marte. Credo di aver perso il senno, in un certo senso, ma mi piaceva cos
tanto... non riesco neppure a parlarne.
Devi aver assorbito un sacco di radiazioni.
Coyote scoppi a ridere. Oh, s! Fra quei viaggi e la tempesta solare, sull'Ares, ho assorbito
pi rem di qualsiasi altro dei primi cento, tranne forse John. Forse  stato questo a mandarmi fuori di
testa. Comunque... Scroll le spalle nel guardare Art e Nirgal. Eccomi qui, il clandestino.
Stupefacente comment Art.
Nirgal annu. Non era mai riuscito a indurre suo padre a rivelare neppure un decimo di quelle
informazioni sul suo passato, e adesso spost lo sguardo fra Art e Coyote, chiedendosi in che modo Art
ci fosse riuscito. E lo aveva fatto anche con lui, spingendolo a raccontargli non solo le cose che erano
successe, ma quello che avevano significato, il che era molto pi difficile. A quanto pareva, questo era
un talento che Art possedeva, anche se era molto difficile determinare in cosa consistesse. In qualche
modo, si trattava della sua espressione, dell'intensit del suo interesse, di quelle domande scarne e
dirette, che calpestavano i convenevoli e andavano al cuore delle cose, partendo dal presupposto che
ogni persona volesse parlare, dare forma al significato della sua vita. Funzionava perfino con un
vecchio eremita riservato come Coyote.
Ecco, non  stato poi cos difficile stava dicendo Coyote. Devi capire che nascondersi non 
mai difficile quanto la gente crede che sia. La cosa difficile  agire stando nascosto.
A quel pensiero si accigli, poi punt un dito contro Nirgal.  per questo che alla fine
dovremo uscire allo scoperto e combattere apertamente.  stato per questo che ti ho mandato a
Sabishii.
Cosa? Mi hai detto che non dovevo andare. Che mi avrebbe rovinato!
Ed  stato cos che ti ho indotto a partire.
Portarono avanti quella vita di conversazioni notturne per quasi una settimana, alla fine della
quale si avvicinarono a una piccola regione popolata che circondava il mohole scavato fra i crateri
Hipparchus, Eudoxus, Ptolemaeus e Li Fan. Sui pendii di quei crateri c'erano alcune miniere di uranio,
ma Coyote non sugger nessun tentativo di sabotaggio e oltrepassarono rapidamente il mohole,
allontanandosi da quella regione il pi in fretta possibile. Ben presto raggiunsero la Fossae Thaumasia,
il quinto o sesto grosso sistema di fenditure che avevano incontrato durante il viaggio. Art trovava la
cosa strana, ma Spencer gli spieg che il rigonfiamento di Tharsis era circondato da sistemi di fenditure
causati dal suo sollevamento, e dal momento che in effetti stavano circumnavigando la sporgenza,
continuavano a incontrarli. Thaumasia era uno dei pi grandi fra quei sistemi, e sede della grande citt
di Senzeni Na, che era stata fondata accanto a un altro dei mohole del 40 parallelo, uno dei primi che
fossero stati scavati e tuttora uno dei pi profondi. A questo punto, erano in viaggio da pi di due
settimane, e avevano bisogno di rifornirsi in uno dei nascondigli di Coyote.
Si diressero a sud di Senzeni Na e verso l'alba si trovarono a seguire un percorso tortuoso fra
antiche collinette rocciose. Quando per arrivarono ai piedi di una frana che scendeva da una bassa
scarpata, Coyote prese a imprecare. Il terreno mostrava tracce di rover, e c'erano in giro cilindri di gas
schiacciati, scatole di cibo e contenitori di carburante.
Fissarono quella devastazione. La tua scorta nascosta? chiese Art, il che provoc un'altra
esplosione di imprecazioni.
Chi  stato? insistette Art. La polizia?
Nessuno rispose immediatamente. Sax si avvicin al sedile di guida per controllare il
manometro del carburante. Coyote continu a imprecare furiosamente, lasciandosi cadere seduto
sull'altro sedile di guida. Non  stata la polizia, rispose infine ad Art a meno che non abbia
cominciato a usare rover vishniaci. No, questi ladri appartenevano al sottosuolo, dannazione a loro.
Probabilmente un gruppo che conosco e che ha la sua base ad Argyre. Non mi viene in mente nessun
altro che farebbe una cosa del genere, ma quel gruppo sa dove sono alcuni dei miei vecchi nascondigli
e ce l'ha con me da quando ho sabotato un insediamento minerario nei Charitum, perch dopo lo hanno
chiuso e loro hanno perso la principale fonte di rifornimenti.
Voialtri dovreste cercare di stare tutti dalla stessa parte comment Art.
Fottiti replic Coyote, poi avvi il veicolo e ripartirono.  la solita vecchia storia disse in
tono amaro. La resistenza comincia a combattere contro s stessa perch  la sola cosa che pu
sconfiggere. Succede tutte le volte. Non si riesce a mettere insieme un movimento di pi di cinque
persone senza includere almeno un fottuto idiota.
Continu su quel tono per parecchio tempo. Alla fine, Sax batt un colpetto su uno dei
manometri e Coyote ribatt con voce aspra: Lo so!
Ormai era pieno giorno, quindi ferm il veicolo fra due antiche collinette, oscurarono i finestrini
e si sdraiarono sulle strette cuccette.
Quanti gruppi del sottosuolo ci sono l fuori? chiese Art.
Nessuno lo sa rispose Coyote.
Stai scherzando!
Nirgal intervenne prima che Coyote ricominciasse con le filippiche. Ce ne sono circa quaranta
nell'emisfero meridionale, e alcuni disaccordi di vecchia data fra loro cominciano a diventare
spiacevoli. Ci sono alcuni gruppi di duri, l fuori. I Rossi radicali, fazioni ispirate a Schnelling, diversi
tipi di fondamentalisti... questo sta causando problemi.
Ma non lavorate tutti per la stessa causa?
Non lo so. Nirgal ricord tutte quelle discussioni notturne a Sabishii, a volte molto violente,
fra studenti che erano fondamentalmente amici. Forse no.
Ma non ne avete mai parlato?
Non in modo formale, no.
Art parve sorpreso. Dovreste farlo dichiar.
Fare cosa? chiese Nirgal.
Dovreste indire una sorta di raduno di tutti i gruppi del sottosuolo e vedere se riuscite a
mettervi d'accordo su cosa cercate tutti di fare. Come risolvere le dispute, e cose del genere. A parte
uno sbuffo scettico da parte di Coyote, non ci fu nessuna risposta. Dopo parecchio tempo, Nirgal
replic: La mia impressione  che alcuni di questi gruppi siano diffidenti nei confronti di Gamete, a
causa dei primi cento che ne fanno parte. Nessuno vuole rinunciare alla propria autonomia a beneficio
di quello che viene visto come il rifugio pi potente.
Ma si potrebbe discuterne in un raduno obiett Art. Fa parte di ci a cui servirebbe, fra le
altre cose. Voi tutti dovete lavorare insieme, soprattutto se la polizia transnazionale diventer pi attiva,
sulla base di quello che ha saputo da Sax.
Sax annu e gli altri ci rifletterono sopra in silenzio. In un momento imprecisato di quelle
riflessioni Art cominci a russare, ma Nirgal rimase sveglio per ore a pensarci.
Si avvicinarono a Senzeni Na perch dovevano rifornirsi in qualche modo. Le scorte di cibo
erano adeguate, se le avessero razionate, e l'acqua e i gas del veicolo si riciclavano in modo tanto
efficiente da comportare perdite minime. Per erano a corto di carburante. Ci servono cinquanta chili
di perossido di idrogeno disse Coyote.
Guid fino all'orlo del pi grande canyon di Thaumasia: l, incassata nella parete opposta, c'era
Senzeni Na, dietro grandi lastre di vetro, con le sue gallerie piene di alberi. Davanti a essa, sul fondo
del canyon c'erano tubi pedonali, piccole cupole, il grande impianto di scavo del mohole, il mohole
stesso, che era un gigantesco buco nero all'estremit sud del complesso, e i cumuli di scorie che si
estendevano in lontananza verso nord. Quello era considerato il mohole pi profondo di Marte, tanto
profondo che la roccia cominciava a essere leggermente morbida sul fondo, sguisciante', per usare il
termine di Coyote, a diciotto chilometri di profondit in un'area dove la litosfera cominciava a
venticinque.
Il mohole funzionava in modo quasi del tutto automatico, e la maggioranza della popolazione
cittadina non vi si avvicinava mai. Molti dei camion automatici che trasportavano la roccia fuori dal
buco usavano come carburante il perossido di idrogeno, quindi i magazzini sul fondo del canyon,
vicino al mohole, dovevano contenere ci di cui loro avevano bisogno. Inoltre i sistemi di sicurezza
laggi risalivano a prima dei disordini, ed erano stati in parte progettati dallo stesso John Boone, il che
significava che erano penosamente inadeguati a far fronte ai metodi di Coyote, soprattutto se si
considerava che lui aveva tutti i vecchi programmi di John sulla sua IA.
Il canyon era eccezionalmente lungo, tuttavia, e il modo migliore per raggiungerlo dall'orlo era
una pista che si trovava dieci chilometri pi in gi rispetto al mohole. Non importa disse Nirgal. Li
andr a prendere a piedi.
Cinquanta chili? obiett Coyote.
Vado con lui si offr Art. Posso non essere capace di fare levitazione mistica, ma so
correre.
Fu cos che durante la pausa di adeguamento orario Nirgal e Art si allontanarono con uno zaino
vuoto appeso sopra la bombola dell'aria, correndo con disinvoltura sul suolo liscio del canyon, diretti a
nord di Senzeni Na. Pareva a Nirgal che quella sarebbe stata un'operazione semplice. Raggiunsero
senza problemi il complesso del mohole, con la luce delle stelle ora intensificata dal chiarore soffuso
della citt che filtrava attraverso il vetro e si rifletteva contro la parete opposta. I programmi di Coyote
permisero loro di forzare la serratura di un garage e di entrare in fretta nell'area dei magazzini, come se
avessero avuto ogni diritto di essere l e senza nessun segno che avessero attivato un allarme di qualche
tipo. Una volta che furono nel magazzino ed ebbero cominciato a riempire gli zaini con piccole
bombole di perossido di idrogeno, tuttavia, le luci si accesero tutte contemporaneamente e le porte di
emergenza si chiusero.
Art corse immediatamente alla parete opposta alla porta, piazz una carica e si allontan. Ci fu
una violenta esplosione che apr un grosso buco nella sottile parete del magazzino, poi furono fuori,
impegnati a zigzagare in mezzo a gigantesche scavatrici in direzione del muro perimetrale. Figure in
tuta emersero a precipizio dal tubo pedonale che portava in citt e i due intrusi si dovettero nascondere
dietro una delle scavatrici, una struttura tanto grande che potevano stare in piedi nello spazio fra i
cingoli. Nirgal sentiva il cuore che gli martellava contro il metallo. Le figure in tuta entrarono nel
magazzino, e subito Art corse fuori dal nascondiglio per piazzare un'altra carica. Il bagliore di
quell'esplosione accec Nirgal, che pass attraverso lo squarcio nella recinzione e prese a correre senza
vedere niente, senza sentire i trenta chili di carburante che gli rimbalzavano sulla schiena,
schiacciandogli la bombola dell'ossigeno contro la spina dorsale. Art era di nuovo davanti a lui,
decisamente fuori controllo nella bassa gravit marziana, il che non gli impediva di correre con quei
suoi grandi balzi. Nirgal quasi scoppi a ridere mentre si sforzava di raggiungerlo, trovando il suo
ritmo e poi, nell'affiancarlo, cercando di mostrargli con l'esempio come usare le braccia per bilanciarsi,
con un movimento simile al nuoto, invece di quel rapido pompare che gli faceva perdere tanto spesso
l'equilibrio. Nonostante il buio e la velocit della corsa, gli parve che le braccia di Art rallentassero il
loro movimento.
Continuarono la corsa. Nirgal si port in testa e cerc di scegliere il percorso pi sgombro sul
fondo del canyon. La luce delle stelle sembrava pi che sufficiente a vedere dove andavano, e Art
continuava ad affiancarglisi sulla destra, incitandolo ad affrettarsi. Divenne quasi una sorta di gara, e
Nirgal corse molto pi in fretta di come avrebbe fatto da solo o in qualsiasi circostanza normale. Cos
tanta parte della sua tecnica era ritmo, respirazione e dispersione di calore dal torso sulla pelle e poi nel
walker, che era sorprendente vedere come Art riuscisse a tenergli testa pur senza conoscere quelle
discipline. Era una creatura possente.
Per poco non oltrepassarono in corsa Coyote, che balz fuori da dietro una roccia e li spavent
abbastanza da farli cadere come birilli. Poi risalirono la pista rocciosa che lui aveva contrassegnato
lungo la parete dell'altura e si ritrovarono sull'orlo, di nuovo sotto la distesa delle stelle, con le luci
intense di Senzeni Na che sembravano quelle di un'astronave che fosse andata a sbattere contro l'altura
opposta.
Quando arrivarono al veicolo, Art annaspava per respirare, ancora a corto di fiato per la corsa
nel canyon.
Mi devi insegnare quel lung-gom disse a Nirgal. Mio dio, sei davvero veloce.
Anche tu. Non so come fai.
Paura. Art scosse il capo, respirando a fondo. Questo genere di cose  pericoloso si
lament con Coyote.
Non  stata una mia idea scatt lui. Se quei bastardi non avessero rubato le mie provviste,
non avremmo dovuto farlo.
S, ma voi fate di continuo cose del genere, giusto? Ed  pericoloso. Quello che intendo dire 
che dovete fare qualcosa di diverso da sabotaggi nell'interno. Qualcosa di sistemico.
Risult che cinquanta chili di carburante erano il minimo assoluto di cui avevano bisogno per
arrivare a casa, quindi proseguirono verso sud tenendo spenti tutti i sistemi che non fossero di vitale
importanza, per cui l'interno del veicolo era buio e piuttosto freddo. Faceva freddo anche fuori. Nelle
notti sempre pi lunghe dell'inverno meridionale cominciarono a incontrare brina sul suolo e banchi di
neve. I cristalli di sale sparsi su quei banchi servivano come base per i fiocchi di ghiaccio, che
crescevano a formare boschetti di fiori di ghiaccio. Attraversarono quei campi cristallini che
scintillavano vaghi alla luce delle stelle finch essi si fusero in un'unica, grande coltre di neve, brina e
fiori di ghiaccio. Procedettero lenti su quella coltre finch, una notte, il perossido di idrogeno si esaur.
Avremmo potuto prenderne di pi osserv Art.
Stai zitto ribatt Coyote.
Proseguirono usando l'energia della batteria, che non sarebbe durata a lungo. Nell'oscurit del
veicolo senza illuminazione, la luce proiettata dal mondo bianco esterno era spettrale. Nessuno parlava,
se non per questioni essenziali. Coyote era certo che le batterie sarebbero durate abbastanza da arrivare
in vista di casa, ma il margine di sicurezza era spaventosamente minimo e se qualcosa si fosse guastato,
se una delle ruote coperte di ghiaccio si fosse bloccata, avrebbero dovuto cercare di proseguire a piedi,
pens Nirgal. Di correre. Spencer e Sax non sarebbero per riusciti a correre per molto. La sesta notte
dopo la scorreria a Senzeni Na, tuttavia, verso la fine della pausa di adeguamento orario, il terreno
ghiacciato davanti a loro divenne una pura linea bianca che si inspessiva all'orizzonte e poi si levava su
di esso: le alture bianche della calotta polare meridionale. Sembra una torta nuziale sorrise Art.
L'energia delle batterie era quasi esaurita, tanto che il veicolo cominciava a rallentare, ma
adesso Gamete era a pochi chilometri di distanza, girando in senso orario intorno alla calotta polare,
quindi poco dopo l'alba Coyote guid il rover prossimo a fermarsi nel garage esterno del complesso di
Nadia, nell'orlo del cratere. Percorsero a piedi l'ultimo tratto, con la brina che scricchiolava sotto i
piedi nelle lunghe ombre proiettate dalla luce del mattino, sotto la grande cupola bianca di ghiaccio
secco.
Gamete diede a Nirgal la stessa sensazione di sempre, e cio di cercare di entrare in vestiti
vecchi ormai troppo piccoli per lui. Questa volta per Art era con lui, quindi la visita ebbe l'interesse di
mostrare a un nuovo amico la sua vecchia casa. Ogni giorno lo portava in giro, gli spiegava le
caratteristiche del posto e lo presentava agli altri. Nel vedere la gamma di espressioni che il volto di Art
esprimeva apertamente, dalla sorpresa allo stupore e all'incredulit, l'intero insieme di Gamete
cominci ad apparirgli davvero strano. La cupola di ghiaccio bianco, i venti, le nebbie, gli uccelli, il
lago, il villaggio sempre gelido e stranamente privo di ombre, con i suoi edifici bianchi e azzurri
dominati dalla mezzaluna delle case sui bamb... era un posto strano. Art trov tutti gli issei altrettanto
stupefacenti. Vi ho visti nei video, sono molto contento di conoscervi diceva, nello stringere loro la
mano. Dopo che ebbe conosciuto Vlad e Ursula, Marina e Iwao, mormor a Nirgal:  come un museo
delle cere.
Nirgal lo port a conoscere Hiroko, e come sempre lei fu benevola e distaccata, trattando Art
con la stessa riservata cordialit che aveva per Nirgal. Dea madre del mondo... erano nei suoi
laboratori, e si sentivano vagamente irritati da lei. Nirgal port poi Art a vedere i serbatoi degli
ectogeni e gli spieg cosa fossero. Quando era sorpreso, gli occhi di Art diventavano perfettamente
rotondi, e adesso erano come grosse biglie bianche e azzurre. Sembrano frigoriferi comment,
fissando attentamente Nirgal. Ti sentivi solo?
Nirgal scroll le spalle e abbass lo sguardo sulla piccola finestra trasparente del serbatoio,
simile a un obl. Un tempo aveva fluttuato l dentro, sognando e scalciando...
Fa cos freddo, qui osserv Art, quando tornarono fuori. Indossava un grosso cappotto di
fibrefill preso a prestito, con il cappuccio sollevato.
Dobbiamo mantenere un rivestimento di ghiaccio naturale sopra il ghiaccio secco, in modo che
l'aria rimanga respirabile, quindi la temperatura  sempre appena al di sotto del livello di
congelamento, ma non di molto. A me piace. Mi sembra la migliore fra tutte le temperature.
Abitudine d'infanzia.
S.
Facevano visita a Sax ogni giorno, e lui li salutava gracchiando un salve' o un arrivederci', e
cercava di fare del suo meglio per parlare. Michel passava parecchie ore al giorno a lavorare con lui. 
senza dubbio afasia spieg loro. Vlad e Ursula hanno fatto un'ecografia, e il danno  sul lato sinistro
anteriore del centro del linguaggio. Si tratta dell'afasia motoria, chiamata a volte afasia di Broca. Ha
problemi a trovare la parola giusta, e a volte crede di averla trovata ma si tratta invece di un sinonimo,
un antonimo o una parola tab. Dovreste sentire come riesce a dire cattivi risultati'. Per lui  una cosa
frustrante, ma di solito questo tipo di lesione ha una buona prognosi di miglioramento. Si tratta di un
processo lento, per. In pratica, altre parti del cervello devono imparare ad assumere le funzioni di
quella danneggiata. Ci stiamo lavorando, ed  piacevole quando le cose funzionano. Ovviamente, la
situazione potrebbe essere peggiore.
Sax, che li aveva fissati per tutto quel tempo, annu con fare interrogativo. Voglio insegnare.
Imparare.
Fra tutte le persone di Gamete a cui Nirgal present Art, la sola con cui lui fece subito amicizia
fu Nadia. Nirgal rimase sorpreso nel vederli attratti immediatamente l'uno dall'altra, ma la cosa gli fece
anche piacere e osserv con affetto la sua antica insegnante fare le sue confessioni in risposta alla
raffica di domande di Art, il suo volto che appariva molto anziano tranne per gli occhi marrone chiaro
punteggiati di verde intorno alle pupille... occhi che esprimevano interesse amichevole, intelligenza e
divertimento di fronte all'interrogatorio di Art.
Tutti e tre finirono per passare ore insieme nella stanza di Nirgal, parlando e osservando il
villaggio o il lago, incorniciato dall'altra finestra, con Art che passeggiava per il piccolo cilindro, dalla
finestra alla porta e ancora alla finestra.
Lo chiamate legno? chiese, guardando il bamb e toccando i tagli praticati nel lucido legno
verde. Nadia scoppi a ridere. Io lo chiamo legno rispose. Quella di vivere dentro queste cose 
stata un'idea di Hiroko, ed  stata una buona idea: buon isolamento, robustezza incredibile, niente
carpenteria se non per installare porte e finestre...
Immagino vi sarebbe piaciuto avere i bamb ad Underhill, vero?
Lo spazio a disposizione era troppo poco. Forse nelle gallerie. In ogni caso, questa specie si 
sviluppata solo di recente.
Poi ritorse l'interrogatorio su di lui e gli pose decine di domande sulla Terra. Cosa usavano
adesso come materiali da costruzione? Avrebbero usato commercialmente l'energia della fusione
nucleare? L'ONU era rimasto irrevocabilmente danneggiato dalla guerra del 2061? Stavano cercando
di costruire un ascensore spaziale per la Terra? Quanta parte della popolazione riceveva il trattamento
antinvecchiamento? Quale delle grandi transnazionali era la pi potente? Lottavano fra loro per il
predominio?
Art rispose a quelle domande meglio che poteva, e anche se scosse il capo di fronte
all'inadeguatezza delle sue risposte Nirgal apprese molto da esse e Nadia parve pensarla allo stesso
modo. Ed entrambi si ritrovarono a ridere piuttosto spesso.
Quando Art la interrog a sua volta, le risposte di Nadia furono cordiali, ma la loro lunghezza
vari notevolmente. Allorch parlava dei suoi attuali progetti scendeva nei dettagli, felice di descrivere
le decine di progetti di costruzione che aveva in corso nell'emisfero meridionale, ma quando lui le
poneva domande sui primi anni ad Underhill, in quel suo modo audace e diretto, di solito lei si limitava
a scrollare le spalle anche quando le chiedeva particolari inerenti alle costruzioni. Non lo ricordo
molto bene rispondeva.
Oh, andiamo...
No, dico la verit. In realt  un problema. Quanti anni hai?
Cinquanta... o cinquantuno, credo. Ho perso la cognizione del tempo.
Bene, io ne ho centoventi. Non apparire tanto sconvolto! Con i trattamenti non  poi un'et
cos avanzata... lo vedrai! Sono stata di nuovo sottoposta al trattamento appena due anni fa, e non sono
precisamente un'adolescente, ma mi sento molto bene. Davvero molto bene. Credo per che la
memoria possa essere l'anello debole.  possibile che il cervello non riesca a contenere pi di tanto, o
forse sono io che non ci provo. Per non sono la sola ad avere questo problema. Maya  messa anche
peggio di me, e tutti quelli della mia et se ne lamentano. Vlad e Ursula cominciano a esserne
preoccupati. Mi sorprende che non ci abbiano pensato a suo tempo, quando hanno sviluppato il
trattamento.
Forse ci hanno pensato, e poi se ne sono dimenticati.
La risata che questo le strapp parve cogliere Nadia di sorpresa.
Pi tardi, a cena, dopo aver parlato di nuovo dei suoi progetti di costruzione, Art le disse:
Dovreste davvero cercare di indire una riunione di tutti questi gruppi del sottosuolo.
Maya era al loro tavolo e lo adocchi subito con sospetto, come aveva fatto al Chasma Eco.
Non  possibile dichiar. Nirgal pens che aveva un aspetto molto migliore di quando si erano
separati... riposata, alta, slanciata, affascinante. Pareva essersi scrollata di dosso il senso di colpa per
l'omicidio come se fosse stato un cappotto che non le piaceva.
Perch no? chiese Art. Stareste molto meglio se poteste vivere sulla superficie.
Questo  ovvio. E ci potremmo spostare nel mondo di mezzo, se fosse tanto semplice. Per
sulla superficie, e in orbita, ci sono ingenti forze di polizia, e l'ultima volta che ci hanno visti hanno
cercato di ucciderci il pi in fretta possibile. E il modo in cui hanno trattato Sax non mi fa affatto
pensare che le cose siano cambiate.
Non sto dicendo che lo abbiano fatto, ma credo ci siano cose che potete fare per opporvi a loro
in modo pi efficace. Unirvi, per esempio, e approntare un piano. Contattare organizzazioni della
superficie che vi aiuterebbero. Questo genere di cose.
Abbiamo dei contatti replic Maya, gelida. Nadia per stava annuendo, e i ricordi dei suoi
anni a Sabishii vorticavano nella mente di Nirgal. Un raduno del sottosuolo... I sabishiiani verrebbero
di certo afferm. Fanno gi cose del genere, di continuo. In effetti,  cos che  fatto il mondo di
mezzo.
Dovreste anche pensare di contattare la Praxis sugger Art. Il mio ex capo, William Fort,
sarebbe molto interessato a una riunione del genere. E tutta la Praxis  coinvolta in innovazioni che vi
piacerebbero.
Il tuo ex capo? chiese Maya.
Certo rispose Art, con un sorriso disinvolto. Adesso sono il capo di me stesso.
Potresti dire che sei nostro prigioniero sottoline Maya, in tono tagliente.
Ma quando si  prigionieri di anarchici, in pratica  la stessa cosa, giusto?
Nadia e Nirgal risero, ma Maya si accigli e se ne and.
Credo che un raduno sarebbe una buona idea osserv Nadia. Abbiamo permesso a Coyote di
gestire la rete troppo a lungo.
Ti ho sentita! esclam Coyote, dal tavolo accanto.
L'idea non ti piace? gli chiese Nadia.
Coyote scroll le spalle. Dobbiamo fare qualcosa, su questo non ci sono dubbi. Adesso sanno
che siamo qui.
Questo gener un pensoso silenzio.
La prossima settimana andr al Nord disse Nadia ad Art. Puoi venire con me, se ti va... e
anche tu, Nirgal, se vuoi. Voglio passare da una quantit di rifugi, e potremo parlare loro di un
raduno.
Certo assent Art, che appariva compiaciuto. Quanto a Nirgal, il suo cervello stava lavorando
a ritmo frenetico mentre lui rifletteva sulle possibilit. Essere di nuovo a Gamete aveva risvegliato parti
sopite della sua mente, e vedeva chiaramente i due mondi in uno, il bianco e il verde, divisi in
dimensioni differenti, ripiegati uno attraverso l'altro... come il sottosuolo e il mondo della superficie,
goffamente uniti nel mondo di mezzo. Un mondo non focalizzato... Quindi la settimana successiva lui e
Art si unirono a Nadia e si diressero a nord. A causa dell'arresto di Sax, Nadia non volle rischiare di
fermarsi in nessuna delle citt aperte lungo il tragitto, e non parve fidarsi neppure degli altri rifugi
nascosti: in termini di segretezza, era uno degli anziani pi conservatori. Negli anni trascorsi
nascondendosi, per, anche lei come Coyote aveva costruito un sistema di piccoli rifugi personali, e
adesso passarono da uno all'altro, dormendo durante le brevi ore diurne e aspettando il buio in relativa
comodit. Durante le giornate invernali viaggiare era impossibile perch ormai da parecchi anni il
cappuccio di nebbia si era assottigliato e ridotto in estensione, e quest'anno era spesso soltanto una
nebbia leggera o semplici chiazze di nuvole basse che vorticavano sul terreno ineguale. Un giorno
realmente nebbioso, in cui stavano scendendo per un pendio accidentato dopo che era albeggiato alle
dieci di mattina, Nadia stava spiegando che Ann aveva identificato quel pendio come ci che rimaneva
di un antico Chasma Australe. Afferma che ci sono letteralmente decine di Chasma Australi fossili da
queste parti, tagliati con angolazioni differenti durante precedenti punti nel ciclo di precessione... Di
colpo la nebbia si dissolse e poterono spingere lo sguardo a molti chilometri di distanza, fino alle
irregolari pareti di ghiaccio all'imboccatura dell'attuale Chasma Australe, che scintillava in lontananza.
Si ritrovarono esposti... poi le nubi tornarono a compattarsi sopra di loro, molto in fretta,
avviluppandoli in una coltre bianca e opaca, come se stessero viaggiando in mezzo a una tempesta di
neve i cui fiocchi erano tanto fini da sfidare la legge di gravit e rimanevano eternamente sospesi
nell'aria.
Nadia odiava trovarsi esposta in quel modo, anche per un momento, quindi continu a
nascondersi durante il giorno. Attraverso le piccole finestre dei suoi rifugi guardavano le nubi
vorticanti, che a volte intercettavano i raggi del sole in sequenze scintillanti e cos intense da ferire gli
occhi. Altri raggi penetravano nelle aperture fra le nuvole e colpivano i lunghi costoni e le scarpate di
quella candida terra accecante. Una volta, sperimentarono un totale imbiancamento da neve, quando
tutte le ombre scomparvero e tutto il resto divenne un puro mondo candido in cui era impossibile
perfino distinguere l'orizzonte.
In altri giorni, gli arcobaleni di ghiaccio proiettavano curve dai colori pastello sullo sfondo di
quel candore intenso, e quando sorgeva, basso sul terreno, il sole era circondato da un cerchio di luce
intenso quanto i suoi raggi. Il panorama divampava di chiarore bianco, non in modo uniforme ma a
chiazze, e il tutto mutava rapidamente sulla spinta dei venti incessanti. Art rideva nel vedere tutto
questo, e non cessava mai di lanciare esclamazioni meravigliate di fronte ai fiori di ghiaccio, grandi
adesso come cespugli e tempestati di punte e merletti nel crescere uno a ridosso dell'altro in modo tale
che spesso il terreno scompariva completamente e loro si trovavano a viaggiare su una superficie
crepitante di schegge di boccioli, frantumandone a centinaia sotto le ruote. Le lunghe notti erano quasi
un conforto, dopo giornate come quelle.
I giorni trascorsero uno dopo l'altro. Nirgal trovava molto piacevole viaggiare con Art e Nadia,
perch erano entrambi equilibrati, calmi e divertenti. Art aveva cinquantuno anni, Nadia centoventi e
Nirgal appena dodici, che corrispondevano a circa venticinque anni terrestri, ma nonostante quelle
discrepanze di et interagivano alla pari. Nirgal poteva esporre e testare liberamente le sue idee, perch
loro non ridevano mai n mostravano disprezzo, neppure quando individuavano e sottolineavano dei
problemi insiti in esse. In effetti, per la maggior parte le loro idee si fondevano molto bene. In termini
di politica marziana erano quelli che Nadia definiva moderati Verdi assimilazionisti booneani, e
avevano un temperamento simile, una cosa che in precedenza Nirgal non aveva mai sperimentato con
nessun altro, n con il resto della sua famiglia, a Gamete, n con i suoi amici di Sabishii.
Mentre parlavano, notte dopo notte, si fermavano per breve tempo in qualcuno dei grandi rifugi
del Sud, presentando Art ai locali ed esponendo l'idea di un raduno, o congresso. Lo portarono a
Bogdanov Vishniac, dove rimase sorpreso dal gigantesco complesso costruito all'interno del mohole,
tanto pi grande di qualsiasi altro rifugio. I suoi occhi sgranati erano eloquenti quanto qualsiasi
discorso, e rievocarono acutamente in Nirgal le sensazioni che aveva provato da bambino quando si era
recato l con Coyote.
I bogdanoviani si mostrarono apertamente interessati a un raduno, ma Mikhail Yangel, l'unico
collaboratore di Arkady che fosse sopravvissuto al 2061, chiese ad Art quale sarebbe stato lo scopo a
lungo termine di un incontro del genere.
Riprendere la superficie.
Capisco! Mikhail sgran gli occhi. Ecco, di certo avrete il nostro appoggio per una cosa del
genere! La gente ha sempre avuto paura anche solo di sollevare l'argomento.
Ottimo disse Nadia ad Art, mentre si dirigevano a nord. Se i bogdanoviani appoggiano un
raduno, allora la cosa probabilmente si far. La maggior parte dei rifugi nascosti sono bogdanoviani o
ne sono fortemente influenzati.
Dopo Vishniac, visitarono i rifugi intorno al Cratere Holmes, noto come il cuore industriale'
del sottosuolo. Anche quelle colonie erano prevalentemente bogdanoviane, con una quantit di piccole
variazioni sociali influenzate dai primi filosofi sociali marziani, come il prigioniero Schnelling, o
Hiroko, o Marina, o John Boone. Gli utopisti francofoni di Prometeo, d'altro canto, avevano strutturato
il loro insediamento su idee provenienti da fonti che andavano da Rousseau e Fourier a Focault e
Nemy, sottigliezze di cui Nirgal non era stato consapevole durante la sua prima visita. Attualmente,
erano fortemente influenzati dai polinesiani arrivati di recente su Marte, e le loro ampie camere calde
sfoggiavano piante di palme e polle poco profonde, per cui ad Art quella parve pi Tahiti che Parigi.
Mentre erano a Prometeo, si un a loro Jackie Boone, che era stata lasciata l da amici di
passaggio. Lei voleva andare direttamente a Gamete, ma era disposta a viaggiare con Nadia piuttosto
che aspettare oltre, e quest'ultima si mostr disposta ad accettarla a bordo. Cos, quando ripartirono
Jackie and con loro.
Il disinvolto cameratismo proprio della prima parte del viaggio venne meno. Jackie e Nirgal si
erano separati a Sabishii con la loro relazione sempre nello stesso stato indefinito, e Nirgal era
contrariato di vedere interrotto il consolidarsi della sua nuova amicizia. Art era palesemente elettrizzato
dalla semplice presenza fisica di Jackie... lei era pi alta di lui, pi robusta di Nirgal, e Art la osservava
in un modo che pensava essere furtivo ma di cui tutti gli altri erano consapevoli, Jackie inclusa,
naturalmente. Questo induceva Nadia a levare gli occhi al cielo, e lei e Nadia litigavano su piccole
cose, come sorelle. Dopo una di quelle liti, mentre entrambe erano altrove, all'interno di uno dei rifugi
di Nadia, Art sussurr a Nirgal:  proprio come Maya! Non te la ricorda? La voce, gli
atteggiamenti...
Nirgal scoppi a ridere. Diglielo e ti uccider lo avvert.
Ah comment Art, poi scocc a Nirgal un'occhiata in tralice. Allora, voi due siete
ancora...?
Nirgal scroll le spalle. In un certo senso, era interessante. Aveva detto ad Art quanto bastava
della sua relazione con Jackie da fargli capire che fra loro c'era qualcosa di fondamentale. Adesso,
quasi certamente Jackie si sarebbe concentrata su Art, per aggiungerlo ai suoi seguaci, come faceva di
routine con gli uomini che le piacevano o che riteneva importanti. A questo punto, non aveva ancora
determinato quanto Art potesse essere importante, ma quando lo avesse fatto avrebbe agito come al suo
solito, e cosa avrebbe fatto allora Art?
Quindi, il loro viaggio non era pi lo stesso, con Jackie che, come al solito, dava una sua
impronta a tutto. Litigava con Nirgal e Nadia. Si sfregava con noncuranza contro Art, affascinandolo
mentre intanto lo giudicava, come parte automatica dell'imparare a conoscersi. Nei rifugi di Nadia si
toglieva la camicia per lavarsi, o posava una mano sul braccio di Art quando gli faceva domande sulla
Terra... e altre volte lo ignorava completamente, scivolando in un mondo tutto suo. Era come vivere
con un grosso gatto, una pantera che poteva farti le fusa in grembo o sbatterti dall'altro lato della
cabina con una zampata. Ma che comunque si aggirava per il veicolo con una grazia nervosa e perfetta.
Ah, ma quella era Jackie. E poi c'era la sua risata, che echeggiava per il veicolo in risposta a
cose che Art o Nadia avevano detto. E c'era la sua bellezza. E il suo intenso entusiasmo nel discutere
della situazione marziana, per cui quando scopr cosa stavano facendo in quel viaggio vi si butt subito
a capofitto. Senza dubbio, la vita risultava pi amplificata quando c'era lei. E anche se lui la guardava
con occhi sgranati quando si lavava, il sorriso di Art aveva quella che Nirgal sospettava essere una
sfumatura astuta mentre godeva delle sue affascinanti attenzioni. Una volta, Nirgal lo sorprese a
lanciare un'occhiata a Nadia, che appariva decisamente divertita. Quindi, anche se Jackie gli piaceva, e
gli piaceva guardarla, lui non pareva perdutamente innamorato. Era possibile che questo dipendesse
dalla sua amicizia per Nirgal... Nirgal non poteva esserne certo ma l'idea gli piaceva, perch quella non
era stata una cosa frequente n a Zigote n a Sabishii.
Dal canto suo, Jackie parve incline ad accantonare Art come un fattore nell'organizzazione di
un raduno generale, come se volesse incaricarsi lei di tutto. Poi per visitarono un piccolo rifugio
neomarxista sui Monti di Mitchel (che non erano pi montuosi del resto delle terre alte meridionali e
prendevano il nome da un manufatto dell'era dei telescopi), e quei neomarxisti risultarono essere in
comunicazione con la citt di Bologna, in Italia, con la provincia di Kerala, in India... e con gli uffici
che la Praxis aveva in entrambi i posti. Di conseguenza, ebbero molto di cui parlare con Art,
ovviamente trovarono la cosa di loro gradimento, e alla fine della visita uno di loro gli disse: Quello
che stai facendo  meraviglioso, sei proprio come John Boone.
Jackie si gir di scatto a fissare Art, che stava scuotendo il capo con imbarazzo. No, non lo 
disse automaticamente.
Dopo di allora, per, lo prese pi sul serio, cosa che fece ridere Nirgal. Qualsiasi menzione del
nome di John Boone aveva su Jackie l'effetto di un incantesimo. Quando lei e Nadia discutevano delle
teorie di John, Nirgal riusciva a comprendere un po' perch lei provasse quei sentimenti: molto di ci
che Boone aveva voluto per Marte aveva avuto senso, e gli pareva che Sabishii, in particolare, fosse
una sorta di spazio booneano. Per Jackie, tuttavia, la cosa andava al di l di una reazione razionale...
aveva a che fare con Kasei ed Esther, con Hiroko e perfino con Peter... con alcuni sentimenti complessi
che la toccavano pi in profondit di qualsiasi altra cosa.
Proseguirono verso nord, attraverso territori dalla conformazione pi violentemente disordinata
di quelli che si erano lasciati alle spalle. Quella era una zona vulcanica, dove l'aspra sublimit delle
terre alte meridionali era intensificata dagli antichi picchi rocciosi del Tholus Australis e
dell'Amphitrites Patera. I due vulcani racchiudevano in mezzo a loro una regione di flussi di lava, dove
la roccia nerastra era congelata in strani blocchi, onde e fiumi. Un tempo quei flussi si erano riversati
sulla superficie in fiumi di liquido incandescente, e anche adesso che erano duri, neri, infranti dal
tempo e coperti di polvere e fiori di ghiaccio, le loro origini liquide erano del tutto evidenti.
I pi notevoli fra quei resti lavici erano i lunghi e bassi costoni, simili a code di drago
fossilizzate e ridotte a solida roccia nera. Quei costoni strisciavano sinuosi sul territorio per molti
chilometri, spesso scomparendo oltre l'orizzonte in entrambe le direzioni, e costringendo i viaggiatori a
lunghe deviazioni. Quelle dorsali erano antichi canali lavici, le rocce di cui erano fatte erano risultate
essere pi dure del terreno su cui erano inizialmente scivolate allo stato liquido, e negli eoni trascorsi
da allora quel terreno era stato eroso, lasciando i cumuli neri stesi sulla superficie in modo alquanto
simile al cavo caduto dell'ascensore.
Una di quelle dorsali, nella regione di Dorsa Brevia, era stata recentemente trasformata in un
rifugio nascosto, quindi Nadia guid il rover su un sentiero tortuoso in mezzo ai costoni lavici pi
esterni ed entr infine in un capace garage su un lato del costone nero pi grande che avessero visto.
Quando scesero dal rover furono accolti da un piccolo gruppo di sconosciuti cordiali, parecchi dei quali
erano gi noti a Jackie. Nulla nel garage induceva a pensare che la camera al di l di esso potesse essere
diversa da qualsiasi altra avessero visitato in precedenza, quindi quando entrarono nel grande portello
cilindrico e uscirono dall'altra parte, fu per loro uno shock trovarsi in uno spazio aperto che
chiaramente occupava tutto l'interno del costone. Era cavo, lo spazio al suo interno era
approssimativamente cilindrico, un tubo che misurava forse duecento metri da pavimento a soffitto e
trecento da una parete all'altra, estendendosi a perdita d'occhio in entrambe le direzioni. La bocca di
Art sembrava un modellino di una sezione del tunnel. Accidenti! continuava a esclamare.
Accidenti, guarda tutto questo! Accidenti!
I loro ospiti spiegarono che parecchie di quelle dorsali erano vuote, gallerie di lava. Ce n'erano
molte anche sulla Terra, ma qui c'era stato il consueto balzo di dimensioni di magnitudine due, e quel
tubo era in effetti cento volte pi grande di quelli terrestri. Una giovane donna di nome Ariadne spieg
ad Art che quando scorreva ancora, la lava si era raffreddata e indurita lungo i contorni e poi sulla
superficie, con il magma che continuava a scorrere attraverso quella sorta di manica, finch il flusso era
cessato e la lava rimanente si era svuotata in un qualche lago di fuoco, lasciandosi alle spalle grotte
cilindriche, a volte lunghe anche cinquanta chilometri.
Il suolo di quella particolare galleria era quasi piatto e adesso era coperto da tetti, parchi erbosi,
polle e centinaia di giovani alberi, piantati in boschetti misti di bamb e pini. Lunghe crepe nella volta
della galleria erano servite come base per lucernari filtrati, fatti di strati di materiale che trasmetteva gli
stessi segnali visivi e termici del resto del costone, ma lasciava penetrare nella galleria lunghe correnti
di soleggiata aria marrone, per cui anche la parte pi buia era illuminata come in un giorno nuvoloso.
La galleria di Dorsa Brevia era lunga quaranta chilometri, disse loro Ariadne, mentre
scendevano una scala, anche se c'erano punti in cui la volta aveva ceduto o tappi di lava riempivano
ancora la cavit. Naturalmente, non abbiamo isolato tutta la galleria.  comunque pi di quanto ci
serva e di quanto potremmo riscaldare e arieggiare. Per adesso ne abbiamo isolati circa dodici
chilometri, in segmenti lunghi un chilometro ciascuno, separati da paratie fatte del tessuto delle
cupole.
Accidenti ripet Art. Nirgal si sent altrettanto impressionato e Nadia si mostr deliziata.
Perfino Vishniac scompariva, paragonato a questo.
Jackie era gi in fondo alla lunga scala che portava dal garage a un parco sotto di loro. Mentre
la seguivano, Art comment: In qualsiasi colonia in cui mi avete portato ho pensato che dovesse
essere la pi grande, e mi sono sempre sbagliato. Perch non mi dite da adesso se la prossima sar vasta
quanto il Bacino di Hellas, o qualcosa del genere?
Questa  la pi grande che conosco rise Nadia.
Allora perch rimanete tutti a Gamete, che  tanto freddo, piccolo e privo di luce? Non
potrebbe la gente di tutti i rifugi trovare posto qui dentro?
Non vogliamo stare tutti nello stesso posto spieg Nadia. Quanto a questo rifugio, alcuni
anni fa non esisteva.
Gi sul fondo del tunnel parvero venirsi a trovare in una foresta, sotto un cielo di pietra nera
lacerato da lunghe e luminose crepe irregolari. I quattro viaggiatori seguirono gli ospiti verso un
complesso di edifici con sottili pareti di legno e tetti a punta dagli angoli incurvati verso l'alto. Dentro
uno di essi vennero presentati a un gruppo di uomini e donne anziani che indossavano abiti larghi e
colorati, e che li invitarono a condividere il loro pasto.
Mentre mangiavano, appresero di pi su quel rifugio, soprattutto da Ariadne, che sedeva
accanto a loro. Era stato costruito e occupato dai discendenti di persone che erano venute su Marte e si
erano uniti agli scomparsi del 2050, lasciando le citt per occupare piccoli rifugi in questa regione, cosa
in cui erano stati aiutati dai sabishiiani. Erano stati pesantemente influenzati dall'areofania di Hiroko, e
la loro societ veniva descritta da alcuni come un matriarcato. Avevano studiato alcune antiche culture
matriarcali e basato alcune delle loro usanze sulla civilt minoica, e su quella degli hopi del
Nordamerica. Di conseguenza, adoravano una dea che rappresentava la vita su Marte, una sorta di
personificazione della viriditas di Hiroko, o di deificazione della stessa Hiroko. Nella vita quotidiana le
donne possedevano la casa e la trasmettevano alla figlia pi giovane: l'ultimogenitura, cos la chiamava
Ariadne, era un'usanza degli hopi. Come facevano gli hopi, quando si sposavano gli uomini andavano a
vivere a casa della moglie.
Agli uomini la cosa piace? chiese Art, con curiosit.
Ariadne scoppi a ridere di fronte alla sua espressione. Non c' niente che renda felice un
uomo come una donna felice, ecco cosa diciamo. E trafisse Art con uno sguardo che pareva
risucchiarlo dalla panca verso di lei.
Per me ha senso convenne Art.
Condividiamo tutto il lavoro... estendere i segmenti della galleria, coltivare, allevare i bambini,
qualsiasi cosa ci sia da fare. Tutti cercano di diventare abili in qualcosa di pi della loro specialit
individuale, un'usanza che credo derivi dai primi cento e dai sabishiiani.
Art annu. In quanti siete, qui?
Adesso siamo circa quattromila.
Art fischi, sorpreso.
Quel pomeriggio vennero accompagnati lungo il tunnel attraverso parecchi chilometri di
segmenti trasformati, molti dei quali occupati da foreste e tutti contenenti un ampio corso d'acqua che
scorreva lungo il fondo della galleria, allargandosi a tratti per formare larghe polle. Quando Ariadne li
riaccompagn nella prima camera, chiamata Zakros, oltre mille persone si radunarono per un pasto
all'aria aperta nel parco pi grande. Nirgal e Art andarono in giro, parlando con la gente e assaporando
il semplice pasto a base di pane, insalata e pesce arrosto. Quella gente si mostr ricettiva all'idea di un
congresso del sottosuolo. Avevano provato per anni a organizzare una cosa del genere, ma a quel
tempo non avevano raccolto molti assensi. Comunque, avevano un elenco dei rifugi di quella regione, e
una delle donne pi anziane dichiar in tono autoritario che sarebbero stati lieti di ospitare il raduno,
dato che avevano abbastanza spazio per un numero elevato di persone.
Oh, sarebbe meraviglioso dichiar Art, lanciando un'occhiata ad Ariadne.
Pi tardi, Nadia si disse d'accordo con lui. Sar di notevole aiuto dichiar. Molte persone
opporranno resistenza all'idea di questo raduno perch sospetteranno che i primi cento stiano cercando
di assumere il controllo del sottosuolo. Ma se la cosa si far qui, con l'appoggio dei bogdanoviani...
Quando arriv e apprese dell'offerta, Jackie abbracci Art. Oh, succeder! Ed  proprio quello
che avrebbe fatto John Boone.  come il raduno che lui ha indetto sul Monte Olimpo.
Lasciata Dorsa Brevia, proseguirono verso nord sul lato orientale del Bacino di Hellas. Durante
le notti di viaggio, Jackie tir spesso fuori Pauline, l'IA di John Boone, che aveva studiato e catalogato,
e fece ascoltare a tutti selezioni dei suoi pensieri riguardo a uno Stato indipendente, disorganizzati
quanto incoerenti, le riflessioni di un uomo che aveva pi entusiasmo (e omegendorfina) che capacit
analitica. A volte, per, prendeva l'abbrivio e improvvisava alla maniera dei suoi famosi discorsi, e
questo poteva essere affascinante, Aveva davvero avuto il dono della libera associazione di idee, cosa
che faceva apparire il suo pensiero una progressione logica anche quando non lo era. Vedete quanto
spesso parla della Svizzera disse Jackie. Nirgal not improvvisamente che parlava come John. Aveva
lavorato a lungo e per molto tempo con Pauline, e questo aveva influenzato il suo modo di parlare. La
voce di John, il modo di fare di Maya: era cos che portavano con loro il passato. Dobbiamo accertarci
che al congresso ci siano alcuni svizzeri.
Abbiamo Jrgen, e il gruppo che vive a Overhangs osserv Nadia.
Ma non sono davvero svizzeri, giusto?
Dovrai chiederglielo ribatt Nadia. Se per ti riferisci a funzionari svizzeri, ce ne sono un
sacco a Burroughs, e l ci hanno dato una mano senza neppure parlarcene apertamente. Adesso quasi
cinquanta di noi hanno un passaporto svizzero. Loro sono una larga parte del mondo di mezzo.
Come lo  la Praxis interloqu Art.
S, s. Comunque parleremo con il gruppo di Overhangs. Sono certa che loro siano in contatto
con gli svizzeri.
A nordest del vulcano Hadriaca Patera, visitarono una citt che era stata fondata da sufi. La
struttura originaria era costruita dentro la parete di un canyon, come una sorta di Mesa Verde altamente
tecnologica... una linea sottile di edifici inseriti nel punto di rottura dove l'imponente sporgenza
dell'altura cominciava a inclinarsi verso il fondo del canyon. Erte scale chiuse all'interno di tubi
pedonali correvano dalla parte inferiore del pendio fino a un piccolo garage di cemento, intorno al
quale sorgevano parecchie bolle e serre. Quelle bolle erano occupate da persone che desideravano
studiare con i sufi. Alcune venivano dai rifugi, altre dalle citt del Nord, e anche se c'erano molti
nativi, parecchi erano nuovi venuti arrivati dalla Terra. Insieme, speravano di costruire un tetto su tutto
il canyon usando i materiali sviluppati per il nuovo cavo per supportare l'immensa estensione della
cupola. Nadia fu immediatamente coinvolta nella discussione relativa ai problemi di costruzione che un
progetto del genere avrebbe incontrato... problemi che, come lei conferm allegramente, sarebbero stati
molti e difficili da superare. Ironicamente, l'inspessirsi dell'atmosfera rendeva pi difficili tutti i
progetti di cupole perch non potevano pi essere sostenute come un tempo dalla pressione dell'aria
sotto di esse. Anche se la resistenza a trazione e la capacit di reggere pesi delle nuove configurazioni
di carbonio erano maggiori di quanto servisse, sarebbe stato quasi impossibile trovare punti di
ancoraggio capaci di sostenere il peso che loro avevano in mente. Gli ingegneri locali erano per certi
che tessuti pi leggeri e nuove tecniche di ancoraggio sarebbero bastati alla bisogna, sostenendo che le
pareti del canyon erano solide. Si trovavano nella parte pi alta della Valle di Reull, e l'antica azione di
scavo delle acque aveva operato su un materiale molto duro. Ci sarebbero dovuti essere ovunque buoni
punti di ancoraggio.
Non si era fatto nessun tentativo per nascondere quell'attivit all'osservazione satellitare. Anche
l'insediamento circolare che i sufi avevano sulla mesa, Margaritifer, e il loro principale insediamento
nel Sud, Rumi, erano altrettanto esposti. Tuttavia, loro non erano mai stati infastiditi da nessuno, e
neppure contattati dall'Autorit Transizionale. Questo induceva uno dei loro capi, un ometto di colore
chiamato Dhu el-Nun, a pensare che i timori del sottosuolo fossero esagerati. Nadia dissent, e quando
Nirgal, incuriosito dal suo atteggiamento, insistette con el-Nun perch si spiegasse, lui lo fiss con
fermezza. Loro danno la caccia ai primi cento. Nirgal ci pens su, osservando i sufi mentre li
accompagnavano su per le scale fino alle dimore sull'altura. Erano arrivati molto prima dell'alba, e
Dhu aveva invitato tutti lass per un brunch con cui accogliere i visitatori. Cos lo seguirono e sedettero
a una grande, lunga tavola, in una lunga stanza la cui parete esterna era tutta una grande finestra che si
affacciava sul canyon. I sufi vestivano di bianco, mentre le persone che vivevano nelle cupole nel
canyon indossavano normali tute, perlopi color ruggine. La gente si vers l'acqua a vicenda, e tutti
chiacchierarono mentre mangiavano.
Sei avviato sul tuo tariqat disse Dhu el-Nun a Nirgal. Spieg che quello era il sentiero
spirituale di una persona, la sua strada verso la realt. Nirgal annu, colpito dalla giustezza della
descrizione... era quella la sensazione che la sua vita gli aveva sempre dato. Devi sentirti fortunato,
continu Dhu ma devi anche fare attenzione.
Dopo un pasto a base di pane, ciliegie e yogurt, seguito da un caff denso come fango, tavoli e
sedie vennero sgombrati e i sufi eseguirono un sema, o danza vorticante, ruotando e cantando al suono
della musica di un arpista e di parecchi suonatori di tamburo, accompagnati dal cantilenare degli
abitanti del canyon. Nel passare davanti ai loro ospiti, i ballerini posavano brevemente i palmi delle
mani sulle loro guance, con un tocco lieve come il passaggio di un'ala di uccello. Nirgal lanci
un'occhiata ad Art, aspettandosi di trovarlo con gli occhi sgranati, come sempre di fronte ai vari
fenomeni della vita marziana, ma lui invece sorrideva con aria consapevole, battendo insieme pollice e
indice al ritmo della musica mentre cantilenava con gli altri. Alla fine della danza, si fece avanti e
recit in una lingua straniera qualcosa che indusse i sufi a sorridere e ad applaudirlo sonoramente
quando ebbe finito.
Alcuni dei miei professori, a Teheran, erano sufi spieg a Nirgal, Nadia e Jackie. Hanno
avuto una grande parte in quello che la gente chiama il rinascimento persiano.
Cosa hai recitato? chiese Nirgal.
Una poesia in farsi di Gialal al-Din Rumi, il maestro dei dervisci volteggianti. Non ne ho mai
imparato molto bene la versione inglese...
Sono morto come minerale e come pianta sorto,
sono morto come pianta e ancora risorto come animale;
sono morto come animale e risorto come uomo...
Perch temere allora di divenir meno morendo?'
Ah, non riesco a ricordare il resto. Comunque alcuni di quei sufi erano eccellenti ingegneri.
Meglio che lo siano anche qui comment Nadia, adocchiando alcune persone con cui aveva
discusso della copertura del canyon.
In ogni caso, i sufi del rifugio si dimostrarono molto entusiasti dell'idea di un congresso del
sottosuolo. Come sottolinearono, la loro era una religione sincretistica, che aveva attinto alcuni dei suoi
elementi non solo dai diversi tipi e nazionalit dell'Islam, ma anche dalle pi antiche religioni asiatiche
con cui l'Islam era venuto in contatto, come pure con altre pi nuove come quella bah'. A loro parere,
nel sottosuolo era necessario qualcosa di altrettanto flessibile. Nel frattempo, il loro concetto di dono
aveva gi influenzato tutto il sottosuolo e alcuni dei loro teorici lavoravano con Vlad e Marina sulle
specifiche dell'eco-economia. La mattina trascorse in quel modo, e mentre attendevano la tarda alba
invernale in piedi davanti alla grande finestra che si affacciava sul canyon buio verso est, i sufi
avanzarono prontamente una serie di suggerimenti pratici riguardo al congresso. Dovreste andare a
parlare con i beduini e gli altri arabi al pi presto possibile disse loro Dhu. Non gli piacer non essere
stati consultati fra i primi.
Poi il cielo si rischiar verso est, molto lentamente, passando dal viola scuro al lavanda.
L'altura opposta era pi bassa di quella su cui si trovavano e potevano vedere al di sopra del pianoro
buio per una distanza di alcuni chilometri, fino a una bassa catena di colline che formava la linea
dell'orizzonte. I sufi indicarono la fenditura fra le colline dove il sole sarebbe sorto, e alcuni di loro
presero di nuovo a cantilenare. A Elysium c' un gruppo di sufi che sta esplorando le nostre radici
andando all'indietro, fino al mitraismo e allo zoroastrismo disse loro Dhu. Alcuni sostengono che
adesso ci sono mitraisti su Marte, e che adorano il sole, Ahura Mazd?. Considerano la soletta arte
religiosa, come le finestre di vetro colorato di una cattedrale.
Quando il cielo assunse un colore rosa intenso e limpido, i sufi si radunarono intorno ai quattro
ospiti e gentilmente li posizionarono davanti alla finestra con Nirgal accanto a Jackie, Nadia e Art alle
loro spalle. Oggi siete voi il nostro vetro colorato afferm Dhu, con voce sommessa. Alcune mani
sollevarono il braccio di Nirgal finch la sua mano tocc quella di Jackie, che strinse. Si scambiarono
una rapida occhiata, poi rivolsero lo sguardo davanti a loro, verso le colline all'orizzonte. Anche Art e
Nadia si tenevano per mano, con la mano libera posata sulla spalla di Nirgal e di Jackie. Il cantilenare
intorno a loro sal di tono, un coro di voci che intonava parole in farsi, le lunghe vocali liquide che si
prolungavano per minuti. Poi il sole super l'orizzonte e una fontana di luce esplose sul terreno,
riversandosi attraverso l'ampia finestra e su di loro, tanto che dovettero socchiudere le palpebre e gli
occhi si velarono comunque di lacrime. Fra la soletta e l'inspessirsi dell'atmosfera, il sole era
visibilmente pi grande di quanto fosse stato in passato, bronzeo, schiacciato ai poli e tremolante
attraverso le fenditure orizzontali di distanti strati di inversione termica. Jackie strinse con forza la
mano di Nirgal, e d'impulso lui si gir a guardare alle loro spalle: l, sulla parete bianca, tutte le loro
ombre creavano una sorta di arazzo collegato, nero su bianco, e nell'intensit della luce il bianco pi
vicino alle ombre era pi intenso, appena sfumato dei colori di una gloria arcobaleno che li abbracciava
tutti.
Quando se ne andarono seguirono il consiglio dei sufi e si diressero verso il mohole Lyell, uno
dei quattro del 70 di latitudine sud. In quella regione, beduini provenienti dall'Egitto occidentale
avevano insediato numerosi caravanserragli, e Nadia conosceva uno dei loro capi, quindi decise di
andare a cercarlo.
Mentre viaggiavano, Nirgal riflett intensamente sui sufi e su quello che la loro presenza
influente diceva riguardo al sottosuolo e al mondo di mezzo. La gente aveva lasciato il mondo della
superficie per molte ragioni diverse, e questa era una cosa importante da ricordare. Tutti loro avevano
gettato via tutto e rischiato la vita, ma lo avevano fatto con intenti molto differenti. Alcuni speravano di
fondare culture radicalmente nuove, come Zigote o Dorsa Brevia, o i rifugi bogdanoviani. Altri, come i
sufi, volevano restare aggrappati ad antiche radici che sentivano minacciate dall'ordine globale
terrestre. Adesso tutte queste componenti della resistenza erano sparpagliate nelle alte terre meridionali,
mescolate ma ancora separate. Non c'era nessun motivo evidente per cui dovessero voler diventare
tutte una cosa unica. Molte di esse avevano cercato proprio di allontanarsi dai poteri dominanti... le
transnazionali, l'Occidente, l'America, il capitalismo... tutti i sistemi totalitari di potere. Questo non
prometteva bene riguardo al piano di Art, e quando lui espresse questa preoccupazione, Nadia fu
d'accordo con lui. Tu sei americano, e questo per noi  un problema disse, lasciandolo sconcertato.
Poi per aggiunse: Ecco, l'America  anche un sinonimo di crogiolo di razze. Dell'idea del crogiolo.
 stata il posto dove la gente poteva andare da ogni altro luogo e diventarne parte. O almeno questa era
la teoria. In questo c' qualcosa che possiamo imparare.
La conclusione a cui Boone  infine arrivato  stata che non era possibile creare una cultura
marziana partendo da zero osserv Jackie. Ha detto che doveva essere una miscela del meglio di tutti
quelli che venivano qui. Quella  la differenza fra booneani e bogdanoviani.
S annu Nadia, accigliandosi. Credo per che si sbagliassero entrambi. Non credo si possa
inventare una cultura da zero, ma neppure che debba essere una miscela. Almeno, non per molto
tempo. Intanto, si tratter della coesistenza di molte culture diverse, ma se questo sia possibile...
Scroll le spalle.
I problemi che avrebbero dovuto affrontare in un qualsiasi congresso risultarono evidenti
durante la visita al caravanserraglio dei beduini. Quei beduini portavano avanti scavi minerari nella
regione dell'estremo Sud, fra il Cratere Dana, il Cratere Lyell, Cavi Sisyphi e Dorsa Argentea. Si
spostavano a bordo di macchinari da scavo mobili, nello stile messo a punto sulla Grande Scarpata e
divenuto tradizionale, raccoglievano depositi di superficie e si spostavano altrove. Il caravanserraglio
era soltanto una piccola cupola lasciata al suo posto come un'oasi perch la gente potesse usarla in caso
di emergenza, o quando voleva riposarsi un po'.
Nessuno pi dei beduini poteva creare un contrasto con gli eterei sufi: questi arabi riservati e
poco sentimentali vestivano in tute moderne e sembravano essere prevalentemente maschi. I viaggiatori
mangiarono insieme a un gruppo di uomini provenienti dal rover pi grande, e le donne apparvero
attraverso un tubo collegato alla macchina vicina, per servire loro il cibo. A quella vista Jackie assunse
un'espressione cupa e furente che pareva provenire direttamente dal volto di Maya. Quando le sedette
accanto e cerc di avviare una conversazione, uno degli arabi pi giovani si venne a trovare in seria
difficolt. Nirgal represse un sorriso e si concentr su Nadia e un vecchio beduino di nome Zeyk, che
era il capo di quel gruppo e l'unico che Nadia gi conosceva. Ah, i sufi comment cordialmente.
Nessuno li disturba perch sono chiaramente innocui. Come uccelli
Pi tardi durante la cena, Jackie si ammorbid con il giovane arabo, com'era prevedibile visto
che era un uomo molto attraente, con lunghe ciglia nere che incorniciavano liquidi occhi castani, il naso
aquilino, labbra rosse e piene, una mascella affilata e modi sicuri e disinvolti, tanto da non apparire
intimidito di fronte alla bellezza di lei, sotto certi aspetti simile alla sua. Si chiamava Antar e
apparteneva a un'importante famiglia bedu. Art, che sedeva sull'altro lato del basso tavolo, parve
scioccato dallo svilupparsi di quell'amicizia, ma dopo gli anni vissuti insieme a Sabishii, Nirgal aveva
capito cosa sarebbe successo ancor prima della stessa Jackie, e in un modo strano era per lui quasi un
piacere vederla all'opera. In effetti, offrivano una vista notevole... lei, la figlia orgogliosa del pi
grande matriarcato dai tempi di Atlantide, e Antar, l'orgoglioso erede del pi estremo patriarcato di
Marte, un giovane dalla grazia e dai modi disinvolti tanto puri da sembrare il re del mondo.
Dopo il pasto, i due scomparvero insieme. Senza fare quasi una piega, Nirgal sedette pi
comodamente e prese a parlare con Nadia, Art, Zeyk e sua moglie Nazik, che era venuta a unirsi a loro.
Zeyk e Nazik erano veterani di Marte, avevano conosciuto Boone ed erano stati amici di Frank
Chalmers. Contrariamente alle previsioni dei sufi, si dimostrarono molto aperti all'idea di un
congresso, e convennero che Dorsa Brevia sarebbe stato il posto ideale dove tenerlo.
Quello che ci serve  eguaglianza senza conformit disse Zeyk, a un certo punto,
socchiudendo gli occhi con espressione seria nello scegliere le parole. Quelle parole si avvicinavano a
tal punto a ci che Nadia aveva detto mentre viaggiavano che catturarono l'attenzione di Nirgal pi di
quanto avrebbero fatto altrimenti. Non  una cosa facile da ottenere, ma  chiaro che bisogna provarci
per evitare scontri. Sparger la voce in tutta la comunit araba, o almeno fra i bedu. Devo dire che nel
Nord ci sono arabi molto coinvolti con le transnazionali, soprattutto con l'Amexx. Tutti i Paesi arabi
africani stanno cadendo uno dopo l'altro nelle sue mani. Un accoppiamento molto strano, ma il
denaro... Sfreg le dita fra loro. Sapete com'. Comunque, contatteremo i nostri amici, e i sufi ci
aiuteranno. Stanno diventando i mullah, quaggi, e la cosa mi piace anche se non va a genio ai
mullah.
Altri sviluppi lo preoccupavano. La Armscor ha assorbito il Black Sea Group, e quella  una
combinazione molto brutta... la vecchia leadership africana e la sicurezza derivante da tutti gli Stati
membri, perlopi Stati di polizia... Ucraina, Georgia, Moldavia, Azerbaigian, Armenia, Bulgaria,
Turchia, Romania... Li elenc sulla punta delle dita arricciando il naso. Pensate per un momento a
tutte quelle storie! E stanno costruendo basi sulla Grande Scarpata, in una fascia tutt'intorno a Marte. E
sono culo e camicia con l'Autorit Transizionale. Scosse il capo. Se potranno, ci schiacceranno.
Nadia annu. Apparentemente sorpreso da quella valutazione della situazione, Art invest Zeyk
con un centinaio di domande. Ma voi non vi nascondete osserv a un certo punto.
Abbiamo dei rifugi, in caso di necessit rispose lui. E siamo pronti a combattere.
Molto pi tardi, dopo parecchie altre piccole tazze di caff simile a fango, Zeyk, Nazik e Nadia
parlarono di Frank Chalmers, tutti e tre con un sorriso che esprimeva un particolare affetto. Nirgal e Art
ascoltarono, ma era difficile farsi un'idea di quell'uomo, morto molto prima che Nirgal nascesse. In
effetti, era un memento sconvolgente di quanto fossero vecchi gli issei, per aver conosciuto una simile
figura a lui nota solo attraverso i video. Alla fine, Art sbott: Ma lui com'era?
I tre anziani ci rifletterono sopra.
Era un uomo pieno di rabbia rispose infine Zeyk. Per ascoltava noi arabi e ci rispettava.
Per qualche tempo ha vissuto con noi e ha imparato la nostra lingua, e invero sono pochi gli americani
che lo abbiano mai fatto. E noi gli volevamo bene. Non era per un uomo facile da conoscere, ed era
pieno di rabbia, non so il perch. Qualcosa che risaliva ai suoi anni sulla Terra, suppongo. Non ne
parlava mai, in effetti non parlava mai di s stesso, per dentro di lui c'era un giroscopio che ruotava
come una stella pulsar. Ed era di umore cupo. Molto cupo. Lo mandavano fuori in giro con i rover da
esplorazione, per vedere se questo potesse aiutarlo, ma non funzionava sempre. Di tanto in tanto ci
prendeva a male parole, anche se era nostro ospite. Zeyk sorrise al ricordo. Una volta ci ha dato degli
schiavisti mentre prendevamo il caff insieme.
Schiavisti?
Zeyk accanton l'argomento con un gesto. Era infuriato.
Ci ha salvati tutti, alla fine disse Nadia a Zeyk, riscuotendosi dai propri pensieri. Nel 2061.
E parl loro del lungo viaggio gi per la Valle Marineris, effettuato proprio mentre l'infrangersi della
Falda Acquifera Compton inondava quel grande canyon, e di come quando ne erano quasi fuori la
piena avesse investito Frank, trascinandolo via. Era sceso per liberare il veicolo da una roccia, e se
non avesse agito tanto in fretta l'intero rover sarebbe stato trascinato via.
Ah, una morte felice comment Zeyk.
Non credo che lui l'abbia vista cos.
Tutti gli issei ebbero una breve risata, poi allungarono la mano verso le tazze vuote e
brindarono al defunto amico. Mi manca afferm Nadia, nel posare la sua. Non avrei mai
immaginato di dire una cosa del genere.
Si fece silenziosa, e nel guardarla Nirgal sent la notte che li coccolava, li nascondeva. Non
l'aveva mai sentita parlare di Frank Chalmers. Molti dei suoi amici erano morti durante la rivolta, e
anche il suo compagno, Bogdanov, di cui cos tante persone seguivano ancora le idee.
Pieno di rabbia fino alla fine dichiar Zeyk. Per Frank, una morte felice.
Da Lyell continuarono a viaggiare in senso antiorario intorno al polo sud, fermandosi nei rifugi
o in cittadine sotto una cupola per scambiare notizie e merci. Christianopolis era la pi grande cupola
cittadina della regione, un centro commerciale per tutti gli insediamenti pi piccoli a sud di Argyre. I
rifugi di quell'area erano occupati prevalentemente da Rossi. Nadia chiese a tutti i Rossi che
incontrarono di trasmettere la notizia del congresso a Ann Clayborne. In teoria avremmo un
collegamento telefonico, spiegava ma lei non mi risponde. A sud del Cratere Schmidt si fermarono
in un insediamento di comunisti di Bologna che vivevano nell'interno cavo di una collina, sperduto in
una delle zone pi selvagge delle terre alte meridionali, una regione in cui viaggiare era molto difficile
a causa delle numerose scarpate e canali che i rover non erano in grado di percorrere. I bolognesi
diedero loro una mappa su cui erano segnati alcune gallerie e ascensori che avevano installato nella
zona per permettere di attraversare i canali e salire o scendere dalle scarpate. Se non li avessimo, i
nostri viaggi sarebbero fatti solo di deviazioni.
Vicino a una delle loro gallerie nascoste che attraversavano i canali c'era una colonia di
polinesiani che vivevano in un corto tunnel di lava che avevano riempito d'acqua, creandovi tre isole.
Sul fianco meridionale il canale era intasato di ghiaccio e neve, ma i polinesiani, che provenivano per
la maggior parte dall'isola di Vanuatu, mantenevano l'interno del rifugio a una temperatura simile a
quella della loro terra, e Nirgal trov l'aria tanto umida e calda da fare quasi fatica a respirare, anche se
si limitava a starsene seduto su una spiaggia sabbiosa, fra un lago nero e una fila di palme.
Chiaramente, pens nel guardarsi intorno, i polinesiani andavano contati fra coloro che cercavano di
costruire una cultura incorporando alcuni aspetti propri dei loro antichi antenati. Essi risultarono essere
anche studiosi di forme di governo primitive della storia terrestre, e si mostrarono eccitati all'idea di
condividere durante il congresso quello che avevano appreso con i loro studi, per cui non fu difficile
convincerli a intervenire.
Per celebrare l'idea del congresso, si radunarono sulla spiaggia per fare festa. Seduto fra Jackie
e una bellezza polinesiana di nome Tanna, Art sfoggiava un sorriso beato nel bere da un mezzo guscio
di noce di cocco pieno di kava. Nirgal se ne stava disteso sulla sabbia davanti a loro, ascoltando Jackie
e Tanna parlare animatamente del movimento indigeno, come lo chiamava Tanna. Non si trattava di un
semplice ritorno al passato dettato dalla nostalgia, spieg, ma piuttosto del tentativo di inventare nuove
culture che incorporassero aspetti delle antiche civilt nelle forme marziane ad alta tecnologia. Il
sottosuolo stesso  una sorta di Polinesia disse. Piccole isole in un grande oceano di pietra, alcune
presenti sulle mappe, altre no. E un giorno ci sar un vero oceano, e noi andremo a vivere su un'isola,
prosperando sotto il cielo.
Bevo a questo dichiar Art, e lo fece. Chiaramente, una parte della cultura polinesiana antica
che lui sperava venisse incorporata in quella nuova era la loro rinomata cordialit sessuale. Jackie per
stava maliziosamente complicando le cose appoggiandosi contro il suo braccio, forse per provocarlo o
forse per competere con Tanna. Art appariva contento ma preoccupato. Aveva bevuto la sua tazza di
disgustoso kava abbastanza in fretta, e fra il liquore e le due donne appariva perso in uno stato di beata
confusione. Nirgal per poco non scoppi a ridere. Pareva possibile che alcune delle altre giovani donne
presenti alla festa potessero essere a loro volta interessate nella condivisione di saggezza antica, almeno
a giudicare dalle occhiate che gli lanciavano. Oppure, Jackie avrebbe potuto smettere di stuzzicare Art.
Non aveva importanza, in ogni caso sarebbe stata una lunga notte, e il piccolo oceano nel tunnel di
Vanuatu veniva tenuto a una temperatura quasi uguale a quella dei vecchi bagni di Zigote. Nadia era
gi l a nuotare nell'acqua bassa con alcuni uomini che avevano un quarto dei suoi anni. Nirgal si alz,
si tolse i vestiti ed entr nell'acqua.
L'inverno era ormai abbastanza inoltrato da far s che anche all'80 di latitudine il sole sorgesse
solo per un'ora o due verso mezzogiorno, e in quei brevi intervalli le nebbie mutevoli splendevano di
toni pastello o metallici... alcuni giorni viola e rosa, altri nei toni di rame, bronzo e oro. In tutti i casi, le
delicate sfumature di colore venivano catturate e riflesse dalla brina sul terreno, cosicch pareva a volte
di attraversare un mondo fatto di ametiste, rubini e zaffiri.
Altri giorni, il vento ruggiva, trasportando un pesante carico di brina che rivestiva il rover e
dava al mondo un aspetto fluido, come se fosse stato sommerso. Durante le poche ore di luce
lavoravano per ripulire le ruote, con il sole che sembrava una chiazza di lichene giallo in mezzo alla
nebbia. Una volta, dopo la fine di una di quelle tempeste di vento, anche il cappuccio di nebbia
scomparve, e la terra lungo ogni orizzonte risult essere una spettacolare complessit di fiori di
ghiaccio. E sull'orizzonte settentrionale di quel campo di diamanti si erse un'alta nube scura che si
riversava nel cielo da una fonte che pareva non essere molto lontana, oltre l'orizzonte.
Si fermarono, sgombrando l'accesso a uno dei piccoli rifugi di Nadia. Nirgal fiss la nube nera,
poi guard la mappa. Credo possa essere il mohole Rayleigh disse. Durante il primo viaggio che ho
fatto con lui, Coyote ha riattivato i robot scavatori di quel mohole. Mi chiedo se la cosa abbia avuto
qualche risultato.
Qui ho un piccolo rover da esplorazione nel garage disse Nadia. Potete prenderlo e andare a
dare un'occhiata, se volete. Verrei anch'io, ma devo tornare a Gamete. Devo incontrare Ann l
dopodomani. A quanto pare ha saputo del congresso e mi vuole fare alcune domande.
Art espresse il proprio interesse a incontrare Ann Clayborne, perch era rimasto colpito da un
video su di lei che aveva visto durante il volo fino a Marte. Sarebbe come incontrare il profeta
Geremia.
Io verr con te disse Jackie a Nirgal.
Convennero quindi di ritrovarsi a Gamete, poi Art e Nadia puntarono direttamente l sul grosso
rover, mentre Nirgal si allontan con Jackie sul piccolo veicolo esplorativo di Nadia. L'alta nuvola
spiccava ancora davanti a loro, una densa colonna di grossi lobi di colore grigio scuro che si
appiattivano nella stratosfera, in direzioni diverse e in momenti diversi. Una volta che furono pi vicini,
parve sempre pi certo che la nube scaturisse dal terreno del pianeta silenzioso. Quando poi arrivarono
al limitare di una bassa scarpata, videro che in lontananza il terreno era sgombro dal ghiaccio, roccioso
come lo sarebbe stato nel pieno dell'estate ma pi nero, una roccia di un nero quasi puro che fumava da
lunghe fessure arancioni che scorrevano sulla sua superficie morbida e bulbosa. E appena oltre
l'orizzonte, che in quel punto distava sei o sette chilometri, la nube nera continuava a salire ribollendo,
come la nube termica di un mohole che fosse entrata in nova, con il rovente fumo gassoso che
esplodeva verso l'esterno e poi rotolava in fretta verso l'alto.
Jackie guid il piccolo rover fino alla sommit della collina pi alta della regione. Da l
potevano spingere lo sguardo fino alla fonte di quella nuvola, che era esattamente ci che Nirgal aveva
intuito essere nel momento in cui l'aveva vista: adesso il mohole Rayleigh era una bassa collina, nera
tranne per il disegno di crepe di un arancione acceso. La nube che avevano visto scaturiva da un buco
in quella collina, un fumo denso, scuro e ribollente. A sud, una lingua di ruvida roccia nera si stendeva
verso valle nella loro direzione, poi deviava sulla destra.
Mentre sedevano nel veicolo, guardando in silenzio, una grossa parte della bassa collina nera
che copriva il mohole si inclin e si spezz, e liquida roccia arancione prese a scorrere rapida fra i
blocchi neri, scintillando e sollevando schizzi gialli. Quel giallo intenso vir ben presto all'arancione,
poi si scur ulteriormente.
Dopo non si mosse pi nulla, tranne la colonna di fumo. Al di sopra del ronzio del ventilatore e
del motore, potevano sentire un continuo rombo sordo, punteggiato da rimbombi che erano
contemporanei a improvvise esplosioni di fumo e facevano tremare leggermente il veicolo sugli
ammortizzatori.
Rimasero sulla collina a osservare lo spettacolo, Nirgal rapito, Jackie eccitata e loquace, che
commentava a lungo salvo poi ammutolire quando pezzi di lava si staccavano dalla collina, liberando
altri getti di roccia fusa. Quando la guardarono attraverso il sistema a infrarossi del veicolo, la collina
risult di un intenso color smeraldo solcato da crepe di un candore fiammeggiante, e la lingua di lava
che lambiva la pianura apparve di un verde brillante. La roccia arancione impiegava circa un'ora a
diventare nera nella luce visibile, ma attraverso gli infrarossi lo smeraldo diventava verde scuro in circa
dieci minuti. Il verde si riversava nel mondo, con il bianco che esplodeva in mezzo a esso.
Mangiarono qualcosa, e mentre pulivano i piatti, Jackie fece spostare Nirgal nella stretta cucina
muovendo le mani nello stesso modo amichevole che aveva avuto a Nuova Vanuatu, con lo sguardo
acceso e un accenno di sorriso sulle labbra. Nirgal conosceva quei segni, quindi l'accarezz mentre
passava nello stretto spazio dietro i sedili di guida, lieto per il rinnovarsi di quell'intimit tanto rara e
preziosa. Scommetto che fuori fa caldo.
Lei si gir di scatto a guardarlo con occhi sgranati.
Senza un'altra parola si vestirono, entrarono nel portello e si tennero per mano mentre
aspettavano che si depressurizzasse, poi uscirono dal veicolo e attraversarono lo strato di detriti asciutti
color ruggine, sempre tenendosi per mano con forza mentre aggiravano gobbe, depressioni e massi alti
fino al petto nel dirigersi verso la nuova lava. Ciascuno teneva un cuscino di thinsulate nella mano
libera. Avrebbero potuto parlare, ma non lo fecero. Di tanto in tanto l'aria li spingeva, e anche
attraverso gli strati della tuta Nirgal poteva sentire che era calda. Il terreno tremava leggermente sotto i
piedi e il rombo era distinto, gli vibrava nello stomaco, punteggiato ogni pochi secondi da un
rimbombo sordo o da un suono pi acuto e crepitante. Senza dubbio era pericoloso trovarsi l fuori.
C'era una collinetta rotonda, molto simile a quella su cui avevano parcheggiato il rover, che si
affacciava sulla lingua di lava da una distanza pi ravvicinata, e senza bisogno di consultarsi puntarono
verso di essa, risalendo l'ultimo pendio a grandi passi, sempre tenendosi con forza per mano.
Dalla cima della collina potevano vedere al di l del nuovo flusso nero e della sua mutevole rete
di roventi crepe arancione. Il rumore era notevole. Pareva chiaro che qualsiasi nuova colata di lava si
sarebbe riversata sul lato opposto della massa nera, quello verso valle. Si trovavano su un punto alto
della riva di un corso d'acqua che scorreva da sinistra a destra. Naturalmente, una grande piena
improvvisa avrebbe potuto travolgerli, ma sembrava improbabile, e comunque il pericolo non era
maggiore di quello che avevano corso nell'auto.
Tutti quei calcoli svanirono quando Jackie liber la mano dalla sua e cominci a togliersi il
guanto. Nirgal fece lo stesso, arrotolando il tessuto elasticizzato fino a esporre il polso e liberare il
pollice. Il guanto gli si sfil dalle dita. Calcol che dovessero esserci circa 278K, una temperatura
pungente ma non particolarmente fredda. Poi un'onda di aria calda lo sballott, seguita da una folata
rovente che doveva essere intorno ai 315K e che pass in fretta, lasciandolo esposto alla temperatura
fresca che aveva avvertito nell'esporre inizialmente la mano. Mentre si toglieva l'altro guanto risult
chiaro che quella temperatura era diffusa in tutta l'area, e che ogni folata di vento era nettamente
diversa. Jackie aveva gi aperto la giacca della tuta, staccandola dal casco, e mentre lui la osservava se
la sfil, denudando la parte superiore del corpo. L'aria la invest, provocandole la pelle d'oca mentre si
chinava per togliersi gli stivali e la bombola dell'aria le si adagiava nell'incavo della schiena, con le
costole che spiccavano nitide sotto la pelle. Avvicinandosi, Nirgal le tir gi i pantaloni e lei si protese
per trarlo a s, spingendolo verso terra finch non crollarono insieme in un groviglio, contorcendosi in
fretta per spostarsi sui cuscini di thinsulate perch il terreno era gelido. Si liberarono dei vestiti e lei
giacque sulla schiena con la bombola dell'aria accanto alla spalla destra. Nirgal si distese su di lei.
Nell'aria gelida il suo corpo era incredibilmente caldo, emanava calore come la lava, ondate di caldo
che lo sospingevano dal basso e da un lato, preso com'era fra il vento e il suo corpo roseo e muscoloso
che lo avviluppava con braccia e gambe, sorprendentemente tangibile nella luce del sole. I loro caschi
si urtarono, con l'aria che pompava con forza per compensare le fuoriuscite intorno alle spalle, alla
schiena, al petto e alle clavicole. Per qualche tempo si guardarono negli occhi, separati dal doppio
strato di vetro che pareva essere la sola cosa che impedisse loro di fondersi in un solo essere. La
sensazione era cos intensa da apparire pericolosa... continuarono a premere uno contro l'altra,
esprimendo il desiderio di fondersi ma sapendo di essere al sicuro. Gli occhi di Jackie avevano uno
strano bordo vibrante fra l'iride e la pupilla, piccole finestre nere e rotonde pi profonde di qualsiasi
mohole, un abisso che si estendeva fino al centro dell'universo. Doveva distogliere lo sguardo, doveva
farlo! Si sollev per contemplare il suo lungo corpo che, per quanto stupefacente, lo era meno della
profondit dei suoi occhi. Ampie spalle slanciate, un ombelico ovale, quelle lunghe cosce cos
femminili... chiuse gli occhi, doveva farlo. Il terreno trem sotto di loro, muovendosi con Jackie fino a
dargli la sensazione di affondare nel pianeta stesso, un selvaggio e muscoloso corpo femminile...
poteva rimanere del tutto immobile, potevano farlo entrambi, e tuttavia il mondo avrebbe continuato a
farli vibrare con un ritmo sismico gentile ma intenso. Quella roccia vivente. Mentre i suoi nervi e la
pelle cominciavano a vibrare e a cantare, gir la testa per guardare verso il magma che fluiva, poi tutto
giunse contemporaneamente al suo culmine.
Lasciato il vulcano Rayleigh, tornarono a immergersi nell'oscurit del cappuccio di nebbia. La
seconda notte dopo aver lasciato il vulcano si avvicinarono a Gamete. Nel cupo grigiore di un
crepuscolo diurno particolarmente denso arrivarono infine sotto la grande sporgenza di ghiaccio e
improvvisamente Jackie si protese in avanti con un grido, disinserendo il pilota automatico e frenando
con violenza.
Nirgal stava sonnecchiando e si svegli di soprassalto, sorreggendosi al volante nel guardare
fuori per capire quale fosse il problema.
L'altura in cui si era trovato il garage era stata distrutta... una grande frana di ghiaccio si
allontanava dall'altura a coprire il punto in cui c'era stato il garage, e il ghiaccio al di sopra della
frattura era segnato dalle profonde crepe di un'esplosione. Oh, grid Jackie Lo hanno fatto saltare
in aria! Li hanno uccisi tutti!
Nirgal si sent come se gli avessero sferrato un pugno nello stomaco: rimase stupito dalla
violenza dell'impatto fisico che la paura poteva avere. Sentiva la mente intorpidita e pareva non
provare nulla... n angoscia, n disperazione, niente. Protese una mano a stringere la spalla di Jackie,
che stava tremando, e scrut con ansia attraverso le dense volute di nebbia.
C' la via di fuga disse. Non saranno stati colti alla sprovvista. La galleria attraversava un
braccio della calotta polare fino al Chasma Australe, dove c'era un rifugio nella parete di ghiaccio.
Ma... replic Jackie, deglutendo a fatica. E se non hanno ricevuto nessun avvertimento?
Facciamo il giro e raggiungiamo il rifugio nel Chasma Australe sugger Nirgal, mettendosi
alla guida.
Prese a guidare alla massima velocit sui fiori di ghiaccio, concentrandosi sul terreno e
cercando di non pensare. Non voleva arrivare all'altro rifugio e trovarlo vuoto, cosa che avrebbe
distrutto la sua ultima speranza, il solo modo in cui teneva a distanza quel disastro. Voleva non arrivare
mai, continuare a guidare per sempre in senso orario intorno alla calotta polare, anche se la morsa
dell'apprensione trasformava il respiro di Jackie in un sibilo e le strappava un gemito di tanto in tanto.
Nirgal provava soltanto torpore, l'incapacit di pensare. Non provo niente, pens, meravigliato. Poi
per l'immagine di Hiroko gli affior spontanea davanti, come se fosse stata proiettata sul parabrezza o
si ergesse come uno spettro nella nebbia fitta.
C'era una possibilit che l'attacco fosse giunto dallo spazio, o sotto forma di un missile dal
Nord, nel qual caso era possibile che non ci fosse stato preavviso di sorta. Il mondo verde era stato
cancellato dall'universo, lasciando soltanto il bianco mondo di morte, con i colori che si prosciugavano
da tutto come in quel grigio e nebbioso mondo invernale.
Contrasse le labbra e si concentr sul panorama ghiacciato, guidando con un tocco spietato che
non sapeva di avere. Passarono le ore, e lui fece del suo meglio per non pensare a Hiroko, o a Nadia,
Art, Sax, Maya, Dao o chiunque degli altri: la sua famiglia, il suo quartiere, la sua citt e nazione, tutto
sotto quell'unica, piccola cupola. Si chin in avanti, lo stomaco contratto, e si focalizz sulla guida, su
ogni gobba e depressione da schivare nel vano tentativo di rendere il tragitto meno disagevole.
Dovevano viaggiare in senso orario per trecento chilometri e poi risalire la maggior parte della
lunghezza del Chasma Australe, che nel cuore dell'inverno si assottigliava e si intasava di blocchi di
ghiaccio al punto da lasciare un solo passaggio, segnalato da piccoli e deboli transponder direzionali.
L fu costretto a rallentare, ma sotto quella cupa coltre di caligine potevano guidare a qualsiasi orario e
lo fecero, fino a raggiungere il basso muro che contrassegnava il rifugio. Erano passate solo quattordici
ore da quando avevano lasciato Gamete: una vera impresa su quel terreno accidentato e ghiacciato, ma
Nirgal non se ne accorse neppure. Se il rifugio era vuoto...
Se era vuoto... il suo torpore interiore si andava consumando in fretta a mano a mano che si
avvicinavano al basso muro all'inizio del chasma: l non si scorgevano tracce della presenza di
chiunque o qualunque cosa, e in lui la paura eruppe dal torpore come lava arancione dalle crepe di lava
nera, riversandoglisi dentro fino a diventare una tensione intollerabile che lacerava ogni cellula del suo
essere.
Poi ci fu un tremolio di luce sulla parte bassa del muro e Jackie lanci un grido, come se fosse
stata punta da uno spillo. Nirgal acceler e il rover si lanci verso il muro di ghiaccio fin quasi ad
andarci a sbattere contro. All'ultimo momento cal con forza il piede sul freno e le grandi ruote
metalliche scivolarono leggermente per poi fermarsi. Jackie si infil il casco e saett nel portello,
Nirgal la segu e dopo l'agonizzante attesa della depressurizzazione si lanciarono fuori, affrettandosi in
direzione del portello stagno inserito in una rientranza poco profonda del ghiaccio. La porta si apr e
quattro figure in tuta balzarono fuori con i fucili spianati. Jackie url sulla banda comune dell'intercom,
e un secondo pi tardi i quattro li stavano abbracciando: finora tutto bene, anche se era concepibile che
li stessero solo confortando, e Nirgal era ancora in preda all'agonia della tensione quando vide il volto
di Nadia dietro uno dei visori. Lei sollev il pollice in un gesto rassicurante, e Nirgal si rese conto che
aveva trattenuto il respiro per quelle che gli parevano tutte le ultime quindici ore, anche se
indubbiamente lo aveva fatto solo da quando era sceso dal veicolo. Jackie stava piangendo di sollievo,
e Nirgal sent a sua volta la voglia di piangere, ma l'improvviso disintegrarsi del torpore prima e della
paura poi lo aveva lasciato in pezzi, esausto al di l delle lacrime. Nadia lo guid nel portello del
rifugio tenendolo per mano come se comprendesse il suo stato d'animo, e quando infine il portello si fu
richiuso e il pompaggio dell'aria inizi, Nirgal cominci a comprendere le voci che arrivavano sulla
banda comune. Ero cos spaventata, credevo foste tutti morti.
Siamo usciti dal tunnel di fuga. Li abbiamo visti arrivare...
Dentro il rifugio si tolsero il casco e ci furono un centinaio di abbracci. Art assest una pacca
sulla spalla di Nirgal, gli occhi che gli sporgevano dalle orbite come uova. Sono cos contento di
vedervi! Trasse Jackie in un rude abbraccio, poi la allontan di tutta la lunghezza del braccio e fiss
con approvazione e ammirazione il suo volto bagnato di lacrime, con il naso che colava e gli occhi
rossi, come se solo in quel momento avesse accettato il fatto che anche lei era umana e non una qualche
dea felina.
Mentre percorrevano barcollando il breve tunnel che portava alle stanze del rifugio, Nadia
spieg loro cosa era successo, accigliandosi nel ricordare gli eventi. Li abbiamo visti arrivare e ci
siamo ritirati nel tunnel, poi abbiamo fatto crollare entrambe le cupole e tutte le gallerie. In questo
modo potremmo averne uccisi parecchi, ma non so... non so quanti ne avessero mandati dentro o di
quanto fossero avanzati. Coyote  l fuori e li sta seguendo per vedere se riesce a stabilirlo. In ogni
caso,  fatta.
In fondo alla galleria c'era un angusto rifugio fatto di parecchie piccole camere, con le pareti
grezze, pavimenti e soffitti fatti di pannelli isolanti montati a ridosso di cavit nel ghiaccio. Ogni stanza
si diramava da una camera centrale pi grande che serviva da cucina e mensa. Jackie abbracci tutti i
presenti tranne Maya, finendo con Nirgal. Si tennero stretti con forza l'uno all'altra e nel sentirla
tremare Nirgal si rese conto che tremava anche lui, in una sorta di vibrazione sincrona. Quel viaggio
silenzioso, disperato, permeato di spavento avrebbe rinforzato il loro legame tanto quanto il fare
l'amore vicino al vulcano, o forse di pi... era difficile a dirsi, e lui era troppo stanco per riuscire a
decifrare le emozioni potenti ma vaghe che lo pervadevano. Si liber dall'abbraccio e si mise a sedere,
sentendosi improvvisamente esausto fino alle lacrime. Hiroko gli sedette accanto e lui la ascolt mentre
gli spiegava l'accaduto in modo pi dettagliato. L'attacco era cominciato con l'apparizione di parecchi
aerei spaziali che erano atterrati in gruppo sulla pianura fuori dall'hangar. Dentro avevano quindi avuto
pochissimo preavviso, e la gente che si trovava nell'hangar aveva reagito cedendo alla confusione,
telefonando per avvertire gli altri ma mancando di attivare il sistema di difesa di Coyote, di cui a
quanto pareva si erano semplicemente dimenticati. Hiroko gli disse che Coyote ne era disgustato, e
Nirgal non fatic a crederlo. Bisogna fermare le truppe nel momento dell'atterraggio era solito dire.
Invece la gente nell'hangar si era ritirata nella cupola. Dopo una certa confusione erano riusciti a far
entrare tutti nel tunnel di fuga, e una volta fuori dal raggio dell'esplosione Hiroko aveva ordinato loro
di usare la difesa svizzera e di far crollare la cupola. Kasei e Dao le avevano ubbidito, e cos l'avevano
fatta esplodere, uccidendo tutta la parte della forza di attacco gi all'interno, quale che fosse,
seppellendola sotto milioni di tonnellate di ghiaccio secco. I dati delle radiazioni sembravano indicare
che il Rickover non fosse andato in meltdown, anche se era di certo rimasto schiacciato insieme a tutto
il resto. Coyote era poi scomparso in una galleria laterale insieme a Peter, seguendo una sua via di fuga
personale, e Hiroko non sapeva bene dove fossero andati. Credo per che quegli aerei possano avere
dei problemi.
Cos, Gamete era scomparso, e anche il guscio vuoto di Zigote. In un'era futura la cappa si
sarebbe sublimata e avrebbe rivelato i loro resti infranti, Nirgal pens distrattamente. Per ora per era
tutto sepolto e irraggiungibile.
E loro erano l, se ne erano andati portandosi dietro solo alcune IA e le tute che indossavano. E
adesso erano in guerra con l'Autorit Transizionale (presumibilmente), e parte della forza di attacco era
ancora l fuori.
Chi erano? chiese Nirgal.
Hiroko scosse il capo. Non lo sappiamo. Coyote ha detto che era l'Autorit Transizionale, ma
ci sono un sacco di unit di sicurezza diverse nell'ATNU, e dobbiamo scoprire se questa  la nuova
politica di tutta l'Autorit Transizionale, o se qualche unit  sfuggita al controllo.
Cosa faremo? chiese Art. All'inizio, nessuno rispose.
Dovremo chiedere asilo disse infine Hiroko. Credo che a Dorsa Brevia sia dove hanno pi
spazio.
E che ne sar del congresso? domand Art, a cui la menzione di Dorsa Brevia lo aveva fatto
tornare in mente.
Credo che adesso ne abbiamo pi bisogno che mai dichiar Hiroko. Maya si accigli.
Riunirsi in quel modo potrebbe essere pericoloso sottoline. Ne abbiamo parlato con un sacco di
persone.
Dovevamo farlo ribatt Hiroko. Lo scopo  proprio quello. Li guard tutti, e perfino Maya
non os contraddirla. Adesso dobbiamo correre il rischio.
...
.
...
FINE Parte 3.